La raccolta di novelle del napoletano Tomaso Costo, Il fuggilozio, si colloca esattamente alla fine del XVI secolo; può perciò essere considerata un eloquente paradigma della forma assunta dal novelliere alle soglie del Seicento. La ripresa dell'espediente strutturale decameroniano si accompagna a novità dettate dal gusto dei moderni, ben esemplificate dalle sentenze poste a chiusura di ciascuna novella a sanzione del portato didattico del racconto, spesso assegnate a fonti autorevoli. La rassegna puntale delle auctoritates citate in questo contesto illumina un composito canone di autori percepiti come sicuri garanti del senso morale. Al vertice della gerarchia si scopre una triade rappresentativa delle tre culture, con Aristotele, Seneca e Petrarca; ma la rassegna mostra anche la resistenza ad affidarsi a nomi recenti, nonché sorprendenti assenze persino della più rinomata classicità. Un'attenzione particolare meritano le menzioni sentenziose tratte da Boccaccio, rare e piegate a corroborare un'etica ormai troppo diversa da quella che permea il Decameron.
I "gravissimi autori" del "Fuggilozio" / Carapezza, S.. - In: PAROLE RUBATE. - ISSN 2039-0114. - 2012, 6:(2012).
I "gravissimi autori" del "Fuggilozio"
CARAPEZZA, SANDRA
2012-01-01
Abstract
La raccolta di novelle del napoletano Tomaso Costo, Il fuggilozio, si colloca esattamente alla fine del XVI secolo; può perciò essere considerata un eloquente paradigma della forma assunta dal novelliere alle soglie del Seicento. La ripresa dell'espediente strutturale decameroniano si accompagna a novità dettate dal gusto dei moderni, ben esemplificate dalle sentenze poste a chiusura di ciascuna novella a sanzione del portato didattico del racconto, spesso assegnate a fonti autorevoli. La rassegna puntale delle auctoritates citate in questo contesto illumina un composito canone di autori percepiti come sicuri garanti del senso morale. Al vertice della gerarchia si scopre una triade rappresentativa delle tre culture, con Aristotele, Seneca e Petrarca; ma la rassegna mostra anche la resistenza ad affidarsi a nomi recenti, nonché sorprendenti assenze persino della più rinomata classicità. Un'attenzione particolare meritano le menzioni sentenziose tratte da Boccaccio, rare e piegate a corroborare un'etica ormai troppo diversa da quella che permea il Decameron.| File | Dimensione | Formato | |
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