Nel 1405, con la dedizione di Verona al dominio di Venezia, la città scaligera viene coinvolta in quel processo di costruzione dello stato di Terraferma che sarà sempre in bilico tra le forze accentratrici della capitale e le spinte centrifughe dei territori dominati. Dal punto di vista fiscale, il dominio marciano si esprime attraverso la frequente compilazione di estimi comunali per la ripartizione degli oneri fiscali tra le famiglie che componevano la comunità. equeQuesta documentazione offre non solo un importante contributo allo studio delle dinamiche economiche di una delle città più popolose ed economicamente vivaci di antico regime, ma contribuisce anche alla misurazione della mobilità economica e sociale. Recenti studi sulla relazione tra ineguaglianza economica e mobilità sociale hanno dimostrato che un contributo significativo alla comprensione del grado di mobilità sociale in relazione alla distribuzione della ricchezza viene della misurazione della mobilità occupazionale, intesa, in primo luogo, come la proporzione di figli adulti che abbiano mantenuto la stessa occupazione dei genitori. Le fonti disponibili per la città di Verona, in particolare gli estimi comunali tra XV e XVIII secolo, riportano l’occupazione di gran parte dei fuochi registrati e permettono una classificazione delle professioni che si avvale degli strumenti utilizzati nelle ricerche internazionali sulla mobilità sociale. Ancor prima che fornire risultati sull’andamento della mobilità occupazionale nel lungo periodo, questo paper intende confrontare la classificazione fornita dall’Historical International Standard Classification of Occupations (HISCO) con i dati raccolti dai registri fiscali della città di Verona al fine di elaborare una codificazione che possa adattarsi al contesto italiano. Inoltre, sfruttando la metodologia sperimentata nel corso del progetto SMITE, obbiettivo del paper è approfondire l’analisi comparativa con altri modelli di classificazione (es. HISCLASS) ed elaborare una tavola della mobilità sociale che tenga conto della distinzione tra mobilità ascendente e discendente. Infine, una riflessione di carattere metodologico sarà sviluppata sull’uso dei dati raccolti dal progetto SMITE per studiare la struttura occupazionale delle società preindustriali, mettendola in relazione con il tasso della variazione della mobilità sociale.

La mobilità occupazionale a Verona tra tardo Medioevo ed Età Moderna: fonti e questioni metodologiche / Crivelli, Benedetta Maria. - STAMPA. - (2025), pp. 49-75. [10.36253/979-12-215-0667-9]

La mobilità occupazionale a Verona tra tardo Medioevo ed Età Moderna: fonti e questioni metodologiche

Crivelli, Benedetta Maria
2025-01-01

Abstract

Nel 1405, con la dedizione di Verona al dominio di Venezia, la città scaligera viene coinvolta in quel processo di costruzione dello stato di Terraferma che sarà sempre in bilico tra le forze accentratrici della capitale e le spinte centrifughe dei territori dominati. Dal punto di vista fiscale, il dominio marciano si esprime attraverso la frequente compilazione di estimi comunali per la ripartizione degli oneri fiscali tra le famiglie che componevano la comunità. equeQuesta documentazione offre non solo un importante contributo allo studio delle dinamiche economiche di una delle città più popolose ed economicamente vivaci di antico regime, ma contribuisce anche alla misurazione della mobilità economica e sociale. Recenti studi sulla relazione tra ineguaglianza economica e mobilità sociale hanno dimostrato che un contributo significativo alla comprensione del grado di mobilità sociale in relazione alla distribuzione della ricchezza viene della misurazione della mobilità occupazionale, intesa, in primo luogo, come la proporzione di figli adulti che abbiano mantenuto la stessa occupazione dei genitori. Le fonti disponibili per la città di Verona, in particolare gli estimi comunali tra XV e XVIII secolo, riportano l’occupazione di gran parte dei fuochi registrati e permettono una classificazione delle professioni che si avvale degli strumenti utilizzati nelle ricerche internazionali sulla mobilità sociale. Ancor prima che fornire risultati sull’andamento della mobilità occupazionale nel lungo periodo, questo paper intende confrontare la classificazione fornita dall’Historical International Standard Classification of Occupations (HISCO) con i dati raccolti dai registri fiscali della città di Verona al fine di elaborare una codificazione che possa adattarsi al contesto italiano. Inoltre, sfruttando la metodologia sperimentata nel corso del progetto SMITE, obbiettivo del paper è approfondire l’analisi comparativa con altri modelli di classificazione (es. HISCLASS) ed elaborare una tavola della mobilità sociale che tenga conto della distinzione tra mobilità ascendente e discendente. Infine, una riflessione di carattere metodologico sarà sviluppata sull’uso dei dati raccolti dal progetto SMITE per studiare la struttura occupazionale delle società preindustriali, mettendola in relazione con il tasso della variazione della mobilità sociale.
2025
La mobilità occupazionale a Verona tra tardo Medioevo ed Età Moderna: fonti e questioni metodologiche / Crivelli, Benedetta Maria. - STAMPA. - (2025), pp. 49-75. [10.36253/979-12-215-0667-9]
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