Nella presente indagine intendo approfondire la riflessione sull’arte come luogo relazionale di riconoscimento, (ri)considerando quest’ultima nel suo significato ampio di capacità di fare e di produrre, e il processo artistico come fenomeno costituzionalmente plurale, cioè come ombrello che sottende inclusivamente -fluidificandone la distinzione- arte ed estetica, arte e artigianato, soggetto e oggetto (dell’arte), artista e opera d’arte ecc., nel segno comune della potenza creativa appunto. Approcciata in questa sua dimensione originaria, l’arte si manifesta come una zona nevralgica, un tessuto connettivo, un catalizzatore del riconoscimento dell’intreccio ibridante tra umano e non-umano e tra fare umano e non umano, e le pratiche artistiche e artigianali emergono come acceleratori interni di questo universo relazionale. Arte e artigianato, pratiche artistiche e artigianali, con i loro confini mobili tra gesto, agentività materiale e processi, risultano in altri termini campi di forze in cui interagiscono e si riconoscono nella loro natura relazionale e ibrida attori umani e non umani (CFR. INFRA). Mi propongo, quindi, di focalizzare e argomentare tali posizioni attraverso riferimenti alla prospettiva filosofica postumanista e a riflessioni in certo modo consonanti con essa quali quelle di Michel Serres e di Tim Ingold.
Incursioni nel processo artistico/artigianale. Per un fare/produrre più-che-umano / Rignani, O.. - In: METAXY JOURNAL. - ISSN 2975-0679. - (2027).
Incursioni nel processo artistico/artigianale. Per un fare/produrre più-che-umano
Orsola Rignani
Conceptualization
2027-01-01
Abstract
Nella presente indagine intendo approfondire la riflessione sull’arte come luogo relazionale di riconoscimento, (ri)considerando quest’ultima nel suo significato ampio di capacità di fare e di produrre, e il processo artistico come fenomeno costituzionalmente plurale, cioè come ombrello che sottende inclusivamente -fluidificandone la distinzione- arte ed estetica, arte e artigianato, soggetto e oggetto (dell’arte), artista e opera d’arte ecc., nel segno comune della potenza creativa appunto. Approcciata in questa sua dimensione originaria, l’arte si manifesta come una zona nevralgica, un tessuto connettivo, un catalizzatore del riconoscimento dell’intreccio ibridante tra umano e non-umano e tra fare umano e non umano, e le pratiche artistiche e artigianali emergono come acceleratori interni di questo universo relazionale. Arte e artigianato, pratiche artistiche e artigianali, con i loro confini mobili tra gesto, agentività materiale e processi, risultano in altri termini campi di forze in cui interagiscono e si riconoscono nella loro natura relazionale e ibrida attori umani e non umani (CFR. INFRA). Mi propongo, quindi, di focalizzare e argomentare tali posizioni attraverso riferimenti alla prospettiva filosofica postumanista e a riflessioni in certo modo consonanti con essa quali quelle di Michel Serres e di Tim Ingold.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


