In merito alla capacità di succedere, il quadro dogmatico contemporaneo è poco increspato, riposando su alcuni capisaldi generalmente condivisi. Non di meno, sebbene codesta, secondo l’opinione corrente, altro non sia, àncora oggi, che un aspetto della più generale capacità giuridica, allo stesso tempo sembra senz’altro corretto affermare che il concetto di capacità di succedere deve necessariamente distinguersi da quello di capacità giuridica, sembrando inadeguato il limitarsi a trattare la prima come espressione della seconda. Descrivere tale capacità come l’idoneità del soggetto ad essere titolare del diritto di succedere mortis causa è, a ben vedere, poco significativo, rivelandosi nient’altro che una declinazione, casistica, del concetto di capacità giuridica. Il soggetto, oggettivamente dotato della piena capacità di succedere, può conoscere – rectius, subire –, limitazioni della stessa, in ragione delle circostanze che contraddistinguono la sua relazione, anche solo occasionale, transitoria, con l’ereditando. Compressioni che mal si conciliano con i tratti rigidi, incomprimibili, della sua presunta matrice – la capacità giuridica – e che incoraggiano a intuire, nella così detta capacità di succedere, qualcosa di diverso; una legittimazione, appunto, intesa come filtro di accesso alla vicenda ereditaria, squisitamente soggettivo, inevitabilmente personale.

LA ‘LEGITTIMAZIONE´ A RICEVERE PER TESTAMENTO E LA PATOLOGIA DELLA DISPOSIZIONE TESTAMENTARIA A FAVORE DEI SOGGETTI SFORNITI DI LEGITTIMAZIONE / Ghidoni, Luca. - In: JUS CIVILE. - ISSN 2421-2563. - 5(2025), pp. 687-696.

LA ‘LEGITTIMAZIONE´ A RICEVERE PER TESTAMENTO E LA PATOLOGIA DELLA DISPOSIZIONE TESTAMENTARIA A FAVORE DEI SOGGETTI SFORNITI DI LEGITTIMAZIONE

Luca Ghidoni
2025-01-01

Abstract

In merito alla capacità di succedere, il quadro dogmatico contemporaneo è poco increspato, riposando su alcuni capisaldi generalmente condivisi. Non di meno, sebbene codesta, secondo l’opinione corrente, altro non sia, àncora oggi, che un aspetto della più generale capacità giuridica, allo stesso tempo sembra senz’altro corretto affermare che il concetto di capacità di succedere deve necessariamente distinguersi da quello di capacità giuridica, sembrando inadeguato il limitarsi a trattare la prima come espressione della seconda. Descrivere tale capacità come l’idoneità del soggetto ad essere titolare del diritto di succedere mortis causa è, a ben vedere, poco significativo, rivelandosi nient’altro che una declinazione, casistica, del concetto di capacità giuridica. Il soggetto, oggettivamente dotato della piena capacità di succedere, può conoscere – rectius, subire –, limitazioni della stessa, in ragione delle circostanze che contraddistinguono la sua relazione, anche solo occasionale, transitoria, con l’ereditando. Compressioni che mal si conciliano con i tratti rigidi, incomprimibili, della sua presunta matrice – la capacità giuridica – e che incoraggiano a intuire, nella così detta capacità di succedere, qualcosa di diverso; una legittimazione, appunto, intesa come filtro di accesso alla vicenda ereditaria, squisitamente soggettivo, inevitabilmente personale.
2025
LA ‘LEGITTIMAZIONE´ A RICEVERE PER TESTAMENTO E LA PATOLOGIA DELLA DISPOSIZIONE TESTAMENTARIA A FAVORE DEI SOGGETTI SFORNITI DI LEGITTIMAZIONE / Ghidoni, Luca. - In: JUS CIVILE. - ISSN 2421-2563. - 5(2025), pp. 687-696.
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