L'articolo esamina le caratteristiche principali di Omeka, un CMS (Content Management System) gratuito e open source sviluppato presso il Roy Rosenzweig Center for History and New Media della George Mason University e pensato per gestire collezioni di documenti digitali rendendole accessibili tramite Web. Notevoli sono le peculiarità che contraddistinguono questo software: in primo luogo una notevole facilità d'uso che, tuttavia, non pregiudica le sue molteplici funzionalità; in secondo luogo la possibilità di creare mostre virtuali che possano quindi rappresentare per archivi, biblioteche e musei una soluzione innovativa allo scopo di rendere fruibile in modo più coinvolgente il proprio patrimonio in rete; in terzo luogo la sua estrema adattabilità in relazione al numero di documenti presenti nelle collezioni: Omeka infatti è adottato tanto da grandi e celebrate istituzioni come la New York Public Library o Europeana, quanto da una miriade di piccole realtà fra le quali MoRE (A Museum of REfused and unrealised art projects). In specifico, nella seconda parte dell'articolo si descrivono in breve gli obiettivi e le particolarità di questo museo virtuale dedicato alle opere d'arte contemporanea non realizzate; si tratta di un progetto sperimentale, tutt'ora in corso di sviluppo, nato all'interno di un gruppo di lavoro dell'Università di Parma, che ha trovato in Omeka la soluzione informatica più idonea per raccogliere ed esporre questi singolari materiali museali.

Gestire piccole collezioni digitali con Omeka: l’esperienza di MoRE (A Museum of REfused and unrealised art projects) / Alberto Salarelli. - In: BIBLIOTHECAE.IT. - ISSN 2283-9364. - 5:2(2016), pp. 177-200. [10.6092/issn.2283-9364/6393]

Gestire piccole collezioni digitali con Omeka: l’esperienza di MoRE (A Museum of REfused and unrealised art projects)

SALARELLI, Alberto
2016

Abstract

L'articolo esamina le caratteristiche principali di Omeka, un CMS (Content Management System) gratuito e open source sviluppato presso il Roy Rosenzweig Center for History and New Media della George Mason University e pensato per gestire collezioni di documenti digitali rendendole accessibili tramite Web. Notevoli sono le peculiarità che contraddistinguono questo software: in primo luogo una notevole facilità d'uso che, tuttavia, non pregiudica le sue molteplici funzionalità; in secondo luogo la possibilità di creare mostre virtuali che possano quindi rappresentare per archivi, biblioteche e musei una soluzione innovativa allo scopo di rendere fruibile in modo più coinvolgente il proprio patrimonio in rete; in terzo luogo la sua estrema adattabilità in relazione al numero di documenti presenti nelle collezioni: Omeka infatti è adottato tanto da grandi e celebrate istituzioni come la New York Public Library o Europeana, quanto da una miriade di piccole realtà fra le quali MoRE (A Museum of REfused and unrealised art projects). In specifico, nella seconda parte dell'articolo si descrivono in breve gli obiettivi e le particolarità di questo museo virtuale dedicato alle opere d'arte contemporanea non realizzate; si tratta di un progetto sperimentale, tutt'ora in corso di sviluppo, nato all'interno di un gruppo di lavoro dell'Università di Parma, che ha trovato in Omeka la soluzione informatica più idonea per raccogliere ed esporre questi singolari materiali museali.
Gestire piccole collezioni digitali con Omeka: l’esperienza di MoRE (A Museum of REfused and unrealised art projects) / Alberto Salarelli. - In: BIBLIOTHECAE.IT. - ISSN 2283-9364. - 5:2(2016), pp. 177-200. [10.6092/issn.2283-9364/6393]
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