La ricerca affronta lo studio dei diversi modi con i quali il progetto architettonico si confronta con il contesto, rispondendo a questioni nodali riguardanti il paesaggio, il luogo, la tradizione, i patrimoni culturali e la tecnica. In particolare, attraverso la comparazione di teorie e pratiche progettuali, la ricerca esplora le relazioni tra tradizione e immaginazione nel progetto di architettura contemporaneo. Lo studio è circoscritto tematicamente all’area alpina e cronologicamente al ventennio che va dal 1981 al 2001. Il patrimonio di esperienze contemporanee maturate nell’area alpina viene considerato paradigmatico di una ricerca architettonica proiettata verso la sintesi di tradizione e immaginazione e rappresenta un possibile percorso per riconsiderare in maniera innovativa il problema dell’identità dei luoghi e dei modi con cui l’architettura si inserisce nel contesto fisico e culturale. L'architettura alpina contemporanea viene considerata una “ipotesi di lavoro” che include una grande disparità di approcci tecnici, materiali, formali, poetici e ideologici. Tra le numerose vicende avvenute nel periodo che va dal 1981 al 2001, tre sono le esperienze culturali che vengono analizzate e confrontate, in quanto maggiormente significative per giudicare una tendenza teorica ed operativa, che per molti versi resta tuttora aperta e non conclusa: quella dell’Austria (soprattutto in riferimento alla regione del Vorarlberg), quella della Svizzera (con particolare attenzione all’area di lingua tedesca e al cantone dei Grigioni) e quella dell’Italia nord-occidentale (con particolare attenzione alla regione della Valle d’Aosta). Si tratta di tre esperienze profondamente differenti, ma che per questo riassumono un interessante spettro di atteggiamenti progettuali contemporanei in corso di sperimentazione nel contesto alpino. La ricerca approfondisce la relazione tra processo progettuale e contesto considerando tre differenti livelli: quello urbano o del paesaggio, quello dell’edificio o del luogo, quello delle tecniche e materiali o della tradizione. A questi tre temi se ne unisce un quarto legato all’immaginazione, al dato inventivo, ovvero al confluire nel progetto di esperienze collegate alla storia personale dell’architetto, alla sua visione artistica e creativa. La struttura della tesi si articola in tre parti principali. I concetti di paesaggio, luogo, tradizione e immaginazione, che vengono assunti come temi di riferimento, vengono sviluppati all’interno di ciascuna delle tre parti della tesi. Nella prima parte, movendo da alcuni interrogativi che riguardano la contrapposizione tra naturale e artificiale, tra locale e universale, tra tradizione ed innovazione, e tra realtà ed immaginazione, viene tracciato un quadro generale di riferimento, attraverso un’ampia rassegna di contributi critici e di testi teorici, cercando di includere anche apporti letterari, storici, antropologici, filosofici o artistici. Nella seconda parte della ricerca vengono analizzate e comparate le principali posizioni teoriche sull’architettura nell’area alpina dal 1981 ad oggi, con particolare riferimento al rapporto del progetto con il paesaggio, con il luogo, con la tradizione e con l’immaginazione. Infine, nella terza parte della ricerca le teorie emerse vengono verificate attraverso i modelli interpretativi, derivanti dalle più significative esperienze progettuali realizzate in area alpina dal 1981 ad oggi. I numerosi scritti, che in vari modi hanno approfondito i quattro temi, vengono confrontati ponendo in relazione le posizioni teoriche con la dimostratività di alcune significative esperienze progettuali. Emerge come la realtà specifica del contesto, data dai caratteri propri del paesaggio del luogo e della tradizione, si manifesti attraverso precise procedure, trasgressioni, contaminazioni e nuove sintesi che coinvolgono la capacità emozionale ed inventiva dell’architetto. Se, da una parte, risultano determinanti nel processo progettuale le influenze del contesto fisico e culturale, dall’altro, lo sono anche i nuovi apporti dati dall’immaginazione dell’autore, dal suo punto di vista personale, dal confluire di esperienze diverse e di luoghi altri, dalla contaminazione di nuove possibilità tecnologiche e materiali, dalla compenetrazione di culture e tradizioni differenti. Memoria e immaginazione divengono le chiavi del mistero della creazione artistica. Il processo creativo si radica al contesto fisico e culturale, coinvolge attivamente la sfera razionale, come quella emotiva, e determina una “sintesi originale” tra passato e invenzione, che non rifiuta la tradizione ma la “assimila”. Come se la forma, ispirata dal sogno, non fosse, in realtà, nient’altro che memoria, accumulata, ma, al tempo stesso, nutrita dall’esperienza e dall’immaginazione. I risultati della ricerca, seppur frutto di un’indagine circoscritta all’area alpina, consentono di fare il punto sulle teorie e sulle tecniche architettoniche contemporanee, di trarne conclusioni di valenza “universale”, indicando una via utile alla riappropriazione dei luoghi e alla re-interpretazione della tradizione, per renderla portatrice di nuovi valori poetici.
Tradizione vs Immaginazione. Architettura contemporanea nell’area alpina. 1981-2001 / Ombellini, S.. - (2009).
Tradizione vs Immaginazione. Architettura contemporanea nell’area alpina. 1981-2001.
OMBELLINI, Silvia
2009-01-01
Abstract
La ricerca affronta lo studio dei diversi modi con i quali il progetto architettonico si confronta con il contesto, rispondendo a questioni nodali riguardanti il paesaggio, il luogo, la tradizione, i patrimoni culturali e la tecnica. In particolare, attraverso la comparazione di teorie e pratiche progettuali, la ricerca esplora le relazioni tra tradizione e immaginazione nel progetto di architettura contemporaneo. Lo studio è circoscritto tematicamente all’area alpina e cronologicamente al ventennio che va dal 1981 al 2001. Il patrimonio di esperienze contemporanee maturate nell’area alpina viene considerato paradigmatico di una ricerca architettonica proiettata verso la sintesi di tradizione e immaginazione e rappresenta un possibile percorso per riconsiderare in maniera innovativa il problema dell’identità dei luoghi e dei modi con cui l’architettura si inserisce nel contesto fisico e culturale. L'architettura alpina contemporanea viene considerata una “ipotesi di lavoro” che include una grande disparità di approcci tecnici, materiali, formali, poetici e ideologici. Tra le numerose vicende avvenute nel periodo che va dal 1981 al 2001, tre sono le esperienze culturali che vengono analizzate e confrontate, in quanto maggiormente significative per giudicare una tendenza teorica ed operativa, che per molti versi resta tuttora aperta e non conclusa: quella dell’Austria (soprattutto in riferimento alla regione del Vorarlberg), quella della Svizzera (con particolare attenzione all’area di lingua tedesca e al cantone dei Grigioni) e quella dell’Italia nord-occidentale (con particolare attenzione alla regione della Valle d’Aosta). Si tratta di tre esperienze profondamente differenti, ma che per questo riassumono un interessante spettro di atteggiamenti progettuali contemporanei in corso di sperimentazione nel contesto alpino. La ricerca approfondisce la relazione tra processo progettuale e contesto considerando tre differenti livelli: quello urbano o del paesaggio, quello dell’edificio o del luogo, quello delle tecniche e materiali o della tradizione. A questi tre temi se ne unisce un quarto legato all’immaginazione, al dato inventivo, ovvero al confluire nel progetto di esperienze collegate alla storia personale dell’architetto, alla sua visione artistica e creativa. La struttura della tesi si articola in tre parti principali. I concetti di paesaggio, luogo, tradizione e immaginazione, che vengono assunti come temi di riferimento, vengono sviluppati all’interno di ciascuna delle tre parti della tesi. Nella prima parte, movendo da alcuni interrogativi che riguardano la contrapposizione tra naturale e artificiale, tra locale e universale, tra tradizione ed innovazione, e tra realtà ed immaginazione, viene tracciato un quadro generale di riferimento, attraverso un’ampia rassegna di contributi critici e di testi teorici, cercando di includere anche apporti letterari, storici, antropologici, filosofici o artistici. Nella seconda parte della ricerca vengono analizzate e comparate le principali posizioni teoriche sull’architettura nell’area alpina dal 1981 ad oggi, con particolare riferimento al rapporto del progetto con il paesaggio, con il luogo, con la tradizione e con l’immaginazione. Infine, nella terza parte della ricerca le teorie emerse vengono verificate attraverso i modelli interpretativi, derivanti dalle più significative esperienze progettuali realizzate in area alpina dal 1981 ad oggi. I numerosi scritti, che in vari modi hanno approfondito i quattro temi, vengono confrontati ponendo in relazione le posizioni teoriche con la dimostratività di alcune significative esperienze progettuali. Emerge come la realtà specifica del contesto, data dai caratteri propri del paesaggio del luogo e della tradizione, si manifesti attraverso precise procedure, trasgressioni, contaminazioni e nuove sintesi che coinvolgono la capacità emozionale ed inventiva dell’architetto. Se, da una parte, risultano determinanti nel processo progettuale le influenze del contesto fisico e culturale, dall’altro, lo sono anche i nuovi apporti dati dall’immaginazione dell’autore, dal suo punto di vista personale, dal confluire di esperienze diverse e di luoghi altri, dalla contaminazione di nuove possibilità tecnologiche e materiali, dalla compenetrazione di culture e tradizioni differenti. Memoria e immaginazione divengono le chiavi del mistero della creazione artistica. Il processo creativo si radica al contesto fisico e culturale, coinvolge attivamente la sfera razionale, come quella emotiva, e determina una “sintesi originale” tra passato e invenzione, che non rifiuta la tradizione ma la “assimila”. Come se la forma, ispirata dal sogno, non fosse, in realtà, nient’altro che memoria, accumulata, ma, al tempo stesso, nutrita dall’esperienza e dall’immaginazione. I risultati della ricerca, seppur frutto di un’indagine circoscritta all’area alpina, consentono di fare il punto sulle teorie e sulle tecniche architettoniche contemporanee, di trarne conclusioni di valenza “universale”, indicando una via utile alla riappropriazione dei luoghi e alla re-interpretazione della tradizione, per renderla portatrice di nuovi valori poetici.| File | Dimensione | Formato | |
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