Il termine arbovirus (acronimo di arthropod-borne virus) sta ad indicare i virus biologicamente trasmessi dalla puntura di un artropode ematofago ad un ospite vertebrato. Questo termine non ha quindi un significato tassonomico, ma ha una valenza epidemiologica; gli arbovirus appartengono, infatti, a diversi generi di virus, come Orthoflavivirus, Phlebovirus e Orthobunyavirus. Numerosi arbovirus sono attivamente monitorati per la loro abbondante diffusione e la loro rilevanza sanitaria. Il West Nile virus (WNV) è uno di questi, oggetto di un piano di sorveglianza nazionale in Italia, implementato a livello regionale, anche in Emilia-Romagna, con l'obiettivo primario di garantire la sicurezza delle donazioni di sangue e organi. Altri virus sono invece negletti e non oggetto di sorveglianze dedicate, anche se già rilevati in una particolare area, come il Tahyna virus (TAHV) e il Toscana virus (TOSV). In questo studio diversi arbovirus, più o meno noti, sono stati ricercati in insetti ematofagi campionati sul campo, in particolare zanzare e flebotomi. Più di 100.000 zanzare sono state catturate e testate, rilevando WNV, Usutu virus e TAHV. Sono stati inoltre campionati più di 98.000 flebotomi, circa 70.000 dei quali sono stati testati rilevando il TOSV e il Fermo virus, ma anche altri Phlebovirus meno noti, come Corfou virus, Punique virus e i Ponticelli virus. Questa attività ha permesso di caratterizzare la presenza di arbovirus nell’area di studio ed inoltre di isolare un ceppo di TAHV, che potrà essere utile per mettere a punto nuovi test diagnostici. La presenza di questi arbovirus sul territorio suggerisce di indagare la loro potenziale capacità patogena per uomo e animali, sia per quelli già noti per provocare malattia nell’uomo, che per quelli solo recentemente descritti e con un ciclo meno noto.

Ricerca ed isolamento di arbovirus negletti da insetti ematofagi in Emilia-Romagna(2025).

Ricerca ed isolamento di arbovirus negletti da insetti ematofagi in Emilia-Romagna

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2025-01-01

Abstract

Il termine arbovirus (acronimo di arthropod-borne virus) sta ad indicare i virus biologicamente trasmessi dalla puntura di un artropode ematofago ad un ospite vertebrato. Questo termine non ha quindi un significato tassonomico, ma ha una valenza epidemiologica; gli arbovirus appartengono, infatti, a diversi generi di virus, come Orthoflavivirus, Phlebovirus e Orthobunyavirus. Numerosi arbovirus sono attivamente monitorati per la loro abbondante diffusione e la loro rilevanza sanitaria. Il West Nile virus (WNV) è uno di questi, oggetto di un piano di sorveglianza nazionale in Italia, implementato a livello regionale, anche in Emilia-Romagna, con l'obiettivo primario di garantire la sicurezza delle donazioni di sangue e organi. Altri virus sono invece negletti e non oggetto di sorveglianze dedicate, anche se già rilevati in una particolare area, come il Tahyna virus (TAHV) e il Toscana virus (TOSV). In questo studio diversi arbovirus, più o meno noti, sono stati ricercati in insetti ematofagi campionati sul campo, in particolare zanzare e flebotomi. Più di 100.000 zanzare sono state catturate e testate, rilevando WNV, Usutu virus e TAHV. Sono stati inoltre campionati più di 98.000 flebotomi, circa 70.000 dei quali sono stati testati rilevando il TOSV e il Fermo virus, ma anche altri Phlebovirus meno noti, come Corfou virus, Punique virus e i Ponticelli virus. Questa attività ha permesso di caratterizzare la presenza di arbovirus nell’area di studio ed inoltre di isolare un ceppo di TAHV, che potrà essere utile per mettere a punto nuovi test diagnostici. La presenza di questi arbovirus sul territorio suggerisce di indagare la loro potenziale capacità patogena per uomo e animali, sia per quelli già noti per provocare malattia nell’uomo, che per quelli solo recentemente descritti e con un ciclo meno noto.
2025
Scienze Medico-Veterinarie
Flebotomi
Tahyna virus
Toscana virus
Fermo virus
Culex pipiens
Aedes caspius
Arbovirus
Zanzare
Sorveglianza
GENCHI, Marco
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/1889/6275
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