In un ristretto areale della Valle del Po esistono presbiteri esterni caratterizzati dalla presenza di “pseudo-beccatelli” con la funzione statica di alleggerire la massa inerziale sulle calotte absidali. Il fenomeno, noto a livello territoriale, meno noto in termini generali, soprattutto dopo la scoperta di un graffito sulle absidi della abbaziale di Nonantola che ne certificano la cronologia al 1218, deve essere riletto in termini non solo strutturali e/o formali ma anche in termini “iconologici”, per quanto l’applicazione dell’iconologia all’architettura possa essere foriera di equivoci. Poiché la presenza di absidi a pseudo-beccatelli sembra caratterizzare inizialmente la città di Cremona negli anni cavaliere del 1200, e poiché Cremona, in quegli stessi frangenti, è la città “sveva” più importante dell’Italia settentrionale, è possibile che la scelta di tale soluzione formale sia legata a committenze religiose che guardano con favore alla novità cremonese in termini non solo “funzionali”?
Absidi a beccatelli come marker svevo in terra padana / Milanesi, G.. - (In corso di stampa). (Arte, autorità e consenso nel Medioevo. Immagini, spazi, pratiche Pavia-Milano 14-15 settembre 2026).
Absidi a beccatelli come marker svevo in terra padana
Giorgio Milanesi
In corso di stampa
Abstract
In un ristretto areale della Valle del Po esistono presbiteri esterni caratterizzati dalla presenza di “pseudo-beccatelli” con la funzione statica di alleggerire la massa inerziale sulle calotte absidali. Il fenomeno, noto a livello territoriale, meno noto in termini generali, soprattutto dopo la scoperta di un graffito sulle absidi della abbaziale di Nonantola che ne certificano la cronologia al 1218, deve essere riletto in termini non solo strutturali e/o formali ma anche in termini “iconologici”, per quanto l’applicazione dell’iconologia all’architettura possa essere foriera di equivoci. Poiché la presenza di absidi a pseudo-beccatelli sembra caratterizzare inizialmente la città di Cremona negli anni cavaliere del 1200, e poiché Cremona, in quegli stessi frangenti, è la città “sveva” più importante dell’Italia settentrionale, è possibile che la scelta di tale soluzione formale sia legata a committenze religiose che guardano con favore alla novità cremonese in termini non solo “funzionali”?I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


