Il saggio analizza la nascita del “mito” del Festival dei Due Mondi di Spoleto (1958-1960) come costruzione culturale, politica e simbolica, oltre la semplice programmazione artistica. Attraverso cataloghi, documenti d’archivio dell’amministrazione comunale e fonti orali, emerge il ruolo di Gian Carlo Menotti nel creare una narrazione fondata su libertà artistica, mecenatismo e fascino del passato, rivolta soprattutto al pubblico e ai finanziatori americani nel clima della Guerra Fredda. Il Festival si lega al genius loci di Spoleto, alla “nostalgia delle corti” evocata da Alberto Moravia nell’editoriale del catalogo del Festival e a un’estetica della memoria capace di trasformare la città in esperienza immersiva. Evento non completamente calato dall’alto, ma innestato su un tessuto culturale provinciale già vitale, il Festival diventa volano di rinnovamento urbano, turistico e identitario, incarnando le tensioni tra provincia e modernità nell’Italia del miracolo economico.
Festival dei Due Mondi: la fondazione di un “mito” (1958-1960) / Sacchettini, R.. - In: RICERCHE DI S/CONFINE. - ISSN 2038-8411. - 2026, Dossier 10. Pensare i festival:(2026 Feb).
Festival dei Due Mondi: la fondazione di un “mito” (1958-1960)
SACCHETTINI, RODOLFO
2026-02-01
Abstract
Il saggio analizza la nascita del “mito” del Festival dei Due Mondi di Spoleto (1958-1960) come costruzione culturale, politica e simbolica, oltre la semplice programmazione artistica. Attraverso cataloghi, documenti d’archivio dell’amministrazione comunale e fonti orali, emerge il ruolo di Gian Carlo Menotti nel creare una narrazione fondata su libertà artistica, mecenatismo e fascino del passato, rivolta soprattutto al pubblico e ai finanziatori americani nel clima della Guerra Fredda. Il Festival si lega al genius loci di Spoleto, alla “nostalgia delle corti” evocata da Alberto Moravia nell’editoriale del catalogo del Festival e a un’estetica della memoria capace di trasformare la città in esperienza immersiva. Evento non completamente calato dall’alto, ma innestato su un tessuto culturale provinciale già vitale, il Festival diventa volano di rinnovamento urbano, turistico e identitario, incarnando le tensioni tra provincia e modernità nell’Italia del miracolo economico.| File | Dimensione | Formato | |
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