ID 730 SORVEGLIANZA AMBIENTALE DI POLIOVIRUS ED ALTRI ENTEROVIRUS NEI REFLUI DI PARMA (2011/2013) R. Zoni(1), A. Battistone(2), S. Fiore(2), C. Amato(2), S. Mezzetta(1), L. Veronesi(1), P. Affanni(1), M.T. Bracchi(1) e C. Cesari (1) (1) Università degli Studi di Parma (2) Istituto Superiore Sanità - Roma INTRODUZIONE: Nell’ambito del programma mondiale di eradicazione della poliomielite (Global Polio Eradication Initiative - GPEI) l’OMS ha raccomandato l’implementazione di sistemi di sorveglianza per il mantenimento dello status “polio-free” che prevedono sia la sorveglianza attiva delle paralisi flaccide acute (PFA) che la sorveglianza ambientale sui reflui urbani per la ricerca di enterovirus polio e non-polio. In particolare il monitoraggio ambientale, come strategia supplementare a quella delle PFA, riveste un ruolo chiave per poter dimostrare l’interruzione della circolazione di Poliovirus sia selvaggi che di derivazione vaccinale. Dal 2005 l’Unità di Sanità Pubblica dell’Università di Parma collabora con l’Istituto Superiore di Sanità come centro di riferimento nell’ambito di tale attività, monitorando la circolazione dei suddetti virus nei reflui di Parma. MATERIALI E METODI: Nel periodo 18/01/2011 - 18/12/2013, con cadenza bimensile, è stata effettuata la raccolta di campioni medi delle 24h dei reflui afferenti ai 2 depuratori della rete fognaria della città di Parma (Est - DE ed Ovest - DO). Il trattamento di concentrazione e decontaminazione dei campioni è stato eseguito applicando la metodica di riferimento di separazione bifasica suggerita dall’OMS. Gli estratti ottenuti sono stati inoculati in colture cellulari di RD ed L20 (quest’ultima specifica per poliovirus) e gli isolati tipizzati con metodiche di sieroneutralizzazione e di biologia molecolare (RT-PCR). I poliovirus isolati sono poi stati sottoposti a sequenziamento per 4 regioni genomiche specifiche: 5’NCR, VP1, VP1/2A e 3D. RISULTATI: Nel triennio in esame sono stati raccolti 138 campioni equamente distribuiti sui due depuratori cittadini; di essi il 63,7% è risultato positivo per enterovirus all’isolamento colturale. Considerando i due collettori separatamente, le percentuali di positività ottenute non si discostano significativamente dal valore cumulativo, risultando pari al 65,2% per il DE e del 62,3% per il DO. La caratterizzazione sierologica degli isolati nel triennio (in fase di completamento per l’anno 2013) ha fatto rilevare una netta prevalenza di virus Coxsackie che rappresentano il 93% dei virus ad oggi caratterizzati; i virus ECHO sono presenti in percentuale pari circa al 6%. Interessante l’isolamento di un virus Polio nell’agosto 2011, che al sequenziamento si è rivelato un Sabinlike di tipo 1 privo di mutazioni. CONCLUSIONI: Il quadro epidemiologico mondiale della poliomielite si è modificato in maniera preoccupante negli ultimi anni al punto che il 5 maggio 2014, l’OMS ha dichiarato la recente diffusione di poliovirus selvaggio “un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale”. Alla fine del 2013, il 60% dei casi di polio erano il risultato della diffusione internazionale del virus, particolarmente intensa in diversi paesi soprattutto per la presenza di conflitti ed emergenze umanitarie. La trasmissione di poliovirus risulta ancora attiva in 10 paesi (Afghanistan, Camerun, Guinea Equatoriale, Etiopia, Israele, Iraq, Nigeria, Pakistan, Somalia e la Repubblica Araba di Siria), 3 dei quali (Pakistan, Camerun e Repubblica Araba di Siria) rappresentano importanti fonti di esportazione di virus selvaggi. Emblematico il caso di Israele, dove dal 2004 si applica la vaccinazione con IPV con coperture vaccinali superiori al 94%; a partire da febbraio 2013, proprio nell’ambito della sorveglianza ambientale sui reflui, sono stati isolati 87 virus poliomielitici selvaggi di tipo 1 in 79 siti diversi di campionamento. In Italia gli isolamenti di virus poliomielitici sono sporadici e riguardano ceppi vaccinali o di derivazione vaccinale. Anche nella nostra esperienza gli isolamenti effettuati nel triennio 2011-13 evidenziano una prevalente circolazione di enterovirus non-polio. Un solo Poliovirus di tipo 1 Sabin-like non mutato è stato isolato nell’agosto 2011. Nel precedente periodo di sorveglianza, era stato rilevato, nel 2005, un Poliovirus di tipo 3 anch’esso di origine vaccinale ma con un’importante mutazione nella regione 5’NCR sensibile per la reversione alla neurovirulenza. Considerando che anche in Italia la vaccinazione prevede dal 2002 l’impiego di IPV, l’origine vaccinale degli isolati lascia supporre che essi siano di importazione. Il nostro paese rappresenta un punto nevralgico rispetto ai movimenti migratori provenienti dall’Africa, dall’Asia e dall’Europa orientale e il rischio di reintroduzione di ceppi selvaggi, per quanto contenuto, non è da escludere. Perciò la sorveglianza virologica ambientale acquista un ruolo di rilievo al fine di evidenziare tempestivamente una eventuale circolazione “silente” di poliovirus selvaggi.

SORVEGLIANZA AMBIENTALE DI POLIOVIRUS ED ALTRI ENTEROVIRUS NEI REFLUI DI PARMA (2011/2013) / Zoni, R.; Battistone, A.; Fiore, S.; Amato, C.; Mezzetta, S.; Veronesi, L.; Affanni, P.; Bracchi, M. T.; Cesari, C.. - (2014).

SORVEGLIANZA AMBIENTALE DI POLIOVIRUS ED ALTRI ENTEROVIRUS NEI REFLUI DI PARMA (2011/2013)

R. Zoni;AMATO, CATERINA;S. Mezzetta;L. Veronesi;P. Affanni;M. T. Bracchi;C. Cesari
2014

Abstract

ID 730 SORVEGLIANZA AMBIENTALE DI POLIOVIRUS ED ALTRI ENTEROVIRUS NEI REFLUI DI PARMA (2011/2013) R. Zoni(1), A. Battistone(2), S. Fiore(2), C. Amato(2), S. Mezzetta(1), L. Veronesi(1), P. Affanni(1), M.T. Bracchi(1) e C. Cesari (1) (1) Università degli Studi di Parma (2) Istituto Superiore Sanità - Roma INTRODUZIONE: Nell’ambito del programma mondiale di eradicazione della poliomielite (Global Polio Eradication Initiative - GPEI) l’OMS ha raccomandato l’implementazione di sistemi di sorveglianza per il mantenimento dello status “polio-free” che prevedono sia la sorveglianza attiva delle paralisi flaccide acute (PFA) che la sorveglianza ambientale sui reflui urbani per la ricerca di enterovirus polio e non-polio. In particolare il monitoraggio ambientale, come strategia supplementare a quella delle PFA, riveste un ruolo chiave per poter dimostrare l’interruzione della circolazione di Poliovirus sia selvaggi che di derivazione vaccinale. Dal 2005 l’Unità di Sanità Pubblica dell’Università di Parma collabora con l’Istituto Superiore di Sanità come centro di riferimento nell’ambito di tale attività, monitorando la circolazione dei suddetti virus nei reflui di Parma. MATERIALI E METODI: Nel periodo 18/01/2011 - 18/12/2013, con cadenza bimensile, è stata effettuata la raccolta di campioni medi delle 24h dei reflui afferenti ai 2 depuratori della rete fognaria della città di Parma (Est - DE ed Ovest - DO). Il trattamento di concentrazione e decontaminazione dei campioni è stato eseguito applicando la metodica di riferimento di separazione bifasica suggerita dall’OMS. Gli estratti ottenuti sono stati inoculati in colture cellulari di RD ed L20 (quest’ultima specifica per poliovirus) e gli isolati tipizzati con metodiche di sieroneutralizzazione e di biologia molecolare (RT-PCR). I poliovirus isolati sono poi stati sottoposti a sequenziamento per 4 regioni genomiche specifiche: 5’NCR, VP1, VP1/2A e 3D. RISULTATI: Nel triennio in esame sono stati raccolti 138 campioni equamente distribuiti sui due depuratori cittadini; di essi il 63,7% è risultato positivo per enterovirus all’isolamento colturale. Considerando i due collettori separatamente, le percentuali di positività ottenute non si discostano significativamente dal valore cumulativo, risultando pari al 65,2% per il DE e del 62,3% per il DO. La caratterizzazione sierologica degli isolati nel triennio (in fase di completamento per l’anno 2013) ha fatto rilevare una netta prevalenza di virus Coxsackie che rappresentano il 93% dei virus ad oggi caratterizzati; i virus ECHO sono presenti in percentuale pari circa al 6%. Interessante l’isolamento di un virus Polio nell’agosto 2011, che al sequenziamento si è rivelato un Sabinlike di tipo 1 privo di mutazioni. CONCLUSIONI: Il quadro epidemiologico mondiale della poliomielite si è modificato in maniera preoccupante negli ultimi anni al punto che il 5 maggio 2014, l’OMS ha dichiarato la recente diffusione di poliovirus selvaggio “un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale”. Alla fine del 2013, il 60% dei casi di polio erano il risultato della diffusione internazionale del virus, particolarmente intensa in diversi paesi soprattutto per la presenza di conflitti ed emergenze umanitarie. La trasmissione di poliovirus risulta ancora attiva in 10 paesi (Afghanistan, Camerun, Guinea Equatoriale, Etiopia, Israele, Iraq, Nigeria, Pakistan, Somalia e la Repubblica Araba di Siria), 3 dei quali (Pakistan, Camerun e Repubblica Araba di Siria) rappresentano importanti fonti di esportazione di virus selvaggi. Emblematico il caso di Israele, dove dal 2004 si applica la vaccinazione con IPV con coperture vaccinali superiori al 94%; a partire da febbraio 2013, proprio nell’ambito della sorveglianza ambientale sui reflui, sono stati isolati 87 virus poliomielitici selvaggi di tipo 1 in 79 siti diversi di campionamento. In Italia gli isolamenti di virus poliomielitici sono sporadici e riguardano ceppi vaccinali o di derivazione vaccinale. Anche nella nostra esperienza gli isolamenti effettuati nel triennio 2011-13 evidenziano una prevalente circolazione di enterovirus non-polio. Un solo Poliovirus di tipo 1 Sabin-like non mutato è stato isolato nell’agosto 2011. Nel precedente periodo di sorveglianza, era stato rilevato, nel 2005, un Poliovirus di tipo 3 anch’esso di origine vaccinale ma con un’importante mutazione nella regione 5’NCR sensibile per la reversione alla neurovirulenza. Considerando che anche in Italia la vaccinazione prevede dal 2002 l’impiego di IPV, l’origine vaccinale degli isolati lascia supporre che essi siano di importazione. Il nostro paese rappresenta un punto nevralgico rispetto ai movimenti migratori provenienti dall’Africa, dall’Asia e dall’Europa orientale e il rischio di reintroduzione di ceppi selvaggi, per quanto contenuto, non è da escludere. Perciò la sorveglianza virologica ambientale acquista un ruolo di rilievo al fine di evidenziare tempestivamente una eventuale circolazione “silente” di poliovirus selvaggi.
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