Il contributo analizza criticamente il volume "Diritto penale della criminalità organizzata", evidenziandone il tentativo di ricondurre la disciplina dei reati associativi entro un sistema maggiormente coerente con i principi costituzionali di legalità, offensività e materialità. Al centro dell'opera viene individuato il paradigma organizzatorio, assunto quale elemento caratterizzante del fenomeno associativo e criterio di delimitazione della relativa rilevanza penale. Attraverso tale prospettiva, il volume propone una ricostruzione dell’organizzazione come struttura stabile e funzionale al perseguimento di un programma criminoso, distinguendola dal mero concorso di persone e utilizzandola quale chiave interpretativa delle diverse fattispecie associative. Particolare attenzione è dedicata all’associazione mafiosa, alla partecipazione, al concorso esterno e allo scambio elettorale politico-mafioso, nonché alla necessità di sottrarre la nozione di mafia a indebite letture antropologiche e sociologiche. Il contributo mette inoltre in luce le criticità derivanti dall’interazione tra diritto sostanziale e dinamiche probatorie, denunciando il rischio che esigenze efficientistiche e processuali finiscano per incidere sulla definizione della fattispecie penale.
L’organizzazione: un concetto chiaro per il reato associativo. Recensione a Diritto penale della criminalità organizzata, a cura di V. Maiello, G. Amarelli, A. Alberico, Napoli, Editoriale Scientifica, 2025 / Coden, A.. - In: DIRITTO DI DIFESA. - ISSN 2724-1963. - 3/4(2024), pp. 504-510.
L’organizzazione: un concetto chiaro per il reato associativo. Recensione a Diritto penale della criminalità organizzata, a cura di V. Maiello, G. Amarelli, A. Alberico, Napoli, Editoriale Scientifica, 2025.
Alessandro Coden
2024-01-01
Abstract
Il contributo analizza criticamente il volume "Diritto penale della criminalità organizzata", evidenziandone il tentativo di ricondurre la disciplina dei reati associativi entro un sistema maggiormente coerente con i principi costituzionali di legalità, offensività e materialità. Al centro dell'opera viene individuato il paradigma organizzatorio, assunto quale elemento caratterizzante del fenomeno associativo e criterio di delimitazione della relativa rilevanza penale. Attraverso tale prospettiva, il volume propone una ricostruzione dell’organizzazione come struttura stabile e funzionale al perseguimento di un programma criminoso, distinguendola dal mero concorso di persone e utilizzandola quale chiave interpretativa delle diverse fattispecie associative. Particolare attenzione è dedicata all’associazione mafiosa, alla partecipazione, al concorso esterno e allo scambio elettorale politico-mafioso, nonché alla necessità di sottrarre la nozione di mafia a indebite letture antropologiche e sociologiche. Il contributo mette inoltre in luce le criticità derivanti dall’interazione tra diritto sostanziale e dinamiche probatorie, denunciando il rischio che esigenze efficientistiche e processuali finiscano per incidere sulla definizione della fattispecie penale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


