Edouard Glissant ha pubblicato l'insieme della sua opera praticando tutti i generi letterari: poesia, romanzi, saggi. Il suo pensiero teorico, molto ricco e rigoroso, ha alimentato i racconti affascinanti che egli ha proposto nei numerosi romanzi che si sono susseguiti da La Lézarde (1958) che vinse, l'anno della sua pubblicazione, il prestigioso Prix Renaudot. In particolare, il concetto di Relazione, presente sin dai primi saggi teorici ma che si affermò con Poétique de la Relation (1990) come il pilastro del pensiero glissantiano agisce come un vero e proprio filo rosso che percorre tutti i suoi testi. Cercheremo di mostrare qui come i dialoghi che lo scrittore martinicano mette in scena, in particolare in La lézarde e Le quatrème siècle (1964), non hanno tanto lo scopo di trascrivere la pratica dell'orale nello scritto, ma di mettere in scena lo scambio verbale fra personaggi che si trovano agli antipodi gli uni dagli altri. Il dialogo glissantiano diventa così un esercizio stilistico di messa in pratica della Relazione.

Dialogue et Relation dans l'oeuvre romanesque d'Edouard Glissant / Pessini, Elena. - In: LA TORRE DI BABELE. - ISSN 1724-3114. - 12-2016(2016), pp. 17-33.

Dialogue et Relation dans l'oeuvre romanesque d'Edouard Glissant

PESSINI, Elena
2016

Abstract

Edouard Glissant ha pubblicato l'insieme della sua opera praticando tutti i generi letterari: poesia, romanzi, saggi. Il suo pensiero teorico, molto ricco e rigoroso, ha alimentato i racconti affascinanti che egli ha proposto nei numerosi romanzi che si sono susseguiti da La Lézarde (1958) che vinse, l'anno della sua pubblicazione, il prestigioso Prix Renaudot. In particolare, il concetto di Relazione, presente sin dai primi saggi teorici ma che si affermò con Poétique de la Relation (1990) come il pilastro del pensiero glissantiano agisce come un vero e proprio filo rosso che percorre tutti i suoi testi. Cercheremo di mostrare qui come i dialoghi che lo scrittore martinicano mette in scena, in particolare in La lézarde e Le quatrème siècle (1964), non hanno tanto lo scopo di trascrivere la pratica dell'orale nello scritto, ma di mettere in scena lo scambio verbale fra personaggi che si trovano agli antipodi gli uni dagli altri. Il dialogo glissantiano diventa così un esercizio stilistico di messa in pratica della Relazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11381/2825756
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