La censura letteraria è un fenomeno che ha attraversato i secoli e le nazioni, influenzando l’accessibilità dei testi letterari, la definizione del canone e le singole opere. Grazie agli studi di Pierre Bourdieu si è iniziato a indagare la censura non solo come pratica istituzionale, ma come un complesso di azioni in ambito professionale e non, da parte di tutti gli attori coinvolti nel processo di creazione e fruizione di un prodotto letterario: editori, redattori, traduttori, lettori possono essere potenzialmente tutti coinvolti in modi e misure diverse nelle dinamiche censorie che tradizionalmente si distinguono in preventive (quando la censura viene messa in atto prima della pubblicazione) e punitive (quando la censura riguarda il prodotto già pubblicato). Infine, ogni paese ha attraversato periodi storici in cui la censura è stata al centro dei processi editoriali e letterari e altri in cui essa sembrava avere meno impatto sulla produzione culturale nazionale. Pochi sono ancora gli studi che indagano questi movimenti in senso diacronico e sincronico, così come resta ancora da esplorare il campo delle strategie messe in campo dagli attori e attrici nei diversi contesti socio-culturali in prospettiva comparativa. In tale contesto la letteratura per l’infanzia rappresenta un terreno di grande interesse dove più che altrove convergono istanze artistiche, pedagogiche e politiche all’interno delle quali la censura può svolgere un ruolo significativo. Il presente numero de “La torre di Babele” parte da queste premesse e indaga il fenomeno censorio nella letteratura per bambini e ragazzi sotto molteplici aspetti per provare a rispondere alle seguenti domande: Quali forme assume la censura in un dato periodo storico e quali sono le cause (politiche, ma non solo) che la provocano? Quali tipi di censura si osservano in alcune riscritture e adattamenti di opere destinate a un pubblico di bambini/e e ragazzi/e? Quali sono le macro- e micro- conseguenze dei fenomeni censori a livello di ricezione e fruizione dei singoli testi o del riconoscimento di un(a) scrittore/scrittrice? Quale ruolo rivestono le scuole e più in generale gli istituti di formazione nelle dinamiche della censura letteraria? Qual è il contributo delle ricerche di archivio nello studio della censura? Quali sono gli argomenti ancora tabù, sottoposti a sistematica censura, nella letteratura per l’infanzia contemporanea?

I piccoli non devono sapere : la censura nella letteratura per l'infanzia / Longhi, E., De Florio, G.. - In: LA TORRE DI BABELE. - ISSN 1724-3114. - ELETTRONICO. - 20:(2025), pp. 1-182.

I piccoli non devono sapere : la censura nella letteratura per l'infanzia

Longhi Elisabetta;De Florio Giulia
2025-01-01

Abstract

La censura letteraria è un fenomeno che ha attraversato i secoli e le nazioni, influenzando l’accessibilità dei testi letterari, la definizione del canone e le singole opere. Grazie agli studi di Pierre Bourdieu si è iniziato a indagare la censura non solo come pratica istituzionale, ma come un complesso di azioni in ambito professionale e non, da parte di tutti gli attori coinvolti nel processo di creazione e fruizione di un prodotto letterario: editori, redattori, traduttori, lettori possono essere potenzialmente tutti coinvolti in modi e misure diverse nelle dinamiche censorie che tradizionalmente si distinguono in preventive (quando la censura viene messa in atto prima della pubblicazione) e punitive (quando la censura riguarda il prodotto già pubblicato). Infine, ogni paese ha attraversato periodi storici in cui la censura è stata al centro dei processi editoriali e letterari e altri in cui essa sembrava avere meno impatto sulla produzione culturale nazionale. Pochi sono ancora gli studi che indagano questi movimenti in senso diacronico e sincronico, così come resta ancora da esplorare il campo delle strategie messe in campo dagli attori e attrici nei diversi contesti socio-culturali in prospettiva comparativa. In tale contesto la letteratura per l’infanzia rappresenta un terreno di grande interesse dove più che altrove convergono istanze artistiche, pedagogiche e politiche all’interno delle quali la censura può svolgere un ruolo significativo. Il presente numero de “La torre di Babele” parte da queste premesse e indaga il fenomeno censorio nella letteratura per bambini e ragazzi sotto molteplici aspetti per provare a rispondere alle seguenti domande: Quali forme assume la censura in un dato periodo storico e quali sono le cause (politiche, ma non solo) che la provocano? Quali tipi di censura si osservano in alcune riscritture e adattamenti di opere destinate a un pubblico di bambini/e e ragazzi/e? Quali sono le macro- e micro- conseguenze dei fenomeni censori a livello di ricezione e fruizione dei singoli testi o del riconoscimento di un(a) scrittore/scrittrice? Quale ruolo rivestono le scuole e più in generale gli istituti di formazione nelle dinamiche della censura letteraria? Qual è il contributo delle ricerche di archivio nello studio della censura? Quali sono gli argomenti ancora tabù, sottoposti a sistematica censura, nella letteratura per l’infanzia contemporanea?
2025
I piccoli non devono sapere : la censura nella letteratura per l'infanzia / Longhi, E., De Florio, G.. - In: LA TORRE DI BABELE. - ISSN 1724-3114. - ELETTRONICO. - 20:(2025), pp. 1-182.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11381/3077274
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