La valutazione osservazionale del cammino e della postura presenta un basso livello di riproducibilità inter ed intraesaminatore, per tale motivo sono state realizzate apparecchiature in grado di poter oggettivare il movimento e la postura. Mediante l’utilizzo di apparecchiature presenti all’interno del Laboratorio di Analisi del Movimento (LAM) di Parma, sono stati realizzati due progetti di ricerca. Il primo lavoro ha come obiettivo, attraverso l’integrazione di test e tecnologie clinico-strumentali, la realizzazione di un protocollo predittivo di caduta nel soggetto anziano. La caduta nell’anziano è il principale fattore di rischio di disabilità, ospedalizzazione e riduzione della qualità di vita. Le cause sono associate a fattori intrinseci (degenerazione dei meccanismi di controllo dell’equilibrio, deficit del cammino, condizioni cliniche) ed estrinseci. Lo studio, in collaborazione con la Clinica Geriatrica dell’AOU di Parma, prevedeva una valutazione geriatrica e una valutazione strumentale. Sono stati ricavati dati dall’esame stabilometrico ad occhi aperti (OA) ed occhi chiusi (OC) (lunghezza della traccia, area dell’ellisse e velocità di oscillazioni), test di performances con accelerometro, dal 10 metri walking test (10mwt), dal 6meter walking test (6mwt), dal time up and go test (TUG), dall’esame bioimpedenzometrico (BMI, massa magra e massa grassa corporea). Lo studio ha coinvolto 50 anziani (17M e 33F) di età media 76,9 anni. Dal mio studio ho potuto identificare quali siano i fattori predittori di caduta: il TUG (cut off: 14), il perimetro della traccia ad OA (cut off: 522), l’area dell’ellisse ad OA (cut off: 81) e la velocità di oscillazione ad OA (cut Off:118). Suddividendo la popolazione in fragili e non, si sono rilevati predittivi di condizione di fragilità: il TUG (cut off: 11) e il 6MWT (Cut off:384). Concludendo, se il TUG può essere considerato un test predittivo sia di cadute che di performance di condizione di fragilità, la stabilità può essere apprezzata dai parametri ricavati dalla stabilometria, mentre la condizione di fragilità dai test di performances. Il secondo progetto è stato realizzato in collaborazione con la Clinica Psichiatrica della AOU di Parma e con la dottoranda Dr.ssa Valentina Presta (35° ciclo-Medicina Molecolare). I pazienti schizofrenici presentano alterazioni motorie, da sempre attribuite ai trattamenti farmacologici con antipsicotici. Da recenti studi è emerso che il cervelletto è sede di alcune alterazioni strutturali che possono avere ricadute sull’equilibrio e sul cammino in soggetti drug-naive. L’obiettivo dello studio è stato quello di identificare un profilo motorio del paziente affetto da schizofrenia e le alterazioni della postura e del cammino, riscontrabili in fase precoce di malattia. Sono stati arruolati 30 pazienti affetti da schizofrenia (SG). Lo studio è strutturato in due fasi: la prima fase, di competenza dello specialista psichiatra, prevedeva la somministrazione di scale di valutazione; la seconda fase, all’interno del LAM, consisteva in analisi stabilometriche (lunghezza della traccia, area dell’ellisse ad OA e OC), e dei parametri spaziotemporali del passo con accelerometro (cadenza e velocità del cammino). Il gruppo SG è stato suddiviso in Early term disease (durata di malattia ≤5 anni), Middle term disease (6-14 anni), Long term disease ( ≥15 anni). Il gruppo di controllo (CG) coinvolgeva 25 soggetti volontari sani. Dal confronto dei dati tra SG ed CG è emerso che il valore dell’ellisse è significativamente più alto sia ad OA che OC nei SG. L’esame ad OC non induce un significativo incremento dell’area dell’ellisse nel SG (OAp=0.3; OCp=0.08); il gruppo SG mostra più basso valore di cadenza e velocità del cammino rispetto al CG. Le conclusioni principali dello studio mostrano che l’aumento dell’area dell’ellisse nei pazienti schizofrenici è indipendente dal tempo della diagnosi, inoltre è possibile evidenziare una riduzione della cadenza del passo nelle fasi precoci della malattia, mentre la velocità del cammino si riduce più tardivamente
Il laboratorio di analisi del movimento per la costruzione di modelli predittivi di eventi e descrittivi di patologia / Galuppo, L.. - (2020 Mar).
Il laboratorio di analisi del movimento per la costruzione di modelli predittivi di eventi e descrittivi di patologia
GALUPPO, Laura
2020-03-01
Abstract
La valutazione osservazionale del cammino e della postura presenta un basso livello di riproducibilità inter ed intraesaminatore, per tale motivo sono state realizzate apparecchiature in grado di poter oggettivare il movimento e la postura. Mediante l’utilizzo di apparecchiature presenti all’interno del Laboratorio di Analisi del Movimento (LAM) di Parma, sono stati realizzati due progetti di ricerca. Il primo lavoro ha come obiettivo, attraverso l’integrazione di test e tecnologie clinico-strumentali, la realizzazione di un protocollo predittivo di caduta nel soggetto anziano. La caduta nell’anziano è il principale fattore di rischio di disabilità, ospedalizzazione e riduzione della qualità di vita. Le cause sono associate a fattori intrinseci (degenerazione dei meccanismi di controllo dell’equilibrio, deficit del cammino, condizioni cliniche) ed estrinseci. Lo studio, in collaborazione con la Clinica Geriatrica dell’AOU di Parma, prevedeva una valutazione geriatrica e una valutazione strumentale. Sono stati ricavati dati dall’esame stabilometrico ad occhi aperti (OA) ed occhi chiusi (OC) (lunghezza della traccia, area dell’ellisse e velocità di oscillazioni), test di performances con accelerometro, dal 10 metri walking test (10mwt), dal 6meter walking test (6mwt), dal time up and go test (TUG), dall’esame bioimpedenzometrico (BMI, massa magra e massa grassa corporea). Lo studio ha coinvolto 50 anziani (17M e 33F) di età media 76,9 anni. Dal mio studio ho potuto identificare quali siano i fattori predittori di caduta: il TUG (cut off: 14), il perimetro della traccia ad OA (cut off: 522), l’area dell’ellisse ad OA (cut off: 81) e la velocità di oscillazione ad OA (cut Off:118). Suddividendo la popolazione in fragili e non, si sono rilevati predittivi di condizione di fragilità: il TUG (cut off: 11) e il 6MWT (Cut off:384). Concludendo, se il TUG può essere considerato un test predittivo sia di cadute che di performance di condizione di fragilità, la stabilità può essere apprezzata dai parametri ricavati dalla stabilometria, mentre la condizione di fragilità dai test di performances. Il secondo progetto è stato realizzato in collaborazione con la Clinica Psichiatrica della AOU di Parma e con la dottoranda Dr.ssa Valentina Presta (35° ciclo-Medicina Molecolare). I pazienti schizofrenici presentano alterazioni motorie, da sempre attribuite ai trattamenti farmacologici con antipsicotici. Da recenti studi è emerso che il cervelletto è sede di alcune alterazioni strutturali che possono avere ricadute sull’equilibrio e sul cammino in soggetti drug-naive. L’obiettivo dello studio è stato quello di identificare un profilo motorio del paziente affetto da schizofrenia e le alterazioni della postura e del cammino, riscontrabili in fase precoce di malattia. Sono stati arruolati 30 pazienti affetti da schizofrenia (SG). Lo studio è strutturato in due fasi: la prima fase, di competenza dello specialista psichiatra, prevedeva la somministrazione di scale di valutazione; la seconda fase, all’interno del LAM, consisteva in analisi stabilometriche (lunghezza della traccia, area dell’ellisse ad OA e OC), e dei parametri spaziotemporali del passo con accelerometro (cadenza e velocità del cammino). Il gruppo SG è stato suddiviso in Early term disease (durata di malattia ≤5 anni), Middle term disease (6-14 anni), Long term disease ( ≥15 anni). Il gruppo di controllo (CG) coinvolgeva 25 soggetti volontari sani. Dal confronto dei dati tra SG ed CG è emerso che il valore dell’ellisse è significativamente più alto sia ad OA che OC nei SG. L’esame ad OC non induce un significativo incremento dell’area dell’ellisse nel SG (OAp=0.3; OCp=0.08); il gruppo SG mostra più basso valore di cadenza e velocità del cammino rispetto al CG. Le conclusioni principali dello studio mostrano che l’aumento dell’area dell’ellisse nei pazienti schizofrenici è indipendente dal tempo della diagnosi, inoltre è possibile evidenziare una riduzione della cadenza del passo nelle fasi precoci della malattia, mentre la velocità del cammino si riduce più tardivamente| File | Dimensione | Formato | |
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