L’idea di “porosità”, che Benjamin propone in Immagini di città, bene esprime il rapporto non di opposizione ma di co-appartenenza tra categorie spaziali e temporali, sempre pensate in relazione al soggetto che le vive: fuori e dentro, esteriorità e interiorità, privato-pubblico, passato-presente-futuro. Tale co-appartenenza si realizza nel passage, luogo di elezione del flâneur, figura ambivalente della Parigi ottocentesca. Egli compie il passaggio dall’immersione, estetica, nel mondo di sogno del passage, al risveglio, in quanto recupero del passato “negato”. A questo riguardo, non sono poche le analogie con Maurice Merleau-Ponty, a partire dall’utilizzo stesso del termine “porosità” in quanto immagine di una dialettica rivisitata, che esalta le ambivalenze della dimensione “estetica” o “precategoriale”. L’esercizio di uno sguardo nuovo diviene necessario perché si possa, realizzando potenzialità inespresse del passato, recuperare la profondità del presente e aprire al futuro.
La porosità dei muri. Su alcune analogie tra Walter Benjamin e Maurice Merleau-Ponty / Messori, R.. - In: RICERCHE DI S/CONFINE. - ISSN 2038-8411. - 2011, II, 1, Muri:(2011).
La porosità dei muri. Su alcune analogie tra Walter Benjamin e Maurice Merleau-Ponty
Messori, Rita
2011-01-01
Abstract
L’idea di “porosità”, che Benjamin propone in Immagini di città, bene esprime il rapporto non di opposizione ma di co-appartenenza tra categorie spaziali e temporali, sempre pensate in relazione al soggetto che le vive: fuori e dentro, esteriorità e interiorità, privato-pubblico, passato-presente-futuro. Tale co-appartenenza si realizza nel passage, luogo di elezione del flâneur, figura ambivalente della Parigi ottocentesca. Egli compie il passaggio dall’immersione, estetica, nel mondo di sogno del passage, al risveglio, in quanto recupero del passato “negato”. A questo riguardo, non sono poche le analogie con Maurice Merleau-Ponty, a partire dall’utilizzo stesso del termine “porosità” in quanto immagine di una dialettica rivisitata, che esalta le ambivalenze della dimensione “estetica” o “precategoriale”. L’esercizio di uno sguardo nuovo diviene necessario perché si possa, realizzando potenzialità inespresse del passato, recuperare la profondità del presente e aprire al futuro.| File | Dimensione | Formato | |
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