Il secondo capitolo valuta le principali tendenze espresse dalla congiuntura monetaria più recente. Sia la Banca Centrale Europea che la Fed hanno continuato nella loro politica espansiva. Il 2 maggio scorso il tasso ufficiale dell’Eurozona è stato ridotto da 0,75 a 0,50% allo scopo di rendere meno costoso il finanziamento per le banche con difficoltà a rifornirsi nel mercato interbancario. Nel frattempo i tassi del mercato monetario hanno continuato a muoversi in prossimità dello zero grazie all’abbondante liquidità fornita dalla BCE. La crescita degli aggregati della zona-Euro è risultata comunque molto modesta, in particolare quella del credito – sia per la domanda ridotta, sia per il restringimento delle condizioni richieste dalle banche. La BCE ha comunque garantito che l’attuale prassi di assegnare alle banche tutta la liquidità richiesta continuerà almeno fino alle metà del 2014. Negli USA, la politica monetaria fortemente espansiva – che negli ultimi tempi è stata vincolata al raggiungimento di una migliore condizione esistente sul mercato del lavoro (rappresentata da un tasso di disoccupazione vicino al 6,5% della forza lavoro) – potrebbe essersi avvicinata alla sua conclusione. All’interno del Board of Governors della Fed si sono infatti levate diverse voci che hanno auspicato l’avvio in tempi non troppo lunghi della exit strategy. Le reazioni dei mercati non si sono lasciate attendere. I tassi sulle scadenze più lunghe sono aumentati unitamente a un deciso incremento della volatilità espressa dai principali mercati finanziari.

La politica monetaria della BCE e della FED / Giovanni Verga; Maria-Gaia Soana. - In: OSSERVATORIO MONETARIO. - ISSN 1592-5684. - :2/2013(2013), pp. 20-38.

La politica monetaria della BCE e della FED

VERGA, Giovanni;SOANA, Maria Gaia
2013

Abstract

Il secondo capitolo valuta le principali tendenze espresse dalla congiuntura monetaria più recente. Sia la Banca Centrale Europea che la Fed hanno continuato nella loro politica espansiva. Il 2 maggio scorso il tasso ufficiale dell’Eurozona è stato ridotto da 0,75 a 0,50% allo scopo di rendere meno costoso il finanziamento per le banche con difficoltà a rifornirsi nel mercato interbancario. Nel frattempo i tassi del mercato monetario hanno continuato a muoversi in prossimità dello zero grazie all’abbondante liquidità fornita dalla BCE. La crescita degli aggregati della zona-Euro è risultata comunque molto modesta, in particolare quella del credito – sia per la domanda ridotta, sia per il restringimento delle condizioni richieste dalle banche. La BCE ha comunque garantito che l’attuale prassi di assegnare alle banche tutta la liquidità richiesta continuerà almeno fino alle metà del 2014. Negli USA, la politica monetaria fortemente espansiva – che negli ultimi tempi è stata vincolata al raggiungimento di una migliore condizione esistente sul mercato del lavoro (rappresentata da un tasso di disoccupazione vicino al 6,5% della forza lavoro) – potrebbe essersi avvicinata alla sua conclusione. All’interno del Board of Governors della Fed si sono infatti levate diverse voci che hanno auspicato l’avvio in tempi non troppo lunghi della exit strategy. Le reazioni dei mercati non si sono lasciate attendere. I tassi sulle scadenze più lunghe sono aumentati unitamente a un deciso incremento della volatilità espressa dai principali mercati finanziari.
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