Il problema dell’alcolismo tra le classi subalterne italiane comincia ad attirare l’attenzione soprattutto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, anche in ragione del rapido aumento del consumo di alcoolici. È soprattutto il movimento socialista ad intraprendere una propria azione di propaganda volta a mostrare alle classi lavoratrici il pericolo dell’abuso di sostanze alcoliche, di cui si descrivono i terribili effetti anche sui bambini. Già prima della Grande guerra si intensificano su questo argomento le pubblicazioni di ambito scientifico-divulgativo, quando, prima alcuni medici, poi pedagogisti e autorità scolastiche, vengono coinvolti in un’opera di denuncia della piaga dell’alcolismo infantile che colpisce in maniera sorprendentemente diffusa una percentuale molto alta della popolazione delle scuole elementari, con pesanti riflessi sia sulla salute degli alunni che sulla frequenza scolastica. Tuttavia, la legge contro l’alcoolismo approvata nel 1913 non prende seri provvedimenti al riguardo e la situazione dopo il primo conflitto mondiale appare in alcuni casi aggravata dalle difficili condizioni sociali ed alimentari del momento. Nonostante questo, né i governi del primo dopoguerra né il fascismo appena salito al potere sapranno adoperarsi con coerenza ed efficacia per contrastare il fenomeno dell’alcoolismo infantile.
Il vino e lo scolaro: l’alcoolismo infantile dall’Italia liberale al fascismo / Solieri, Fabrizio. - In: STORIA E PROBLEMI CONTEMPORANEI. - ISSN 1826-7203. - 97(2025), pp. 73-88. [10.63277/spc.vi97.4356]
Il vino e lo scolaro: l’alcoolismo infantile dall’Italia liberale al fascismo
Solieri, Fabrizio
2025-01-01
Abstract
Il problema dell’alcolismo tra le classi subalterne italiane comincia ad attirare l’attenzione soprattutto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, anche in ragione del rapido aumento del consumo di alcoolici. È soprattutto il movimento socialista ad intraprendere una propria azione di propaganda volta a mostrare alle classi lavoratrici il pericolo dell’abuso di sostanze alcoliche, di cui si descrivono i terribili effetti anche sui bambini. Già prima della Grande guerra si intensificano su questo argomento le pubblicazioni di ambito scientifico-divulgativo, quando, prima alcuni medici, poi pedagogisti e autorità scolastiche, vengono coinvolti in un’opera di denuncia della piaga dell’alcolismo infantile che colpisce in maniera sorprendentemente diffusa una percentuale molto alta della popolazione delle scuole elementari, con pesanti riflessi sia sulla salute degli alunni che sulla frequenza scolastica. Tuttavia, la legge contro l’alcoolismo approvata nel 1913 non prende seri provvedimenti al riguardo e la situazione dopo il primo conflitto mondiale appare in alcuni casi aggravata dalle difficili condizioni sociali ed alimentari del momento. Nonostante questo, né i governi del primo dopoguerra né il fascismo appena salito al potere sapranno adoperarsi con coerenza ed efficacia per contrastare il fenomeno dell’alcoolismo infantile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


