L’articolo esamina la sentenza della Corte di cassazione, 19 novembre 2021, n. 3808, individuata come la prima pronuncia che ha applicato la c.d. aggravante di negazionismo, prevista con riferimento alla propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico. Muovendo dal caso concreto, relativo alla diffusione di volantini dal contenuto antisemita e negazionista, il contributo ricostruisce il percorso argomentativo della Corte di cassazione, che ha escluso la violazione dell’art. 10 CEDU, valorizzando la distinzione tra revisionismo e negazionismo e richiamando la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, in particolare sullo status della Shoah quale fatto storico chiaramente accertato. La nota sottolinea tuttavia come la decisione adotti un approccio prudente e conservativo, idoneo a risolvere il caso ma non a sciogliere i principali nodi interpretativi e sistematici della fattispecie. Restano infatti sullo sfondo le persistenti criticità concernenti offensività, determinatezza e rapporto tra repressione penale del negazionismo e libertà di manifestazione del pensiero.

Una prima applicazione della c.d. aggravante di negazionismo: il giudice di legittimità tra la giurisprudenza della Corte di Strasburgo e i dubbi irrisolti sulla fattispecie di propaganda razzista / Pongolini, Giulia. - In: L'INDICE PENALE. - ISSN 0019-7084. - 3:(2023), pp. 145-167.

Una prima applicazione della c.d. aggravante di negazionismo: il giudice di legittimità tra la giurisprudenza della Corte di Strasburgo e i dubbi irrisolti sulla fattispecie di propaganda razzista

Giulia Pongolini
2023-01-01

Abstract

L’articolo esamina la sentenza della Corte di cassazione, 19 novembre 2021, n. 3808, individuata come la prima pronuncia che ha applicato la c.d. aggravante di negazionismo, prevista con riferimento alla propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico. Muovendo dal caso concreto, relativo alla diffusione di volantini dal contenuto antisemita e negazionista, il contributo ricostruisce il percorso argomentativo della Corte di cassazione, che ha escluso la violazione dell’art. 10 CEDU, valorizzando la distinzione tra revisionismo e negazionismo e richiamando la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, in particolare sullo status della Shoah quale fatto storico chiaramente accertato. La nota sottolinea tuttavia come la decisione adotti un approccio prudente e conservativo, idoneo a risolvere il caso ma non a sciogliere i principali nodi interpretativi e sistematici della fattispecie. Restano infatti sullo sfondo le persistenti criticità concernenti offensività, determinatezza e rapporto tra repressione penale del negazionismo e libertà di manifestazione del pensiero.
2023
Una prima applicazione della c.d. aggravante di negazionismo: il giudice di legittimità tra la giurisprudenza della Corte di Strasburgo e i dubbi irrisolti sulla fattispecie di propaganda razzista / Pongolini, Giulia. - In: L'INDICE PENALE. - ISSN 0019-7084. - 3:(2023), pp. 145-167.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11381/3052855
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact