“D’un classico ogni lettura è una lettura di scoperta come la prima […] d’un classico ogni lettura è in realtà una rilettura […] un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”.1 Le quattordici definizioni di classico di Italo Calvino colgono tutte nel segno e non potrebbe essere altrimenti, perché il modo in cui questi criteri parlano del loro oggetto è “vago oltre che intelligente”, e la loro potenza – come è stato detto di quella di molte celebri opere teoricofilosofiche fondate su una fiducia ormai smarrita nelle grandi narrazioni – è “direttamente legata alla mancanza di dettagli”, alla sicurezza con cui si sorvola sulla “massa dei particolari”.2 Ne deriva un’applicabilità così vasta che non è certo possibile verificare lo statuto di classico di un autore o di un’opera – quello di Boiardo, per esempio, o dell’Inamoramento de Orlando – affidandosi soltanto a questi princìpi. Quale definizione di Calvino non può essere riferita a Boiardo? Nessuna. Quale ne descrive meglio l’opera? Tutte, a seconda del tono che si preferisce: più mistico (“Chiamasi classico un libro che si configura come equivalente dell’universo, al pari degli antichi talismani”) o più cauto (“I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono si trovano nuovi, inaspettati, inediti”).3 Provare per credere, con l’Innamorato.
Citazioni epiche, liriche e storiche dalle fonti classiche agli adattamenti novecenteschi / Cavallo, J.A.. - In: PAROLE RUBATE. - ISSN 2039-0114. - 2021, 23:(2021).
Citazioni epiche, liriche e storiche dalle fonti classiche agli adattamenti novecenteschi
2021-01-01
Abstract
“D’un classico ogni lettura è una lettura di scoperta come la prima […] d’un classico ogni lettura è in realtà una rilettura […] un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”.1 Le quattordici definizioni di classico di Italo Calvino colgono tutte nel segno e non potrebbe essere altrimenti, perché il modo in cui questi criteri parlano del loro oggetto è “vago oltre che intelligente”, e la loro potenza – come è stato detto di quella di molte celebri opere teoricofilosofiche fondate su una fiducia ormai smarrita nelle grandi narrazioni – è “direttamente legata alla mancanza di dettagli”, alla sicurezza con cui si sorvola sulla “massa dei particolari”.2 Ne deriva un’applicabilità così vasta che non è certo possibile verificare lo statuto di classico di un autore o di un’opera – quello di Boiardo, per esempio, o dell’Inamoramento de Orlando – affidandosi soltanto a questi princìpi. Quale definizione di Calvino non può essere riferita a Boiardo? Nessuna. Quale ne descrive meglio l’opera? Tutte, a seconda del tono che si preferisce: più mistico (“Chiamasi classico un libro che si configura come equivalente dell’universo, al pari degli antichi talismani”) o più cauto (“I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono si trovano nuovi, inaspettati, inediti”).3 Provare per credere, con l’Innamorato.| File | Dimensione | Formato | |
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