Nell’ambito delle opere contemporanee dal carattere complesso (mediale, installativo, performativo, interattivo e partecipato), le esposizioni non si limitano più a essere strumenti di comunicazione e di dialogo con il pubblico, ma si configurano come veri e propri momenti di co-creazione, di scambio e di conoscenza non solo della cultura e della società del proprio tempo, ma dello stesso linguaggio e della struttura del sistema artistico contemporaneo. Attraverso determinate pratiche espositive e installative e precise scelte curatoriali e tecniche, le esposizioni, infatti, rivelano l’intricata rete relazionale che lavora nel ‘dietro le quinte’ della macchina produttiva e creativa artistica. Tramite l’analisi di alcune mostre particolarmente significative per comprendere l’evoluzione delle pratiche espositive nel corso di un secolo, il contributo intende tracciare una breve storia della reciprocità di influenze tra esposizione e opera site, time e context specific, per poi soffermarsi, in maniera più approfondita, sui differenti approcci espositivi che i musei utilizzano in relazione a lavori con caratteristiche e gradi di co-autorialità e co-creatività diversi: un progetto di arte relazionale (Time Capsule, 2006-2056, di Ryan Gander) presso il MAMbo - Museo d’arte Moderna di Bologna e un’installazione site e context specific (Mutterseelenallein, 1989-2009, di Reinhard Mucha) presso il Museo d’arte contemporanea Castello di Rivoli.
Le pratiche espositive e le opere complesse: alcuni casi nei musei italiani / Piatti, A.. - In: RICERCHE DI S/CONFINE. - ISSN 2038-8411. - 2015, VI, 1, Le mostre:(2015 Oct).
Le pratiche espositive e le opere complesse: alcuni casi nei musei italiani
2015-10-01
Abstract
Nell’ambito delle opere contemporanee dal carattere complesso (mediale, installativo, performativo, interattivo e partecipato), le esposizioni non si limitano più a essere strumenti di comunicazione e di dialogo con il pubblico, ma si configurano come veri e propri momenti di co-creazione, di scambio e di conoscenza non solo della cultura e della società del proprio tempo, ma dello stesso linguaggio e della struttura del sistema artistico contemporaneo. Attraverso determinate pratiche espositive e installative e precise scelte curatoriali e tecniche, le esposizioni, infatti, rivelano l’intricata rete relazionale che lavora nel ‘dietro le quinte’ della macchina produttiva e creativa artistica. Tramite l’analisi di alcune mostre particolarmente significative per comprendere l’evoluzione delle pratiche espositive nel corso di un secolo, il contributo intende tracciare una breve storia della reciprocità di influenze tra esposizione e opera site, time e context specific, per poi soffermarsi, in maniera più approfondita, sui differenti approcci espositivi che i musei utilizzano in relazione a lavori con caratteristiche e gradi di co-autorialità e co-creatività diversi: un progetto di arte relazionale (Time Capsule, 2006-2056, di Ryan Gander) presso il MAMbo - Museo d’arte Moderna di Bologna e un’installazione site e context specific (Mutterseelenallein, 1989-2009, di Reinhard Mucha) presso il Museo d’arte contemporanea Castello di Rivoli.| File | Dimensione | Formato | |
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