L’orticaria cronica è definita dalla presenza quotidiana (o con brevi intervalli liberi) di lesioni cutanee migranti, eritemato-edematose, solitamente pruriginose, definite pomfi, associate o meno ad angioedema, per un periodo di almeno 6 settimane. Malgrado sia una condizione benigna e autorisolutiva, può avere un impatto significativo sulla qualità di vita dei pazienti, soprattutto per la sua durata potratta e imprevedibile. Le cause possono essere sconosciute (spontanea) o innescate da infezioni, stimoli fisici (calore, pressione, sole), allergie, farmaci, o, meno comunemente, malattie autoimmuni o endocrine. La diagnosi è clinica e, se esistono dati anamnestici indicativi, si basa sui risultati di test specifici come test cutanei, ematici o patch test per identificare eventuali fattori scatenanti. Il trattamento si articola in diversi passaggi, iniziando con gli antistaminici di seconda generazione, aumentando gradualmente il dosaggio se i sintomi persistono. Se anche il dosaggio massimo non è efficace, si può ricorrere a farmaci biologici (come omalizumab) o, nei casi più refrattari, ad altri immunosoppressori
Orticaria cronica: dall’impatto sulla qualità di vita all’approccio diagnostico-terapeutico / Buono, E.V., Cunico, D., Carbone, R., Caffarelli, C.. - In: PEDIATRIA PREVENTIVA & SOCIALE. - ISSN 1970-8165. - 4:(2025), pp. 421-427.
Orticaria cronica: dall’impatto sulla qualità di vita all’approccio diagnostico-terapeutico.
Buono E. V.;Cunico D.;Caffarelli C.
2025-01-01
Abstract
L’orticaria cronica è definita dalla presenza quotidiana (o con brevi intervalli liberi) di lesioni cutanee migranti, eritemato-edematose, solitamente pruriginose, definite pomfi, associate o meno ad angioedema, per un periodo di almeno 6 settimane. Malgrado sia una condizione benigna e autorisolutiva, può avere un impatto significativo sulla qualità di vita dei pazienti, soprattutto per la sua durata potratta e imprevedibile. Le cause possono essere sconosciute (spontanea) o innescate da infezioni, stimoli fisici (calore, pressione, sole), allergie, farmaci, o, meno comunemente, malattie autoimmuni o endocrine. La diagnosi è clinica e, se esistono dati anamnestici indicativi, si basa sui risultati di test specifici come test cutanei, ematici o patch test per identificare eventuali fattori scatenanti. Il trattamento si articola in diversi passaggi, iniziando con gli antistaminici di seconda generazione, aumentando gradualmente il dosaggio se i sintomi persistono. Se anche il dosaggio massimo non è efficace, si può ricorrere a farmaci biologici (come omalizumab) o, nei casi più refrattari, ad altri immunosoppressoriI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


