Il saggio si concentra sulle argomentazioni antimachiavelliane sviluppate da Matteo Bandello in Novelle, III, 55, con riferimento particolare alla sententia “non esser mala cosa a saper il male, ma bene essere degno d’eterno biasimo chi il male mette in opera”. Prese in analisi le diverse occorrenze della massima all’interno della raccolta e la tradizione scolastica, omiletica e dittatoria nella quale la gnome va inscritta, lo studio riconsidera le nozioni di ‘tristizia’ e di ‘male’ nei Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio, nel tentativo di chiarire tutti i risvolti polemici della requisitoria e della contestuale apologia dei predicatori affidate alle parole del narratore Francesco Torre.
Bandello, la scientia mali e Machiavelli. Alcune osservazioni sul dittico III, 55 / Forlesi, S.. - In: PAROLE RUBATE. - ISSN 2039-0114. - 2022, 25:(2022).
Bandello, la scientia mali e Machiavelli. Alcune osservazioni sul dittico III, 55
FORLESI, SIMONE
2022-01-01
Abstract
Il saggio si concentra sulle argomentazioni antimachiavelliane sviluppate da Matteo Bandello in Novelle, III, 55, con riferimento particolare alla sententia “non esser mala cosa a saper il male, ma bene essere degno d’eterno biasimo chi il male mette in opera”. Prese in analisi le diverse occorrenze della massima all’interno della raccolta e la tradizione scolastica, omiletica e dittatoria nella quale la gnome va inscritta, lo studio riconsidera le nozioni di ‘tristizia’ e di ‘male’ nei Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio, nel tentativo di chiarire tutti i risvolti polemici della requisitoria e della contestuale apologia dei predicatori affidate alle parole del narratore Francesco Torre.| File | Dimensione | Formato | |
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