La riorganizzazione del Museo dell’Alto Adige assunse il carattere di evento espositivo e propagandistico comparabile alle grandi mostre di regime degli anni Trenta. Per il riallestimento del museo venne chiamato Wart Arslan, studioso della pittura e dell’architettura con particolare attenzione all’area veneto-lombarda, il quale ebbe il difficile compito di costruire ex novo la pinacoteca del museo bolzanino, allineando opere e dipinti provenienti solo in minima parte dalle collezioni locali, ma perlopiù derivanti da prestiti delle gallerie statali di Bologna, Venezia e Firenze. Un’operazione di fatto comparabile ad una mostra temporanea, ma con l’ambizione di essere occasione di definitiva affermazione dell’appartenenza dell’Alto Adige al Regno d’Italia. In questa sede, sulla scorta dell’epistolario di Arslan e della pubblicistica apparsa su riviste specializzate e non, si mira a ricostruire l’allestimento del museo, dedicando attenzione anche ai criteri espositivi.
Quasi una mostra. Wart Arslan, Giulio Carlo Argan e l’allestimento del Museo dell’Alto Adige tra propaganda e museografia, 1933-1939 / Angelini, G.. - In: RICERCHE DI S/CONFINE. - ISSN 2038-8411. - 2015, VI, 1, Le mostre:(2015 Oct).
Quasi una mostra. Wart Arslan, Giulio Carlo Argan e l’allestimento del Museo dell’Alto Adige tra propaganda e museografia, 1933-1939
2015-10-01
Abstract
La riorganizzazione del Museo dell’Alto Adige assunse il carattere di evento espositivo e propagandistico comparabile alle grandi mostre di regime degli anni Trenta. Per il riallestimento del museo venne chiamato Wart Arslan, studioso della pittura e dell’architettura con particolare attenzione all’area veneto-lombarda, il quale ebbe il difficile compito di costruire ex novo la pinacoteca del museo bolzanino, allineando opere e dipinti provenienti solo in minima parte dalle collezioni locali, ma perlopiù derivanti da prestiti delle gallerie statali di Bologna, Venezia e Firenze. Un’operazione di fatto comparabile ad una mostra temporanea, ma con l’ambizione di essere occasione di definitiva affermazione dell’appartenenza dell’Alto Adige al Regno d’Italia. In questa sede, sulla scorta dell’epistolario di Arslan e della pubblicistica apparsa su riviste specializzate e non, si mira a ricostruire l’allestimento del museo, dedicando attenzione anche ai criteri espositivi.| File | Dimensione | Formato | |
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