Esiste una macchina “pubblica” per la tutela delle opere d’arte a Firenze nel XIX secolo? Contrariamente all’opinione diffusa di una scarsa protezione del patrimonio, l’analisi dei Registri di Estrazione evidenzia una struttura burocratica ben consolidata, incaricata di esaminare e talvolta negare centinaia di richieste di esportazione ogni anno. Pur operando in un contesto di relativa permissività, il sistema di controllo testimonia un modello precoce di tutela del patrimonio.
«Visti i descritti quadri, son di parere che il Direttore possa accordare l’estrazione». Norme e prassi per l’esportazione di opere d’arte nella Firenze post-Restaurazione / Barana, M.. - In: RICERCHE DI S/CONFINE. - ISSN 2038-8411. - 2025, Dossier 9. Patrimoni in movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni:(2025 Sep).
«Visti i descritti quadri, son di parere che il Direttore possa accordare l’estrazione». Norme e prassi per l’esportazione di opere d’arte nella Firenze post-Restaurazione
2025-09-01
Abstract
Esiste una macchina “pubblica” per la tutela delle opere d’arte a Firenze nel XIX secolo? Contrariamente all’opinione diffusa di una scarsa protezione del patrimonio, l’analisi dei Registri di Estrazione evidenzia una struttura burocratica ben consolidata, incaricata di esaminare e talvolta negare centinaia di richieste di esportazione ogni anno. Pur operando in un contesto di relativa permissività, il sistema di controllo testimonia un modello precoce di tutela del patrimonio.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
22. Mattia Barana.pdf
accesso aperto
Licenza:
Creative commons
Dimensione
656.37 kB
Formato
Adobe PDF
|
656.37 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


