Utilizzando una prospettiva di indagine multidimensionale, questa ricerca ha esplorato le strategie di acculturazione sviluppate da un campione di italiani emigrati in Baviera, con particolare attenzione alle variabili che influenzano tali strategie. Si è voluto verificare se la specifica strategia di acculturazione adottata possa incidere sulle valutazioni espresse nei confronti sia del proprio gruppo di appartenenza sia dell’outgroup, nonché sulla valutazione emotiva del nuovo contesto di accoglienza rispetto al proprio paese di provenienza.Il campione di ricerca ha coinvolto un gruppo di 102 immigrati italiani, di età compresa fra i 21 e i 58 anni residenti mediamente da 12 anni in Germania a Monaco di Baviera e Stoccarda. L’82% dei soggetti pensa di rimanere in Germania a tempo indeterminato. È stato utilizzato un questionario costruito appositamente per questa ricerca sulla base della scala utilizzata da Kim, Laroche e Tomiuk (2001) per indagare le strategie di acculturazione e identificazione etnica di un campione di immigrati italiani in Canada. La versione adattata per la nostra ricerca è risultata composta da 31 item misurati su scale Likert a sette punti riconducibili a cinque dimensioni: l'uso della lingua del paese ospitante, l'esposizione ai mass media locali, l'interazione sociale con membri che appartengono al gruppo maggioritario autoctono, l'identificazione e l'adattamento alla cultura dominante, l'identificazione con il proprio gruppo etnico-culturale di appartenenza. Sono state inoltre rilevate le emozioni provate sia nei confronti della Germania sia dell'Italia, nonché, attraverso un differenziale semantico, quali fossero gli aggettivi che meglio descrivevano i tedeschi e gli italiani. In accordo con i modelli multidimensionali di acculturazione (cfr. fra gli altri Berry, 2005; Giovannini e Pintus, 2005; Mancini, 2001) si voleva verificare: 1) se le strategie di identificazione e adattamento al nuovo contesto socio-culturale (tedesco) e l'identificazione con il proprio gruppo etnico-culturale di appartenenza (italiano) fossero due dimensioni indipendenti tra loro; 2) quali fossero gli elementi più importanti per l'adattamento al nuovo contesto di accoglienza; 3) se a differenti strategie acculturative adottate corrispondessero (A) differenze qualitative nella propria esperienza emotiva nei confronti del paese ospitante vs quello di origine e (B) una diversa valutazione dei tedeschi e degli italiani. L'analisi dei dati ha confermato come l'identificazione con il nuovo contesto e con il proprio gruppo di appartenenza siano indipendenti tra loro. L'analisi della regressione multipla ha confermato come solo l'interazione con i membri del gruppo autoctono predica in modo significativo l'identificazione al nuovo contesto, rispetto all'uso dei media e della lingua tedeschi. I soggetti sono stati suddivisi in 4 gruppi corrispondenti alle strategie acculturative adottate: 1) integrazione/biculturalismo (alta identificazione ad entrambi i contesti socio-culturali), 29,4%; 2) assimilazione (alta identificazione al nuovo contesto-bassa identificazione al vecchio), 26,5%; 3) separazione (alta identificazione al contesto di origine-bassa identificazione al nuovo contesto), 27,5%; 4) marginalità (bassa identificazione ad entrambi), 16,7%. Quando pensano alla Germania i soggetti provano maggiore fiducia e sicurezza (quest'ultima soprattutto tra gli assimilati e meno tra i separatisti), ma anche maggiore indifferenza e solitudine (quest'ultima soprattutto tra i separatisti), quando pensano all'Italia maggiore rabbia (soprattutto i marginali) e incertezza (soprattutto i separatisti), ma anche maggiore orgoglio (soprattutto i separatisti e gli integrati e meno i marginali e gli assimilati). Sono confermati gli stereotipi che vedono gli italiani più aperti e amichevoli e i tedeschi più razionali e concreti, tendenza questa che si accentua soprattutto nel caso dei separatisti e si attenua nel caso degli assimilati.Riferimenti bilbiograficiBerry, J.W. (2005). Acculturation: living successfully in two cultures. International Journal Intercultural Relations, 29, 697-712.Giovannini, D. e Pintus, A. (2005). Acculturazione, contatto interetnico e relazioni intergruppi, in G. Sarchielli e B. Zani (a cura di), Persone, gruppi e comunità. Scritti in onore di Augusto Palmonari, Bologna, Il Mulino.Kim, C., Laroche, M. e Tomiuk, M.A. (2001). A misure of acculturation for Italian Canadians: scale development and construct validation. International Journal Intercultural Relations, 25, 607-637.Mancini, T. (2001). Sé e identità. Modelli, metodi e problemi in psicologia sociale, Roma, Carocci.

Gli italiani emigrati in Baviera: strategie di acculturazione tra esperienze ed emozioni / Giovannini, Dino; Pintus, Andrea; S., Viola. - STAMPA. - 1(2006), pp. 153-154. ((Intervento presentato al convegno VII congresso nazionale dell'Associazione Italiana di Psicologia - Sezione di Psicologia Sociale tenutosi a Genova nel 18-20 settembre.

Gli italiani emigrati in Baviera: strategie di acculturazione tra esperienze ed emozioni

PINTUS, Andrea;
2006

Abstract

Utilizzando una prospettiva di indagine multidimensionale, questa ricerca ha esplorato le strategie di acculturazione sviluppate da un campione di italiani emigrati in Baviera, con particolare attenzione alle variabili che influenzano tali strategie. Si è voluto verificare se la specifica strategia di acculturazione adottata possa incidere sulle valutazioni espresse nei confronti sia del proprio gruppo di appartenenza sia dell’outgroup, nonché sulla valutazione emotiva del nuovo contesto di accoglienza rispetto al proprio paese di provenienza.Il campione di ricerca ha coinvolto un gruppo di 102 immigrati italiani, di età compresa fra i 21 e i 58 anni residenti mediamente da 12 anni in Germania a Monaco di Baviera e Stoccarda. L’82% dei soggetti pensa di rimanere in Germania a tempo indeterminato. È stato utilizzato un questionario costruito appositamente per questa ricerca sulla base della scala utilizzata da Kim, Laroche e Tomiuk (2001) per indagare le strategie di acculturazione e identificazione etnica di un campione di immigrati italiani in Canada. La versione adattata per la nostra ricerca è risultata composta da 31 item misurati su scale Likert a sette punti riconducibili a cinque dimensioni: l'uso della lingua del paese ospitante, l'esposizione ai mass media locali, l'interazione sociale con membri che appartengono al gruppo maggioritario autoctono, l'identificazione e l'adattamento alla cultura dominante, l'identificazione con il proprio gruppo etnico-culturale di appartenenza. Sono state inoltre rilevate le emozioni provate sia nei confronti della Germania sia dell'Italia, nonché, attraverso un differenziale semantico, quali fossero gli aggettivi che meglio descrivevano i tedeschi e gli italiani. In accordo con i modelli multidimensionali di acculturazione (cfr. fra gli altri Berry, 2005; Giovannini e Pintus, 2005; Mancini, 2001) si voleva verificare: 1) se le strategie di identificazione e adattamento al nuovo contesto socio-culturale (tedesco) e l'identificazione con il proprio gruppo etnico-culturale di appartenenza (italiano) fossero due dimensioni indipendenti tra loro; 2) quali fossero gli elementi più importanti per l'adattamento al nuovo contesto di accoglienza; 3) se a differenti strategie acculturative adottate corrispondessero (A) differenze qualitative nella propria esperienza emotiva nei confronti del paese ospitante vs quello di origine e (B) una diversa valutazione dei tedeschi e degli italiani. L'analisi dei dati ha confermato come l'identificazione con il nuovo contesto e con il proprio gruppo di appartenenza siano indipendenti tra loro. L'analisi della regressione multipla ha confermato come solo l'interazione con i membri del gruppo autoctono predica in modo significativo l'identificazione al nuovo contesto, rispetto all'uso dei media e della lingua tedeschi. I soggetti sono stati suddivisi in 4 gruppi corrispondenti alle strategie acculturative adottate: 1) integrazione/biculturalismo (alta identificazione ad entrambi i contesti socio-culturali), 29,4%; 2) assimilazione (alta identificazione al nuovo contesto-bassa identificazione al vecchio), 26,5%; 3) separazione (alta identificazione al contesto di origine-bassa identificazione al nuovo contesto), 27,5%; 4) marginalità (bassa identificazione ad entrambi), 16,7%. Quando pensano alla Germania i soggetti provano maggiore fiducia e sicurezza (quest'ultima soprattutto tra gli assimilati e meno tra i separatisti), ma anche maggiore indifferenza e solitudine (quest'ultima soprattutto tra i separatisti), quando pensano all'Italia maggiore rabbia (soprattutto i marginali) e incertezza (soprattutto i separatisti), ma anche maggiore orgoglio (soprattutto i separatisti e gli integrati e meno i marginali e gli assimilati). Sono confermati gli stereotipi che vedono gli italiani più aperti e amichevoli e i tedeschi più razionali e concreti, tendenza questa che si accentua soprattutto nel caso dei separatisti e si attenua nel caso degli assimilati.Riferimenti bilbiograficiBerry, J.W. (2005). Acculturation: living successfully in two cultures. International Journal Intercultural Relations, 29, 697-712.Giovannini, D. e Pintus, A. (2005). Acculturazione, contatto interetnico e relazioni intergruppi, in G. Sarchielli e B. Zani (a cura di), Persone, gruppi e comunità. Scritti in onore di Augusto Palmonari, Bologna, Il Mulino.Kim, C., Laroche, M. e Tomiuk, M.A. (2001). A misure of acculturation for Italian Canadians: scale development and construct validation. International Journal Intercultural Relations, 25, 607-637.Mancini, T. (2001). Sé e identità. Modelli, metodi e problemi in psicologia sociale, Roma, Carocci.
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