Il contributo indaga il ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione delle modalità di rappresentazione dell’architettura attraverso un’esperienza condotta all’interno di una attività didattica. Attraverso l’analisi delle due tavole da concorso prodotte come esito finale del corso di Visualizzazione dell’Architettura (CLM Architettura e Città Sostenibili, Università di Parma), al fine esprimere in forma sintetica ma esaustiva il progetto e il processo che ha condotto a quel risultato, gli elaborati grafici vengono interpretati non solo come strumento comunicativo, ma come spazio narrativo e dispositivo critico in cui lo studente seleziona, ordina e costruisce il progetto. Il contributo dell’AI modifica questa dinamica: i modelli generativi diventano co-autori capaci di produrre varianti, scenari alternativi e griglie compositive, spostando l’attenzione dall’esecuzione alla selezione critica. Ciò richiede nuove competenze – capacità di prompting, lettura critica delle immagini, regia del processo – e ridefinisce anche il ruolo del docente, sempre più orientato a facilitare processi cognitivi piuttosto che correggere errori grafici. La sperimentazione condotta evidenzia potenzialità e rischi: maggiore rapidità ed esplorazione concettuale, ma anche tendenze all’omologazione estetica. La rappresentazione emerge così come processo ibrido, frutto della collaborazione tra intenzione progettuale e generatività algoritmica, aprendo la strada a una nuova “intelligenza rappresentativa” fondata su pensiero critico, controllo narrativo e uso consapevole dell’AI.
Dall’immagine al prompting: l’IA nella rappresentazione architettonica. Un’esperienza didattica / Vernizzi, C., Droghetti, V.. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 2597-2612. (IL DISEGNO FURIOSO - FURIOUS DRAWING Ferrara 10-12 settembre 2026).
Dall’immagine al prompting: l’IA nella rappresentazione architettonica. Un’esperienza didattica
Vernizzi ChiaraWriting – Review & Editing
;Droghetti Virginia
Writing – Original Draft Preparation
2026-01-01
Abstract
Il contributo indaga il ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione delle modalità di rappresentazione dell’architettura attraverso un’esperienza condotta all’interno di una attività didattica. Attraverso l’analisi delle due tavole da concorso prodotte come esito finale del corso di Visualizzazione dell’Architettura (CLM Architettura e Città Sostenibili, Università di Parma), al fine esprimere in forma sintetica ma esaustiva il progetto e il processo che ha condotto a quel risultato, gli elaborati grafici vengono interpretati non solo come strumento comunicativo, ma come spazio narrativo e dispositivo critico in cui lo studente seleziona, ordina e costruisce il progetto. Il contributo dell’AI modifica questa dinamica: i modelli generativi diventano co-autori capaci di produrre varianti, scenari alternativi e griglie compositive, spostando l’attenzione dall’esecuzione alla selezione critica. Ciò richiede nuove competenze – capacità di prompting, lettura critica delle immagini, regia del processo – e ridefinisce anche il ruolo del docente, sempre più orientato a facilitare processi cognitivi piuttosto che correggere errori grafici. La sperimentazione condotta evidenzia potenzialità e rischi: maggiore rapidità ed esplorazione concettuale, ma anche tendenze all’omologazione estetica. La rappresentazione emerge così come processo ibrido, frutto della collaborazione tra intenzione progettuale e generatività algoritmica, aprendo la strada a una nuova “intelligenza rappresentativa” fondata su pensiero critico, controllo narrativo e uso consapevole dell’AI.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


