Da quest’anno si apre un nuovo capitolo di “APPUNTI” relativi ad architetture e paesaggi “dimenticati” di cui il nostro paese è ricchissimo. Manufatti di grande valore sia architettonico sia paesaggistico possono dare vita a grandi opportunità per la ricerca, in particolare quella universitaria, che può offrire alle amministrazioni pubbliche processi accelerati per il loro recupero. Mi piacerebbe iniziare con una citazione di E. Turri, con l’augurio che sempre più si possano trovare buone idee e risorse economiche per affrontare più positivamente queste tematiche: “Il paesaggio va letto in tal senso come una lavagna carica di storia, un palinsesto che raccoglie le recitazioni di generazioni e generazioni, a partire dai secoli più lontani in cui l’uomo attizzò nello spazio naturale la scintilla della sua coscienza e della sua capacità di modificare la natura” (E. Turri, Il paesaggio come teatro, Marsilio, Venezia, 1999). Il primo tema che voglio affrontare riguarda architetture a me molto care sia per la loro collocazione geografica sia per la propria consistenza architettonica che nel corso dei secoli hanno celato ai più: le fortificazioni liguri, più esattamente nel golfo di La Spezia.
ARCHITETTURE DOMENTICATE Le fortificazioni militari del Golfo di La Spezia / Melley, Maria. - In: QUARRY AND CONSTRUCTION. - ISSN 2036-9034. - GENNAIO FEBBRAIO:(2026), pp. 100-103.
ARCHITETTURE DOMENTICATE Le fortificazioni militari del Golfo di La Spezia
MARIA MELLEY
2026-01-01
Abstract
Da quest’anno si apre un nuovo capitolo di “APPUNTI” relativi ad architetture e paesaggi “dimenticati” di cui il nostro paese è ricchissimo. Manufatti di grande valore sia architettonico sia paesaggistico possono dare vita a grandi opportunità per la ricerca, in particolare quella universitaria, che può offrire alle amministrazioni pubbliche processi accelerati per il loro recupero. Mi piacerebbe iniziare con una citazione di E. Turri, con l’augurio che sempre più si possano trovare buone idee e risorse economiche per affrontare più positivamente queste tematiche: “Il paesaggio va letto in tal senso come una lavagna carica di storia, un palinsesto che raccoglie le recitazioni di generazioni e generazioni, a partire dai secoli più lontani in cui l’uomo attizzò nello spazio naturale la scintilla della sua coscienza e della sua capacità di modificare la natura” (E. Turri, Il paesaggio come teatro, Marsilio, Venezia, 1999). Il primo tema che voglio affrontare riguarda architetture a me molto care sia per la loro collocazione geografica sia per la propria consistenza architettonica che nel corso dei secoli hanno celato ai più: le fortificazioni liguri, più esattamente nel golfo di La Spezia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


