INTRODUZIONE Il miglioramento genetico di una razza cosmopolita, quale la Frisona, permette di sfruttare le risorse genetiche di Paesi diversi, al fine di acquisire i vantaggi della selezione e di evitare, nel contempo, una eccessiva consanguineità. Lo scopo della presente indagine è stato: 1) valutare l’origine dei tori e dei padri di toro attualmente presenti nel database della razza Frisona Italiana; 2) rappresentare le variazioni degli indici genetici produttivi legate all’origine dei tori, in relazione all’anno di nascita; 3) registrare le variazioni della consanguineità in relazione all’anno di nascita del toro. MATERIALE E METODI Sono stati utilizzati i dati relativi a 14605 tori di razza Frisona Italiana presenti nel database Winthor (aggiornamento a dicembre 2017; www.anafi.it). I dati sono stati elaborati con ANOVA, applicando un modello che vedeva come variabili dipendenti gli indici genetici per latte (kg), grasso e proteine (kg e %) e per il PFT, oltre alla consanguineità, e come fattori fissi la nazione del toro (CA: Canada, n. 817; DE: Germania, n. 921; FR: Francia, n. 355; IT: Italia, n. 8844; NL: Paesi Bassi, n. 891; US: Stati Uniti, n. 2336; Altri Paesi: Nuova Zelanda, Australia, Austria, Ungheria, Rep. Ceka, Lussemburgo, Finlandia, Irlanda, Belgio, Svezia, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Danimarca, n. 441), la nazione del padre del toro (CA: Canada, n. 2054; DE: Germania, n. 538; FR: Francia, n. 387; IT: Italia, n. 1389; NL: Paesi Bassi, n. 821; US: Stati Uniti, n. 9035; Altri Paesi: Nuova Zelanda, Australia, Ungheria, Lussemburgo, Finlandia, Svezia, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Danimarca, n. 381), la classe di anno di nascita del toro (1961-1970, 1971-1980, 1981-1990, 1991-2000, 2001-2010, 2011-2016) e le interazioni di primo livello. RISULTATI Tutti i fattori inseriti nel modello sono sempre risultati significativi (P<0.05) all’analisi della varianza. La quota di variabilità spiegata dal modello ha oscillato fra il 7,9% per l’indice GRASSO % ed il 79,9% per l’indice PFT. I tori di origine americana (US+CA) rappresentano il 75,9% dei padri di toro ed il 21,6% dei tori presenti nel database Winthor (Tabella n.1). Al contrario i tori di origine italiana rappresentano il 9,5% dei padri di toro ed il 60,6% dei tori presenti nel database Winthor. In generale solo il 26,6% dei tori (n.: 3888, valori sottolineati nella tabella n.1) hanno avuto la stessa origine del loro padre; la percentuale maggiore riguarda i tori US (n.: 1813, pari al 12,4% del totale). I tori italiani figli di tori italiani sono 1221, pari al 8,4% del totale. L’impiego in Italia di tori di provenienza estera, trascurabile fino al 1980 (4,3-4,5% dei tori presenti) ha iniziato a diventare via via sempre maggiore, arrivando, nella classe di età più recente, al 67,7% dei soggetti (Tabella n.2). I grafici mettono in luce che il divario negli indici genetici fra i tori di origine americana (US+CA) e quelli italiani si è ridotto nel tempo, in particolare per le produzioni di latte, grasso e proteine e per il PFT. Tuttavia, a causa dell’elevata variabilità dei dati, nessuna differenza fra gli stati di origine, entro la classe di età dei tori, è risultata significativa (P>0.05). Nonostante l’impiego sempre maggiore di tori esteri, la consanguineità è aumentata nel tempo, arrivando nei tori più giovani, in media, al 7,3%: i tori con origine CA, DE, IT e US hanno manifestato valori superiori alla media, anche in relazione alla maggiore profondità del pedigree, almeno per i tori nazionali.

EFFETTO DELL’ORIGINE DEL TORO SULLA DINAMICA DEGLI INDICI DI MERITO GENETICO PER IL LATTE E DELLA CONSANGUINEITÀ NELLA RAZZA FRISONA ITALIANA / Sabbioni, A.; Beretti, V.; Superchi, P.; Castellana, A.; Ablondi, M.. - STAMPA. - (2018). ((Intervento presentato al convegno VI Congresso Lattiero-Caseario tenutosi a Trento nel 20/9/2018.

EFFETTO DELL’ORIGINE DEL TORO SULLA DINAMICA DEGLI INDICI DI MERITO GENETICO PER IL LATTE E DELLA CONSANGUINEITÀ NELLA RAZZA FRISONA ITALIANA

Sabbioni A.
;
Beretti V.;Superchi P.;Ablondi M.
2018

Abstract

INTRODUZIONE Il miglioramento genetico di una razza cosmopolita, quale la Frisona, permette di sfruttare le risorse genetiche di Paesi diversi, al fine di acquisire i vantaggi della selezione e di evitare, nel contempo, una eccessiva consanguineità. Lo scopo della presente indagine è stato: 1) valutare l’origine dei tori e dei padri di toro attualmente presenti nel database della razza Frisona Italiana; 2) rappresentare le variazioni degli indici genetici produttivi legate all’origine dei tori, in relazione all’anno di nascita; 3) registrare le variazioni della consanguineità in relazione all’anno di nascita del toro. MATERIALE E METODI Sono stati utilizzati i dati relativi a 14605 tori di razza Frisona Italiana presenti nel database Winthor (aggiornamento a dicembre 2017; www.anafi.it). I dati sono stati elaborati con ANOVA, applicando un modello che vedeva come variabili dipendenti gli indici genetici per latte (kg), grasso e proteine (kg e %) e per il PFT, oltre alla consanguineità, e come fattori fissi la nazione del toro (CA: Canada, n. 817; DE: Germania, n. 921; FR: Francia, n. 355; IT: Italia, n. 8844; NL: Paesi Bassi, n. 891; US: Stati Uniti, n. 2336; Altri Paesi: Nuova Zelanda, Australia, Austria, Ungheria, Rep. Ceka, Lussemburgo, Finlandia, Irlanda, Belgio, Svezia, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Danimarca, n. 441), la nazione del padre del toro (CA: Canada, n. 2054; DE: Germania, n. 538; FR: Francia, n. 387; IT: Italia, n. 1389; NL: Paesi Bassi, n. 821; US: Stati Uniti, n. 9035; Altri Paesi: Nuova Zelanda, Australia, Ungheria, Lussemburgo, Finlandia, Svezia, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Danimarca, n. 381), la classe di anno di nascita del toro (1961-1970, 1971-1980, 1981-1990, 1991-2000, 2001-2010, 2011-2016) e le interazioni di primo livello. RISULTATI Tutti i fattori inseriti nel modello sono sempre risultati significativi (P<0.05) all’analisi della varianza. La quota di variabilità spiegata dal modello ha oscillato fra il 7,9% per l’indice GRASSO % ed il 79,9% per l’indice PFT. I tori di origine americana (US+CA) rappresentano il 75,9% dei padri di toro ed il 21,6% dei tori presenti nel database Winthor (Tabella n.1). Al contrario i tori di origine italiana rappresentano il 9,5% dei padri di toro ed il 60,6% dei tori presenti nel database Winthor. In generale solo il 26,6% dei tori (n.: 3888, valori sottolineati nella tabella n.1) hanno avuto la stessa origine del loro padre; la percentuale maggiore riguarda i tori US (n.: 1813, pari al 12,4% del totale). I tori italiani figli di tori italiani sono 1221, pari al 8,4% del totale. L’impiego in Italia di tori di provenienza estera, trascurabile fino al 1980 (4,3-4,5% dei tori presenti) ha iniziato a diventare via via sempre maggiore, arrivando, nella classe di età più recente, al 67,7% dei soggetti (Tabella n.2). I grafici mettono in luce che il divario negli indici genetici fra i tori di origine americana (US+CA) e quelli italiani si è ridotto nel tempo, in particolare per le produzioni di latte, grasso e proteine e per il PFT. Tuttavia, a causa dell’elevata variabilità dei dati, nessuna differenza fra gli stati di origine, entro la classe di età dei tori, è risultata significativa (P>0.05). Nonostante l’impiego sempre maggiore di tori esteri, la consanguineità è aumentata nel tempo, arrivando nei tori più giovani, in media, al 7,3%: i tori con origine CA, DE, IT e US hanno manifestato valori superiori alla media, anche in relazione alla maggiore profondità del pedigree, almeno per i tori nazionali.
EFFETTO DELL’ORIGINE DEL TORO SULLA DINAMICA DEGLI INDICI DI MERITO GENETICO PER IL LATTE E DELLA CONSANGUINEITÀ NELLA RAZZA FRISONA ITALIANA / Sabbioni, A.; Beretti, V.; Superchi, P.; Castellana, A.; Ablondi, M.. - STAMPA. - (2018). ((Intervento presentato al convegno VI Congresso Lattiero-Caseario tenutosi a Trento nel 20/9/2018.
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