L’articolo prende in considerazione i disegni a penna per la "Commedia" dantesca realizzati da Francesco Scaramuzza (1803-1886), mettendole a confronto con le illustrazioni di Gustave Doré. L'analisi è focalizzata in particolare sulle immagini dedicate al finale del canto III dell’Inferno: mentre Doré privilegia una visione drammatizzata, spettacolarizzata, in cui le masse dei corpi sono spesso organizzate in coreografie o gruppi scultorei, Scaramuzza compone il proprio apparato illustrativo a partire dalla volontà di una stretta aderenza al testo del poema – riscontrabile anche nei dipinti danteschi da lui eseguiti per la Biblioteca Parmense – e di una resa narrativa che privilegia i momenti di dialogo, la sequenzialità degli episodi e il coinvolgimento attivo dell’osservatore.
Visioni della «Commedia» nel XIX secolo: Gustave Doré vs Francesco Scaramuzza / Catelli, N.. - In: ESPERIENZE LETTERARIE. - ISSN 0392-3495. - (In corso di stampa).
Visioni della «Commedia» nel XIX secolo: Gustave Doré vs Francesco Scaramuzza
Catelli Nicola
In corso di stampa
Abstract
L’articolo prende in considerazione i disegni a penna per la "Commedia" dantesca realizzati da Francesco Scaramuzza (1803-1886), mettendole a confronto con le illustrazioni di Gustave Doré. L'analisi è focalizzata in particolare sulle immagini dedicate al finale del canto III dell’Inferno: mentre Doré privilegia una visione drammatizzata, spettacolarizzata, in cui le masse dei corpi sono spesso organizzate in coreografie o gruppi scultorei, Scaramuzza compone il proprio apparato illustrativo a partire dalla volontà di una stretta aderenza al testo del poema – riscontrabile anche nei dipinti danteschi da lui eseguiti per la Biblioteca Parmense – e di una resa narrativa che privilegia i momenti di dialogo, la sequenzialità degli episodi e il coinvolgimento attivo dell’osservatore.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


