With this paper, I intend to reflect on the inner workings of diplomacy, networks of relationships and the flow of information in the early modern age, in the light of recent historiographical trends that have led to a complete reconsideration of diplomatic history. Object of analysis is the politics of the Grand Duchy of Tuscany in its relations with the Spanish monarchy, as part of broader relationships between european states during the end of the sixteenth century and the beginning of the seventeenth century. First I analyze the ways in which to interpret forms of domination of the Spanish monarchy on Italian potentates, both internal and external to it: from the networks of relationships to direct rule, from the offer of offices in the ranks of the monarchy to the opening of the large 'market 'of marriages with members of high aristocracy. Secondly are considered the ways in which the Grand Duke Ferdinand I de Medici (1587-1609) put in place political objectives and strategies, by reflecting on his instruments and limits. Three are the aspects on which the essay particularly focuses: the construction of a dense constellation of Medici agents at the Spanish court (not only ambassadors, but also agents, trusted men, informers and spies); the identification of channels through which to approach the high dignitaries in Spain (from artistic gifts to corruption); finally, the need to diversify as much as possible circuits of relationship, so as to obtain information from sources and channels alternative to the dominant ones. These different aspects are examined through case studies that highlight the centrality of these practices in the political strategy of a medium state as the Grand Duchy of Tuscany.

Con questo saggio, intendo riflettere sulla pratica diplomatica, le reti di relazione e i flussi informativi nella prima età moderna, alla luce delle recenti ricerche storiche che hanno condotto a una completa riconsiderazione della storia diplomatica. Oggetto di analisi è la politica del granducato di Toscana nei suoi rapporti con la monarchia spagnola, nell’ambito dei più ampi equilibri interstatali fra la fine del ‘500 e nei primissimi anni del ‘600. In primo luogo vengono analizzati i modi in cui rileggere le forme dei rapporti fra i potentati italiani interni ed esterni alla monarchia spagnola, dalle reti di relazioni al dominio diretto, dall’offerta di uffici nei ranghi della monarchia all’apertura dell’ampio ‘mercato’ matrimoniale. In secondo luogo sono presi in esame i modi in cui il granduca mise in atto obbiettivi politici e strategie, riflettendo sugli strumenti e i limiti di cui disponeva. Tre sono gli aspetti su cui il saggio in particolar modo si sofferma: la costruzione di una densa costellazione di agenti medicei alla corte spagnola (non solo ambasciatori ma anche inviati, agenti, uomini di fiducia, informatori e spie); l’individuazione di canali attraverso i quali avvicinare gli alti dignitari alla Corte spagnola (dai doni artistici alla corruzione, dalla tessitura di rapporti di amicizia all’erogazione di denari per acquistare informazioni e notizie); infine la necessità di diversificare il più possibile i circuiti di relazione, per procurarsi notizie da fonti e canali alternativi a quelli dominanti. I diversi aspetti vengono presi in esame attraverso lo studio di casi concreti che mettono in evidenza la centralità di queste pratiche per la strategia politica di uno stato medio come il Granducato di Toscana.

Risorse e limiti della diplomazia di Ferdinando I de’ Medici alla corte di Spagna / Volpini, Paola. - In: DIMENSIONI E PROBLEMI DELLA RICERCA STORICA. - ISSN 1125-517X. - 1/2014:(2014), pp. 51-72.

Risorse e limiti della diplomazia di Ferdinando I de’ Medici alla corte di Spagna

VOLPINI, PAOLA
2014-01-01

Abstract

Con questo saggio, intendo riflettere sulla pratica diplomatica, le reti di relazione e i flussi informativi nella prima età moderna, alla luce delle recenti ricerche storiche che hanno condotto a una completa riconsiderazione della storia diplomatica. Oggetto di analisi è la politica del granducato di Toscana nei suoi rapporti con la monarchia spagnola, nell’ambito dei più ampi equilibri interstatali fra la fine del ‘500 e nei primissimi anni del ‘600. In primo luogo vengono analizzati i modi in cui rileggere le forme dei rapporti fra i potentati italiani interni ed esterni alla monarchia spagnola, dalle reti di relazioni al dominio diretto, dall’offerta di uffici nei ranghi della monarchia all’apertura dell’ampio ‘mercato’ matrimoniale. In secondo luogo sono presi in esame i modi in cui il granduca mise in atto obbiettivi politici e strategie, riflettendo sugli strumenti e i limiti di cui disponeva. Tre sono gli aspetti su cui il saggio in particolar modo si sofferma: la costruzione di una densa costellazione di agenti medicei alla corte spagnola (non solo ambasciatori ma anche inviati, agenti, uomini di fiducia, informatori e spie); l’individuazione di canali attraverso i quali avvicinare gli alti dignitari alla Corte spagnola (dai doni artistici alla corruzione, dalla tessitura di rapporti di amicizia all’erogazione di denari per acquistare informazioni e notizie); infine la necessità di diversificare il più possibile i circuiti di relazione, per procurarsi notizie da fonti e canali alternativi a quelli dominanti. I diversi aspetti vengono presi in esame attraverso lo studio di casi concreti che mettono in evidenza la centralità di queste pratiche per la strategia politica di uno stato medio come il Granducato di Toscana.
With this paper, I intend to reflect on the inner workings of diplomacy, networks of relationships and the flow of information in the early modern age, in the light of recent historiographical trends that have led to a complete reconsideration of diplomatic history. Object of analysis is the politics of the Grand Duchy of Tuscany in its relations with the Spanish monarchy, as part of broader relationships between european states during the end of the sixteenth century and the beginning of the seventeenth century. First I analyze the ways in which to interpret forms of domination of the Spanish monarchy on Italian potentates, both internal and external to it: from the networks of relationships to direct rule, from the offer of offices in the ranks of the monarchy to the opening of the large 'market 'of marriages with members of high aristocracy. Secondly are considered the ways in which the Grand Duke Ferdinand I de Medici (1587-1609) put in place political objectives and strategies, by reflecting on his instruments and limits. Three are the aspects on which the essay particularly focuses: the construction of a dense constellation of Medici agents at the Spanish court (not only ambassadors, but also agents, trusted men, informers and spies); the identification of channels through which to approach the high dignitaries in Spain (from artistic gifts to corruption); finally, the need to diversify as much as possible circuits of relationship, so as to obtain information from sources and channels alternative to the dominant ones. These different aspects are examined through case studies that highlight the centrality of these practices in the political strategy of a medium state as the Grand Duchy of Tuscany.
Risorse e limiti della diplomazia di Ferdinando I de’ Medici alla corte di Spagna / Volpini, Paola. - In: DIMENSIONI E PROBLEMI DELLA RICERCA STORICA. - ISSN 1125-517X. - 1/2014:(2014), pp. 51-72.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11381/2932768
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