Il contributo propone una ricostruzione storico-critica del triennio 1967–1969 al Festival dei Due Mondi, interrogando il rapporto tra la manifestazione e il contesto politico e culturale della fine degli anni Sessanta. Il Sessantotto non è assunto come categoria interpretativa data, ma come problema storiografico, volto a valutare l’incidenza delle trasformazioni del periodo sulle scelte di programmazione, sulle strategie economiche e sulle modalità di organizzazione e autorappresentazione del festival. Attraverso l’analisi di cataloghi, documenti amministrativi, rassegna stampa e testimonianze orali, il saggio mette in luce la coesistenza di continuità istituzionali e tensioni emergenti, in particolare sul piano dei linguaggi scenici, dei corpi e degli spazi di fruizione. Ne emerge l’immagine di un festival dotato di una propria temporalità e di una relativa autonomia rispetto alle dinamiche della contestazione, in cui il Sessantotto non assume il valore di una rottura fondativa ma viene rielaborato, nella memoria cittadina, entro la specifica periodizzazione della “città-festival”.
A proposito del Sessantotto al Festival dei Due Mondi / Luciani, E.. - In: RICERCHE DI S/CONFINE. - ISSN 2038-8411. - 2026, Dossier 10. Pensare i festival:(2026 Feb).
A proposito del Sessantotto al Festival dei Due Mondi
LUCIANI, ELEONORA
2026-02-01
Abstract
Il contributo propone una ricostruzione storico-critica del triennio 1967–1969 al Festival dei Due Mondi, interrogando il rapporto tra la manifestazione e il contesto politico e culturale della fine degli anni Sessanta. Il Sessantotto non è assunto come categoria interpretativa data, ma come problema storiografico, volto a valutare l’incidenza delle trasformazioni del periodo sulle scelte di programmazione, sulle strategie economiche e sulle modalità di organizzazione e autorappresentazione del festival. Attraverso l’analisi di cataloghi, documenti amministrativi, rassegna stampa e testimonianze orali, il saggio mette in luce la coesistenza di continuità istituzionali e tensioni emergenti, in particolare sul piano dei linguaggi scenici, dei corpi e degli spazi di fruizione. Ne emerge l’immagine di un festival dotato di una propria temporalità e di una relativa autonomia rispetto alle dinamiche della contestazione, in cui il Sessantotto non assume il valore di una rottura fondativa ma viene rielaborato, nella memoria cittadina, entro la specifica periodizzazione della “città-festival”.| File | Dimensione | Formato | |
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