Il presente contributo intende esporre i risultati della revisione della letteratura nazionale in riferimento all'accessibilità glottodidattica e ai Bisogni Linguistici Specifici (BiLS). L’obiettivo del lavoro propone di indagare, a partire dalle molteplici sfumature di significato, i contesti di sviluppo e di diffusione, nonché le tematiche in riferimento agli studi sui BiLS in ambito nazionale. A partire dalla definizione di accessibilità glottodidattica di Michele Daloiso (2012) descritta come “un processo costituito da precise scelte teorico-metodologiche che il docente compie allo scopo di garantire pari opportunità di apprendimento linguistico all’allievo con bisogni speciali […]” è opportuno inquadrare i BiLS, oggetto di studio e parte integrante del processo appena descritto. L’acronimo BiLS, introdotto nella letteratura scientifica italiana sull’insegnamento delle lingue “per indicare quella parte di alunni con BES che presenta differenze evolutive di elaborazione cognitivo-linguistica che interessano primariamente lo sviluppo della competenza comunicativa nella L1 […]” (Daloiso, 2023), si riferisce prioritariamente all’area comunicativo-linguistica, pur non costituendo i bisogni linguistici una condizione omogenea. A oggi non abbiamo dati precisi sulla presenza del bisogno nei diversi livelli d’istruzione, proprio per la loro natura interdisciplinare e ancora poco regolamentata. Il costrutto dei BiLS invita a fare riferimento a prospettive sia proprie dell’ICF e degli studi sui Bisogni Educativi Speciali (Ianes, 2005) sia ai Disability Studies in Education (Connor et al., 2008; D’Alessio, 2015). Il presente contributo intende pertanto restituire una revisione in ambito nazionale della letteratura sul tema di area pedagogica e linguistica interrogando banche dati nazionali nonché studi nazionali specifici che includano il concetto di ”bisogno educativo”, “bisogno specifico”, “bisogno linguistico”. Per realizzare un’istruzione sostenibile e inclusiva la tematica dei BiLS risulta cruciale non solo nella scuola, ma anche in ambito accademico, dove la presenza di difficoltà non riferibili solo ai DSA, potrebbe portare alla dispersione universitaria (Savarese, D’Elia, 2018); questo anche a fronte dei dati dell’Invalsi (2024) nella scuola secondaria di II grado che indicano soltanto nella percentuale del 56% coloro che, in italiano, raggiungono almeno il livello base di competenza in ambito linguistico.
Accessibilità glottodidattica e Bisogni Linguistici Specifici: verso un’educazione sostenibile / Maggiarra, I.. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 585-590.
Accessibilità glottodidattica e Bisogni Linguistici Specifici: verso un’educazione sostenibile
Isabel MaggiarraVisualization
2026-01-01
Abstract
Il presente contributo intende esporre i risultati della revisione della letteratura nazionale in riferimento all'accessibilità glottodidattica e ai Bisogni Linguistici Specifici (BiLS). L’obiettivo del lavoro propone di indagare, a partire dalle molteplici sfumature di significato, i contesti di sviluppo e di diffusione, nonché le tematiche in riferimento agli studi sui BiLS in ambito nazionale. A partire dalla definizione di accessibilità glottodidattica di Michele Daloiso (2012) descritta come “un processo costituito da precise scelte teorico-metodologiche che il docente compie allo scopo di garantire pari opportunità di apprendimento linguistico all’allievo con bisogni speciali […]” è opportuno inquadrare i BiLS, oggetto di studio e parte integrante del processo appena descritto. L’acronimo BiLS, introdotto nella letteratura scientifica italiana sull’insegnamento delle lingue “per indicare quella parte di alunni con BES che presenta differenze evolutive di elaborazione cognitivo-linguistica che interessano primariamente lo sviluppo della competenza comunicativa nella L1 […]” (Daloiso, 2023), si riferisce prioritariamente all’area comunicativo-linguistica, pur non costituendo i bisogni linguistici una condizione omogenea. A oggi non abbiamo dati precisi sulla presenza del bisogno nei diversi livelli d’istruzione, proprio per la loro natura interdisciplinare e ancora poco regolamentata. Il costrutto dei BiLS invita a fare riferimento a prospettive sia proprie dell’ICF e degli studi sui Bisogni Educativi Speciali (Ianes, 2005) sia ai Disability Studies in Education (Connor et al., 2008; D’Alessio, 2015). Il presente contributo intende pertanto restituire una revisione in ambito nazionale della letteratura sul tema di area pedagogica e linguistica interrogando banche dati nazionali nonché studi nazionali specifici che includano il concetto di ”bisogno educativo”, “bisogno specifico”, “bisogno linguistico”. Per realizzare un’istruzione sostenibile e inclusiva la tematica dei BiLS risulta cruciale non solo nella scuola, ma anche in ambito accademico, dove la presenza di difficoltà non riferibili solo ai DSA, potrebbe portare alla dispersione universitaria (Savarese, D’Elia, 2018); questo anche a fronte dei dati dell’Invalsi (2024) nella scuola secondaria di II grado che indicano soltanto nella percentuale del 56% coloro che, in italiano, raggiungono almeno il livello base di competenza in ambito linguistico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


