Le mostre d’arte occupano una parte considerevole degli Scritti giornalistici di Gabriele d’Annunzio che, soprattutto quando lavorò come cronista modano a Roma, per lavoro dovette visitarne molte. Di solito nei suoi resoconti non si presenta come un critico d’arte professionista, ma piuttosto come un giovane disposto a lasciarsi toccare dalla Bellezza in tutte le sue forme ed espressioni. Uno degli artisti che apprezza maggiormente è Francesco Paolo Michetti. Ed è proprio da un quadro dell’amico, realizzato nel 1895 e subito esposto alla Biennale di Venezia vincendo il primo premio, che nasce nel 1903 l’opera più acclamata del teatro dannunziano: La figlia di Iorio. Questo contributo offre una riflessione sulla frequentazione delle mostre di d’Annunzio, e sulle prospettive teatrali che quegli eventi gli offrirono.
Dall’exhibit alla performance: tracce di sinergie creative dannunziane / Pagani, M.P.. - In: RICERCHE DI S/CONFINE. - ISSN 2038-8411. - 2015, VI, 1, Le mostre:(2015 Oct).
Dall’exhibit alla performance: tracce di sinergie creative dannunziane
2015-10-01
Abstract
Le mostre d’arte occupano una parte considerevole degli Scritti giornalistici di Gabriele d’Annunzio che, soprattutto quando lavorò come cronista modano a Roma, per lavoro dovette visitarne molte. Di solito nei suoi resoconti non si presenta come un critico d’arte professionista, ma piuttosto come un giovane disposto a lasciarsi toccare dalla Bellezza in tutte le sue forme ed espressioni. Uno degli artisti che apprezza maggiormente è Francesco Paolo Michetti. Ed è proprio da un quadro dell’amico, realizzato nel 1895 e subito esposto alla Biennale di Venezia vincendo il primo premio, che nasce nel 1903 l’opera più acclamata del teatro dannunziano: La figlia di Iorio. Questo contributo offre una riflessione sulla frequentazione delle mostre di d’Annunzio, e sulle prospettive teatrali che quegli eventi gli offrirono.| File | Dimensione | Formato | |
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