Il presente studio mostra come i residui delle colture annuali possano contribuire in misura non trascurabile al raggiungimento degli obiettivi europei di potenziamento delle produzione di energia da fonte rinnovabile e di lotta ai cambiamenti climatici. Tenuto conto delle ipotesi semplificatrici del lavoro, il 2,2% dei consumi elettrici nazionali verrebbe soddisfatto dall’energia prodotta mediante l’impiego dei residui colturali. Si tratta di un contributo limitato al raggiungimento dell’obiettivo nazionale posto al 2020, ma visto nell’ambito di una strategia integrata di sviluppo delle energie rinnovabili, i residui colturali rappresentano una risorsa interessante da sostenere. Si evidenzia che il presente studio si limita ad un’analisi comunale del potenziale energetico ed economico dei residui colturali e non individua bacini di approvvigionamento della biomassa più estesi. L’applicazione di tecniche di minimizzazione delle distanze che tengano conto della taglia media degli impianti e dei vincoli normativi sulla provenienza della matrice organica potrebbe offrire utili informazioni ai policy maker e alle aziende agro-energetiche. Oltre alle emissioni evitate di CO2, potrebbero essere valutati ulteriori impatti ambientali come l’alterazione determinata dalla rimozione dei residui colturali sul rilascio di silicio nei corpi d’acqua. Un altro aspetto importante, non trattato nel presente studio, riguarda la valutazione dei costi di produzione agro-energetica, soprattutto in riferimento alla tecnologia di trattamento della biomassa. Infine, sviluppi futuri del lavoro potrebbero considerare usi alternativi della biomassa, diversi dalla produzione di energia elettrica, come i biocarburanti (ad es. bioetanolo) e i prodotti della bioraffinazione.

Valutazione del potenziale energetico ed economico dei residui colturali in Italia / Molinari, Francesco; Donati, Michele. - In: AGRIREGIONIEUROPA. - ISSN 1828-5880. - 11:41(2015), pp. 55-60.

Valutazione del potenziale energetico ed economico dei residui colturali in Italia

DONATI, Michele
2015

Abstract

Il presente studio mostra come i residui delle colture annuali possano contribuire in misura non trascurabile al raggiungimento degli obiettivi europei di potenziamento delle produzione di energia da fonte rinnovabile e di lotta ai cambiamenti climatici. Tenuto conto delle ipotesi semplificatrici del lavoro, il 2,2% dei consumi elettrici nazionali verrebbe soddisfatto dall’energia prodotta mediante l’impiego dei residui colturali. Si tratta di un contributo limitato al raggiungimento dell’obiettivo nazionale posto al 2020, ma visto nell’ambito di una strategia integrata di sviluppo delle energie rinnovabili, i residui colturali rappresentano una risorsa interessante da sostenere. Si evidenzia che il presente studio si limita ad un’analisi comunale del potenziale energetico ed economico dei residui colturali e non individua bacini di approvvigionamento della biomassa più estesi. L’applicazione di tecniche di minimizzazione delle distanze che tengano conto della taglia media degli impianti e dei vincoli normativi sulla provenienza della matrice organica potrebbe offrire utili informazioni ai policy maker e alle aziende agro-energetiche. Oltre alle emissioni evitate di CO2, potrebbero essere valutati ulteriori impatti ambientali come l’alterazione determinata dalla rimozione dei residui colturali sul rilascio di silicio nei corpi d’acqua. Un altro aspetto importante, non trattato nel presente studio, riguarda la valutazione dei costi di produzione agro-energetica, soprattutto in riferimento alla tecnologia di trattamento della biomassa. Infine, sviluppi futuri del lavoro potrebbero considerare usi alternativi della biomassa, diversi dalla produzione di energia elettrica, come i biocarburanti (ad es. bioetanolo) e i prodotti della bioraffinazione.
Valutazione del potenziale energetico ed economico dei residui colturali in Italia / Molinari, Francesco; Donati, Michele. - In: AGRIREGIONIEUROPA. - ISSN 1828-5880. - 11:41(2015), pp. 55-60.
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