Di fronte all’esplosione dei social network e al crescente interesse dei brand alle reti di conversazioni, restano scarse le analisi interpretative sulle relazioni tra consumatori e brand. In particolare le analisi sulle relazioni sono pressoché inesistenti in riferimento ai bambini che pure, al contrario, sono destinatari di messaggi in un numero significativo di casi. D’altra parte, la questione del rapporto tra bambini e marche ha rilevanti implicazioni anche in relazioni alle questioni che attengono la regolamentazione dei messaggi del marketing. Le marche che hanno creato applicazioni e giochi dedicati ai bambini sono aumentate, sia nella consapevolezza che i bambini sono sempre di più protagonisti del mondo del consumo, sia perché la dimensione ludica implicita nel web 2.0 si presta in modo particolare alla comunicazione con il mondo dei più piccoli. La difficoltà di studiare il segmento dei bambini (10-12 anni), anche in ragione delle restrizioni formali di accesso che rendono difficile operazioni di selezione dei campioni, ha limitato l’ambito delle analisi, in particolare nel nostro Paese. I paradigmi e le metodologie risultano inadeguati sia per ciò che concerne la presenza dei bambini nella rete, sia, più specificatamente, per ciò che concerne il rapporto tra bambini e messaggi dei brand. Per contro, i social network introducono nello scenario delineato dalle nuove tecnologie una dimensione di straordinaria importanza: l’intreccio tra comunicazione e attività on line con la vita quotidiana. La possibilità di manipolare messaggi, di crearli e di condividerli fa sì che i contenuti e gli oggetti scambiati insieme ai messaggi entrino a far parte delle relazioni, divengono parte della vita reale degli individui e, sempre di più, anche di quella dei bambini. I bambini vengono considerati per lo più vittime di forme di marketing aggressivo, ma non vi sono molte ricerche sulle forme di relazione che si stabiliscono all’interno dei nuovi media. Così l’urgenza di interventi di regolazione si scontra con una troppo modesta conoscenza del fenomeno Il paper si propone di mettere a fuoco le questioni metodologiche e prime esplorazioni di ricerca (condotte con interviste dirette ai bambini) focalizzando l’attenzione sul settore del food.

Bambini: conversazioni nella rete e strategie di brand. Prime osservazioni e linee di ricerca / M. FRANCHI; C. ZILIANI; S. BELLINI. - In: MICRO & MACRO MARKETING. - ISSN 1121-4228. - 3(2013), pp. 503-520. [10.1431/75385]

Bambini: conversazioni nella rete e strategie di brand. Prime osservazioni e linee di ricerca

FRANCHI, MAURA;ZILIANI, Cristina;BELLINI, Silvia
2013

Abstract

Di fronte all’esplosione dei social network e al crescente interesse dei brand alle reti di conversazioni, restano scarse le analisi interpretative sulle relazioni tra consumatori e brand. In particolare le analisi sulle relazioni sono pressoché inesistenti in riferimento ai bambini che pure, al contrario, sono destinatari di messaggi in un numero significativo di casi. D’altra parte, la questione del rapporto tra bambini e marche ha rilevanti implicazioni anche in relazioni alle questioni che attengono la regolamentazione dei messaggi del marketing. Le marche che hanno creato applicazioni e giochi dedicati ai bambini sono aumentate, sia nella consapevolezza che i bambini sono sempre di più protagonisti del mondo del consumo, sia perché la dimensione ludica implicita nel web 2.0 si presta in modo particolare alla comunicazione con il mondo dei più piccoli. La difficoltà di studiare il segmento dei bambini (10-12 anni), anche in ragione delle restrizioni formali di accesso che rendono difficile operazioni di selezione dei campioni, ha limitato l’ambito delle analisi, in particolare nel nostro Paese. I paradigmi e le metodologie risultano inadeguati sia per ciò che concerne la presenza dei bambini nella rete, sia, più specificatamente, per ciò che concerne il rapporto tra bambini e messaggi dei brand. Per contro, i social network introducono nello scenario delineato dalle nuove tecnologie una dimensione di straordinaria importanza: l’intreccio tra comunicazione e attività on line con la vita quotidiana. La possibilità di manipolare messaggi, di crearli e di condividerli fa sì che i contenuti e gli oggetti scambiati insieme ai messaggi entrino a far parte delle relazioni, divengono parte della vita reale degli individui e, sempre di più, anche di quella dei bambini. I bambini vengono considerati per lo più vittime di forme di marketing aggressivo, ma non vi sono molte ricerche sulle forme di relazione che si stabiliscono all’interno dei nuovi media. Così l’urgenza di interventi di regolazione si scontra con una troppo modesta conoscenza del fenomeno Il paper si propone di mettere a fuoco le questioni metodologiche e prime esplorazioni di ricerca (condotte con interviste dirette ai bambini) focalizzando l’attenzione sul settore del food.
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