I disordini temporomandibolari rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie algico-disfunzionali dell’articolazione temporomandibolare, dei muscoli masticatori e/o delle strutture ad essa associate, ad eziologia multifattoriale. Ne sono affetti prevalentemente soggetti di sesso femminile (in rapporto femmine: maschio di circa 3:1) e di età compresa tra i 20 e i 40 anni e rappresentano la più comune causa di dolore non dentale nella regione oro facciale. In alcuni pazienti è possibile inoltre riscontrare segni di patologia associati a stati emotivi alterati, che ne condizionano la qualità della vita sotto l’aspetto sociale, economico e lavorativo. I disordini temporomandibolari possono essere causa di cefalee croniche o di dolori facciali. Altri importanti fattori di rischio delle cefalee sono attribuiti all’ansia e allo stress: diversi studi hanno dimostrato che individui con cefalee frequenti sono più ansiosi di quelli che non ne soffrono e che alti livelli di ansia possono aumentare l’intensità del dolore e anche la frequenza degli episodi. I pazienti con cefalea di tipo tensivo possono mostrare aumentata sensibilità alla palpazione dei muscoli pericranici, e tale sensibilità è associata positivamente sia con l’intensità che con la frequenza della cefalea. Studi dimostrano come il bruxismo diurno caratterizzato da serramento dentario induce cefalea nel 68% dei pazienti con cefalea di tipo tensivo e nel 16% dei pazienti sani. E’ inoltre emerso che determinate situazioni lavorative, come quella dei turnisti o di personale che passa molto tempo davanti a un personal computer, svolgano un ruolo primario nell’insorgenza della cefalea. L’igienista dentale, oggi giorno, ricopre nell’ambito della pratica clinica, un ruolo molto importante non solo come educatore alla salute orale ma anche come intermediario tra le diverse discipline odontostomatologiche, sia nella prevenzione che nell’intercettamento di patologie e disturbi associati all’apparato stomatognatico. Di qui il ruolo che sempre riveste nel counseling del paziente con disordini temporomandibolari nell’ambito di un approccio cognitivo comportamentale. Scopo del lavoro Questo studio si prefigge lo scopo di individuare come alcuni fattori di rischio occupazionali influenzino l’insorgenza della cefalea in un gruppo di pazienti con disordini dell’articolazione temporomandibolare.

Rapporti tra fattori di rischio occupazionali e insorgenza di cefalea in un gruppo di pazienticon disordini temporomandibolari / Borgese, S; Cuminetti, D; Pucci, E; Segu', M; Collesano, V. - In: DOCTOR. OS. - ISSN 1120-7140. - 21:1 Suppl 1(2010), pp. 42-44.

Rapporti tra fattori di rischio occupazionali e insorgenza di cefalea in un gruppo di pazienticon disordini temporomandibolari

SEGU' M;
2010

Abstract

I disordini temporomandibolari rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie algico-disfunzionali dell’articolazione temporomandibolare, dei muscoli masticatori e/o delle strutture ad essa associate, ad eziologia multifattoriale. Ne sono affetti prevalentemente soggetti di sesso femminile (in rapporto femmine: maschio di circa 3:1) e di età compresa tra i 20 e i 40 anni e rappresentano la più comune causa di dolore non dentale nella regione oro facciale. In alcuni pazienti è possibile inoltre riscontrare segni di patologia associati a stati emotivi alterati, che ne condizionano la qualità della vita sotto l’aspetto sociale, economico e lavorativo. I disordini temporomandibolari possono essere causa di cefalee croniche o di dolori facciali. Altri importanti fattori di rischio delle cefalee sono attribuiti all’ansia e allo stress: diversi studi hanno dimostrato che individui con cefalee frequenti sono più ansiosi di quelli che non ne soffrono e che alti livelli di ansia possono aumentare l’intensità del dolore e anche la frequenza degli episodi. I pazienti con cefalea di tipo tensivo possono mostrare aumentata sensibilità alla palpazione dei muscoli pericranici, e tale sensibilità è associata positivamente sia con l’intensità che con la frequenza della cefalea. Studi dimostrano come il bruxismo diurno caratterizzato da serramento dentario induce cefalea nel 68% dei pazienti con cefalea di tipo tensivo e nel 16% dei pazienti sani. E’ inoltre emerso che determinate situazioni lavorative, come quella dei turnisti o di personale che passa molto tempo davanti a un personal computer, svolgano un ruolo primario nell’insorgenza della cefalea. L’igienista dentale, oggi giorno, ricopre nell’ambito della pratica clinica, un ruolo molto importante non solo come educatore alla salute orale ma anche come intermediario tra le diverse discipline odontostomatologiche, sia nella prevenzione che nell’intercettamento di patologie e disturbi associati all’apparato stomatognatico. Di qui il ruolo che sempre riveste nel counseling del paziente con disordini temporomandibolari nell’ambito di un approccio cognitivo comportamentale. Scopo del lavoro Questo studio si prefigge lo scopo di individuare come alcuni fattori di rischio occupazionali influenzino l’insorgenza della cefalea in un gruppo di pazienti con disordini dell’articolazione temporomandibolare.
Rapporti tra fattori di rischio occupazionali e insorgenza di cefalea in un gruppo di pazienticon disordini temporomandibolari / Borgese, S; Cuminetti, D; Pucci, E; Segu', M; Collesano, V. - In: DOCTOR. OS. - ISSN 1120-7140. - 21:1 Suppl 1(2010), pp. 42-44.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11381/2910862
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