Le recenti “Linee Guida per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale” [1] indicano chiaramente come il comportamento sismico delle chiese e di tutte le strutture con grandi aule possa (o meglio debba) essere interpretato attraverso la loro scomposizione in porzioni architettoniche (macroelementi), caratterizzate da una risposta strutturale sostanzialmente autonoma rispetto alla chiesa nel suo complesso (facciata, aula, abside, campanile, cupola, arco trionfale, ecc.). L'identificazione di questi macroelementi è quindi un primo passo essenziale per valutare la sicurezza sismica di un monumento di questo tipo ed eventualmente progettare un intervento di consolidamento. I macroelementi devono essere individuati attraverso un apposito studio sulla storia sismica dell'edificio, che metta in evidenza i danni subiti in occasione dei principali terremoti e li metta in relazione ai meccanismi di danno. Il presente lavoro presenta lo studio della storia sismica del Duomo di Parma [2], realizzato mediante la ricerca dei documenti di archivio, la lettura delle tracce lasciate direttamente sul monumento e l'analisi dei dati del sistema di monitoraggio strutturale automatico. Si è potuto così verificare che i meccanismi di danno cui questo edificio è più sensibile sono rimasti immutati nei secoli: le stesse arre interessate da crolli nel 1117, sono anche state soggette a piccoli spostamenti, rilevati dai fessurimetri, durante un recente lieve terremoto. Per ridurre il rischio sismico del monumento sarà quindi sufficiente inserire presìdi che impediscano l'innesco di questi meccanismi, nell'ottica della compatibilità e del minimo intervento.

Il comportamento sismico del duomo di Parma / E. Coisson. - STAMPA. - (2013). ((Intervento presentato al convegno AID MONUMENTS - conoscere progettare ricostruire tenutosi a Perugia nel 24.25.26 maggio 2012.

Il comportamento sismico del duomo di Parma

COISSON, Eva
2013

Abstract

Le recenti “Linee Guida per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale” [1] indicano chiaramente come il comportamento sismico delle chiese e di tutte le strutture con grandi aule possa (o meglio debba) essere interpretato attraverso la loro scomposizione in porzioni architettoniche (macroelementi), caratterizzate da una risposta strutturale sostanzialmente autonoma rispetto alla chiesa nel suo complesso (facciata, aula, abside, campanile, cupola, arco trionfale, ecc.). L'identificazione di questi macroelementi è quindi un primo passo essenziale per valutare la sicurezza sismica di un monumento di questo tipo ed eventualmente progettare un intervento di consolidamento. I macroelementi devono essere individuati attraverso un apposito studio sulla storia sismica dell'edificio, che metta in evidenza i danni subiti in occasione dei principali terremoti e li metta in relazione ai meccanismi di danno. Il presente lavoro presenta lo studio della storia sismica del Duomo di Parma [2], realizzato mediante la ricerca dei documenti di archivio, la lettura delle tracce lasciate direttamente sul monumento e l'analisi dei dati del sistema di monitoraggio strutturale automatico. Si è potuto così verificare che i meccanismi di danno cui questo edificio è più sensibile sono rimasti immutati nei secoli: le stesse arre interessate da crolli nel 1117, sono anche state soggette a piccoli spostamenti, rilevati dai fessurimetri, durante un recente lieve terremoto. Per ridurre il rischio sismico del monumento sarà quindi sufficiente inserire presìdi che impediscano l'innesco di questi meccanismi, nell'ottica della compatibilità e del minimo intervento.
9788854865068
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