La Bibbia costituisce nella prima età moderna il libro di riferimento che determina non solo la vita religiosa, ma anche l’immaginario dell’Europa cristiana. Tuttavia, dopo l’emissione dell’Indice clementino (1596) che vieta di tradurre la Bibbia, diventa problematico citare passi biblici nelle lingue rimaste di confessione cattolica. Questo articolo esamina il problema partendo da Galileo Galilei e analizzando quindi la pratica delle citazioni bibliche in un vasto campionario di generi, dall’oratoria sacra alla letteratura devozionale, per terminare con le opere letterarie.
Citare o non citare la Bibbia. Censura e autocensura nel Seicento italiano / Ardissino, E.. - In: PAROLE RUBATE. - ISSN 2039-0114. - 2020, 21:(2020).
Citare o non citare la Bibbia. Censura e autocensura nel Seicento italiano
Ardissino, Erminia
2020-01-01
Abstract
La Bibbia costituisce nella prima età moderna il libro di riferimento che determina non solo la vita religiosa, ma anche l’immaginario dell’Europa cristiana. Tuttavia, dopo l’emissione dell’Indice clementino (1596) che vieta di tradurre la Bibbia, diventa problematico citare passi biblici nelle lingue rimaste di confessione cattolica. Questo articolo esamina il problema partendo da Galileo Galilei e analizzando quindi la pratica delle citazioni bibliche in un vasto campionario di generi, dall’oratoria sacra alla letteratura devozionale, per terminare con le opere letterarie.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
F21_4_ardissino_bibbia.pdf
accesso aperto
Licenza:
Creative commons
Dimensione
316.09 kB
Formato
Adobe PDF
|
316.09 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


