Il documento analizza il processo di digitalizzazione del patrimonio culturale museale attraverso uno studio comparativo tra le Gallerie Estensi di Modena e il CSAC di Parma. La ricerca affronta il catalogo digitale come dispositivo socio-tecnico complesso, situato all’intersezione tra tutela, valorizzazione e mediazione culturale, esaminandone le implicazioni giuridiche, tecnologiche e gestionali nel contesto italiano ed europeo. La prima parte ricostruisce l’evoluzione storica e normativa del catalogo del patrimonio in Italia, mostrando come le attività di tutela e valorizzazione si siano progressivamente intrecciate fino a rendere il catalogo uno strumento centrale per la gestione museale. Particolare attenzione è dedicata alle trasformazioni introdotte dalla digitalizzazione, che hanno posto nuove questioni in termini di accessibilità, interoperabilità dei dati e collaborazione pubblico-privato, anche alla luce delle politiche europee e dei finanziamenti del PNRR. La seconda parte è dedicata ai due casi studio. Il progetto Estense Digital Library è analizzato come esempio di infrastruttura digitale avanzata, basata su standard internazionali e su una forte leadership tecnica del settore privato, orientata prevalentemente alla conservazione e alla pubblicazione online del catalogo. Il progetto PhySol-FHC del CSAC, invece, propone un modello più sperimentale e partecipativo, in cui il catalogo digitale diventa anche strumento di mediazione culturale, educazione e fruizione immersiva. Dal confronto emerge come l’efficacia dei processi di digitalizzazione dipenda dal quadro normativo, dai modelli di governance e dalla distribuzione delle competenze tra attori pubblici e privati. Pur evidenziando alcune criticità strutturali del sistema italiano, la ricerca mette in luce il potenziale del catalogo digitale come spazio di innovazione, partecipazione e ridefinizione del rapporto tra istituzioni culturali e pubblico.
Digitalizzare il patrimonio culturale: aspetti istituzionali, gestionali e di mediazione culturale. Un confronto tra i casi delle Gallerie Estensi e CSAC / Amapani, G.. - (2026 Mar 25).
Digitalizzare il patrimonio culturale: aspetti istituzionali, gestionali e di mediazione culturale. Un confronto tra i casi delle Gallerie Estensi e CSAC
AMAPANI, GIUSEPPE
2026-03-25
Abstract
Il documento analizza il processo di digitalizzazione del patrimonio culturale museale attraverso uno studio comparativo tra le Gallerie Estensi di Modena e il CSAC di Parma. La ricerca affronta il catalogo digitale come dispositivo socio-tecnico complesso, situato all’intersezione tra tutela, valorizzazione e mediazione culturale, esaminandone le implicazioni giuridiche, tecnologiche e gestionali nel contesto italiano ed europeo. La prima parte ricostruisce l’evoluzione storica e normativa del catalogo del patrimonio in Italia, mostrando come le attività di tutela e valorizzazione si siano progressivamente intrecciate fino a rendere il catalogo uno strumento centrale per la gestione museale. Particolare attenzione è dedicata alle trasformazioni introdotte dalla digitalizzazione, che hanno posto nuove questioni in termini di accessibilità, interoperabilità dei dati e collaborazione pubblico-privato, anche alla luce delle politiche europee e dei finanziamenti del PNRR. La seconda parte è dedicata ai due casi studio. Il progetto Estense Digital Library è analizzato come esempio di infrastruttura digitale avanzata, basata su standard internazionali e su una forte leadership tecnica del settore privato, orientata prevalentemente alla conservazione e alla pubblicazione online del catalogo. Il progetto PhySol-FHC del CSAC, invece, propone un modello più sperimentale e partecipativo, in cui il catalogo digitale diventa anche strumento di mediazione culturale, educazione e fruizione immersiva. Dal confronto emerge come l’efficacia dei processi di digitalizzazione dipenda dal quadro normativo, dai modelli di governance e dalla distribuzione delle competenze tra attori pubblici e privati. Pur evidenziando alcune criticità strutturali del sistema italiano, la ricerca mette in luce il potenziale del catalogo digitale come spazio di innovazione, partecipazione e ridefinizione del rapporto tra istituzioni culturali e pubblico.| File | Dimensione | Formato | |
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