Rossi, ne L’architettura della città, interpreta l’organismo urbano come costruzione collettiva e memoria condivisa, in cui fatti urbani, permanenze morfologiche e preesistenze ambientali continuano a strutturare l’esperienza del presente. In questa prospettiva, la forma della città si configura come esito di processi storici di lunga durata, in continuità con le riflessioni di Rogers sulle preesistenze, di Muratori e Aymonino sulla struttura e sui tipi insediativi come elementi invarianti e operanti della trasformazione urbana. A questa lettura morfologica si affianca il pensiero di De Carlo, per il quale la città è un processo aperto, in cui la memoria si rinnova attraverso l’uso, il progetto e la partecipazione. La dimensione civile della trasformazione urbana emerge nel rapporto tra struttura, forma e società, mentre la leggibilità e la riconoscibilità dei luoghi, nella prospettiva di Lynch, contribuiscono a costruire una continuità percettiva nel tempo. In questo quadro teorico, il lavoro di ricerca progettuale e confronto pubblico sviluppato nelle esperienze Parma città futura e Parma città d’oro assume il sedime delle mura farnesiane come palinsesto urbano, secondo una concezione del progetto come atto critico di interpretazione delle tracce storiche, in linea con Gregotti e Secchi. Il limite della città storica, da dispositivo difensivo, viene reinterpretato come infrastruttura verde e sistema continuo di spazi pubblici per riconnettere centro e periferia. All’interno di questo masterplan, la riscoperta delle tracce archeologiche nel quadrante sud-est diventa occasione per ricomporre le relazioni tra Cittadella, Stradone, Caffè Petitot, stadio, Orto Botanico e complessi storici adiacenti, configurando una rete di percorsi protetti.
Rediscovering the city walls. Urban regeneration and archaeological landscape along Parma’s boulevards / Ortolan, E.. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 2056-2067. (City Renewal and Urban Archaeology. The Morphological values of city traces, 7° Conferenza Internazionale ISUFItaly Napoli 19-21 Febbraio 2026).
Rediscovering the city walls. Urban regeneration and archaeological landscape along Parma’s boulevards
Emanuele Ortolan
2026-01-01
Abstract
Rossi, ne L’architettura della città, interpreta l’organismo urbano come costruzione collettiva e memoria condivisa, in cui fatti urbani, permanenze morfologiche e preesistenze ambientali continuano a strutturare l’esperienza del presente. In questa prospettiva, la forma della città si configura come esito di processi storici di lunga durata, in continuità con le riflessioni di Rogers sulle preesistenze, di Muratori e Aymonino sulla struttura e sui tipi insediativi come elementi invarianti e operanti della trasformazione urbana. A questa lettura morfologica si affianca il pensiero di De Carlo, per il quale la città è un processo aperto, in cui la memoria si rinnova attraverso l’uso, il progetto e la partecipazione. La dimensione civile della trasformazione urbana emerge nel rapporto tra struttura, forma e società, mentre la leggibilità e la riconoscibilità dei luoghi, nella prospettiva di Lynch, contribuiscono a costruire una continuità percettiva nel tempo. In questo quadro teorico, il lavoro di ricerca progettuale e confronto pubblico sviluppato nelle esperienze Parma città futura e Parma città d’oro assume il sedime delle mura farnesiane come palinsesto urbano, secondo una concezione del progetto come atto critico di interpretazione delle tracce storiche, in linea con Gregotti e Secchi. Il limite della città storica, da dispositivo difensivo, viene reinterpretato come infrastruttura verde e sistema continuo di spazi pubblici per riconnettere centro e periferia. All’interno di questo masterplan, la riscoperta delle tracce archeologiche nel quadrante sud-est diventa occasione per ricomporre le relazioni tra Cittadella, Stradone, Caffè Petitot, stadio, Orto Botanico e complessi storici adiacenti, configurando una rete di percorsi protetti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


