The essay examines the screenshot within the framework of Surveillance Art, considering it both as a gesture that exposes the increasingly pervasive practices of control in contemporary society and as a tool for the reappropriation of identity. Within the specific context of Surveillance Art, it explores the act of image capture as an intervention into the flow of often-automated vision technologies, ranging from satellites to closed-circuit surveillance cameras. In such cases, the screenshot emerges as a form of disruption—also in relation to the practice of hacking—and as an act of disobedience toward normalised tracking and processes of desubjectification. Finally, the essay reflects on the remediation of the screenshot, investigating its potential for mnemonic reappropriation and processes of identity self-configuration. Particular attention is devoted to Self Portrait from Surveillance Camera (2018-) by Irene Fenara, selected as a central case study within the research trajectory.

Il contributo interroga lo screenshot nel perimetro della Surveillance Art, sia come gesto che rivela le pratiche di controllo sempre più diffuse nella società contemporanea, sia come strumento di riappropriazione identitaria. Nello specifico contesto dell’arte della sorveglianza, esploreremo la cattura dell’immagine che interviene nel flusso di tecnologie della visione spesso automatizzate, dai satelliti alle videocamere di sorveglianza a circuito chiuso. In questi casi, lo screenshot si configura come una forzatura, anche in riferimento alla pratica dell’hackeraggio, e una forma di disobbedienza al tracciamento normalizzato e alla desoggettivazione. Infine, il contributo intende interrogarsi sulla rimediazione dello screenshot, sulle sue potenzialità di riappropriazione memoriale e autoconfigurazione identitaria. Particolare attenzione è dedicata al progetto Self Portrait from Surveillance Camera (2018-) di Irene Fenara, eletto a caso di studio privilegiato del percorso di ricerca.

Ribellione ed etica dello screenshot nella Surveillance Art. Cattura e riappropriazione dell’immagine di sé / Toschi, D.. - In: RICERCHE DI S/CONFINE. - ISSN 2038-8411. - XIII:1(2025), pp. 110-123.

Ribellione ed etica dello screenshot nella Surveillance Art. Cattura e riappropriazione dell’immagine di sé

2025-01-01

Abstract

The essay examines the screenshot within the framework of Surveillance Art, considering it both as a gesture that exposes the increasingly pervasive practices of control in contemporary society and as a tool for the reappropriation of identity. Within the specific context of Surveillance Art, it explores the act of image capture as an intervention into the flow of often-automated vision technologies, ranging from satellites to closed-circuit surveillance cameras. In such cases, the screenshot emerges as a form of disruption—also in relation to the practice of hacking—and as an act of disobedience toward normalised tracking and processes of desubjectification. Finally, the essay reflects on the remediation of the screenshot, investigating its potential for mnemonic reappropriation and processes of identity self-configuration. Particular attention is devoted to Self Portrait from Surveillance Camera (2018-) by Irene Fenara, selected as a central case study within the research trajectory.
2025
Il contributo interroga lo screenshot nel perimetro della Surveillance Art, sia come gesto che rivela le pratiche di controllo sempre più diffuse nella società contemporanea, sia come strumento di riappropriazione identitaria. Nello specifico contesto dell’arte della sorveglianza, esploreremo la cattura dell’immagine che interviene nel flusso di tecnologie della visione spesso automatizzate, dai satelliti alle videocamere di sorveglianza a circuito chiuso. In questi casi, lo screenshot si configura come una forzatura, anche in riferimento alla pratica dell’hackeraggio, e una forma di disobbedienza al tracciamento normalizzato e alla desoggettivazione. Infine, il contributo intende interrogarsi sulla rimediazione dello screenshot, sulle sue potenzialità di riappropriazione memoriale e autoconfigurazione identitaria. Particolare attenzione è dedicata al progetto Self Portrait from Surveillance Camera (2018-) di Irene Fenara, eletto a caso di studio privilegiato del percorso di ricerca.
Ribellione ed etica dello screenshot nella Surveillance Art. Cattura e riappropriazione dell’immagine di sé / Toschi, D.. - In: RICERCHE DI S/CONFINE. - ISSN 2038-8411. - XIII:1(2025), pp. 110-123.
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