Il contributo analizza la sentenza n. 203/2025 della Corte costituzionale sul regime ostativo alla messa alla prova minorile introdotto dal c.d. Decreto Caivano. Le autrici evidenziano come la Consulta abbia solo parzialmente accolto le questioni di legittimità, dichiarando l’incostituzionalità della preclusione limitatamente ai casi di violenza sessuale (individuale o di gruppo) aggravata connotati da “minore gravità”, ma mantenendo nel resto il regime ostativo. L’analisi critica mette in luce il ridimensionamento dei principi tradizionali del diritto penale minorile, in particolare della centralità della funzione rieducativa e della necessità di valutazioni individualizzate, a favore di logiche di prevenzione generale e dissuasione. Il contributo conclude sottolineando le possibili ricadute applicative della decisione e la necessità di un ripensamento legislativo che restituisca centralità della messa alla prova quale strumento fondamentale di recupero del minore autore di reato.
L’attesa pronuncia della Corte costituzionale sul regime ostativo alla messa alla prova minorile: tanto rumore per nulla, o quasi / Bianchi, Malaika. - In: SISTEMA PENALE. - ISSN 2704-8098. - (2026), pp. 1-19.
L’attesa pronuncia della Corte costituzionale sul regime ostativo alla messa alla prova minorile: tanto rumore per nulla, o quasi
Malaika Bianchi
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza la sentenza n. 203/2025 della Corte costituzionale sul regime ostativo alla messa alla prova minorile introdotto dal c.d. Decreto Caivano. Le autrici evidenziano come la Consulta abbia solo parzialmente accolto le questioni di legittimità, dichiarando l’incostituzionalità della preclusione limitatamente ai casi di violenza sessuale (individuale o di gruppo) aggravata connotati da “minore gravità”, ma mantenendo nel resto il regime ostativo. L’analisi critica mette in luce il ridimensionamento dei principi tradizionali del diritto penale minorile, in particolare della centralità della funzione rieducativa e della necessità di valutazioni individualizzate, a favore di logiche di prevenzione generale e dissuasione. Il contributo conclude sottolineando le possibili ricadute applicative della decisione e la necessità di un ripensamento legislativo che restituisca centralità della messa alla prova quale strumento fondamentale di recupero del minore autore di reato.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


