Introduzione: Più di tre milioni di persone soffrono di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) attualmente in Italia e decine di milioni di giovani e di adulti nel mondo si ammalano ogni anno. La pandemia ha determinato, oltretutto, un peggioramento, incrementando il numero di casi stimato di almeno il 30-35% e un abbassamento dell’età di esordio (fonte: Ministero della Salute). Il progetto di ricerca mira ad indagare, in primis, la prevalenza del rischio di DNA e, in secondo luogo, l'assetto psicofisiologico di soggetti a rischio per DNA. A tal proposito, la ricerca scientifica ha frequentemente riscontrato ipotensione, bradicardia (HR <60 battiti al minuto), bradipnea (<12 atti respiratori al minuto) e ipercapnia in soggetti con malnutrizione calorico-proteica, in particolare nei soggetti con Anoressia Nervosa (AN). Le manifestazioni internistiche del disturbo sarebbero da attribuirsi ad una maggiore quantità di CO2 nel sangue poichè il dimagrimento provocato dalla malnutrizione intaccherebbe i muscoli, compresi quelli diaframmatici, favorendo un assottigliamento alveolare ed un allargamento degli spazi aerei (Nitsch et al., 2023). Sulla base della letteratura esistente ci si aspetta di confermare una minore attività autonomica, in termini di conduttanza cutanea (Galvanic Skin Resistance, GSR), frequenza cardiaca (Heart Rate, HR) e frequenza respiratoria (Respiratory rate, RR) nei soggetti a rischio per DNA. Metodi: Sono stati raccolti i dati di oltre 200 studenti dell’Università di Parma, nel periodo compreso tra il 1/12/2023 ed il 30/09/2024. Tutti i soggetti hanno completato il questionario standardizzato Eating Disorder Inventory (EDI-3), in modo da suddividere il campione tra soggetti a rischio e soggetti non a rischio per DNA. La registrazione di parametri psicofisiologici è stata effettuata all’interno di un Profilo Psicofisiologico da Stress. Risultati: Si prevede che, in linea con i dati epidemiologici italiani, circa il 5% della popolazione sia a rischio o soffra di DNA; si ipotizza, inoltre, di riscontrare percentuali più elevate tra gli studenti di Scienze della Nutrizione Umana e di Scienze Motorie, in quanto potrebbero essere maggiormente sensibili al tema del cibo e dell’immagine corporea. Tra le persone considerate a rischio per DNA, si prevede di rilevare una minore reattività autonomica. Discussione: La valutazione psicofisiologica potrebbe essere un metodo rapido ma accurato per identificare quelle condizioni già caratterizzate da alterazione autonomica, anche se non ancora accompagnate da gravi sintomi psicopatologici. Conclusione: Condurre programmi di screening consente di intercettare precocemente i soggetti a rischio di sviluppare condizioni psicopatologiche gravi, favorendo l’implementazione di interventi precoci utili ad abbassare il rischio di slatentizzazione e cronicizzazione della malattia.
Rischio di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione nella popolazione universitaria: uno studio osservazionale / Sanseverino, Rosanna; Guidotti, Sara; Pruneti, Carlo. - (2024). ( XIX Congresso AIAMC “Psicologia, medicina, psicoterapia: stili di vita, consapevolezza e cambiamento” Parma 4-5-6 Ottobre 2024).
Rischio di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione nella popolazione universitaria: uno studio osservazionale
ROSANNA SANSEVERINO
;SARA GUIDOTTI;CARLO PRUNETI
2024-01-01
Abstract
Introduzione: Più di tre milioni di persone soffrono di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) attualmente in Italia e decine di milioni di giovani e di adulti nel mondo si ammalano ogni anno. La pandemia ha determinato, oltretutto, un peggioramento, incrementando il numero di casi stimato di almeno il 30-35% e un abbassamento dell’età di esordio (fonte: Ministero della Salute). Il progetto di ricerca mira ad indagare, in primis, la prevalenza del rischio di DNA e, in secondo luogo, l'assetto psicofisiologico di soggetti a rischio per DNA. A tal proposito, la ricerca scientifica ha frequentemente riscontrato ipotensione, bradicardia (HR <60 battiti al minuto), bradipnea (<12 atti respiratori al minuto) e ipercapnia in soggetti con malnutrizione calorico-proteica, in particolare nei soggetti con Anoressia Nervosa (AN). Le manifestazioni internistiche del disturbo sarebbero da attribuirsi ad una maggiore quantità di CO2 nel sangue poichè il dimagrimento provocato dalla malnutrizione intaccherebbe i muscoli, compresi quelli diaframmatici, favorendo un assottigliamento alveolare ed un allargamento degli spazi aerei (Nitsch et al., 2023). Sulla base della letteratura esistente ci si aspetta di confermare una minore attività autonomica, in termini di conduttanza cutanea (Galvanic Skin Resistance, GSR), frequenza cardiaca (Heart Rate, HR) e frequenza respiratoria (Respiratory rate, RR) nei soggetti a rischio per DNA. Metodi: Sono stati raccolti i dati di oltre 200 studenti dell’Università di Parma, nel periodo compreso tra il 1/12/2023 ed il 30/09/2024. Tutti i soggetti hanno completato il questionario standardizzato Eating Disorder Inventory (EDI-3), in modo da suddividere il campione tra soggetti a rischio e soggetti non a rischio per DNA. La registrazione di parametri psicofisiologici è stata effettuata all’interno di un Profilo Psicofisiologico da Stress. Risultati: Si prevede che, in linea con i dati epidemiologici italiani, circa il 5% della popolazione sia a rischio o soffra di DNA; si ipotizza, inoltre, di riscontrare percentuali più elevate tra gli studenti di Scienze della Nutrizione Umana e di Scienze Motorie, in quanto potrebbero essere maggiormente sensibili al tema del cibo e dell’immagine corporea. Tra le persone considerate a rischio per DNA, si prevede di rilevare una minore reattività autonomica. Discussione: La valutazione psicofisiologica potrebbe essere un metodo rapido ma accurato per identificare quelle condizioni già caratterizzate da alterazione autonomica, anche se non ancora accompagnate da gravi sintomi psicopatologici. Conclusione: Condurre programmi di screening consente di intercettare precocemente i soggetti a rischio di sviluppare condizioni psicopatologiche gravi, favorendo l’implementazione di interventi precoci utili ad abbassare il rischio di slatentizzazione e cronicizzazione della malattia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


