Il presente articolo presenta alcune riflessioni in materia di politica industriale, definita secondo la definizione stringata di Gallo e Silva (2005) come un "insieme coordinato di interventi di natura non macroeconomia" utile ad includere nel concetto di "politica industriale" anche quello di "politiche per l'industria". Il paragrafo 2 dà conto dei principali cambiamenti avvenuti nella politica industriale europea negli ultimi anni cercando di evidenziare le preferenze dei policy makers e degli stake holders, mentre il paragrafo 3 analizza i recenti cambiamenti avvenuti nella regolazione degli aiuti di stato e annota il significato delle dinamiche intervenute nelle loro destinazioni. Il paragrafo 4 presenta alcune note di riflessione su uno strumento tradizionale della "vecchia" politica industriale, i campioni nazionali, mentre il paragrafo 5 analizza le forma di avvio della "politica industriale sostenibile", la nuova (e promettente) impostazione della politica industriale in Europa ( e che non c'è in Italia). Nelle conclusioni si evidenzia come negli ultimi anni si stia costituendo una "nuova" politica industriale europea, il cui interesse principale è la ricerca di un'azione coordinata fra le varie politiche esistenti. Pur se questa non apporta modifiche sostanziali alla governance della politica industriale e quindi alla ripartizione dei ruoli tra livello centrale e livello decentrato, la ricerca di un coordinamento fra le varie politiche esistenti rappresenta di per sè un fattore di garanzia per i singoli Stati membri. L'obiettivo iniziale generale della politica industriale europea - l'attrazione degli investimenti esteri - si è notevolmente arricchito da questa ricerca di coordinamento, non solo grazie ai miglioramenti concordati nella politica della regolazione e della concorrenza, ma anche in quanto ha aggiunto al tema della creazione della trasmissione della conoscenza anche il tema della sostenibilità energetico-ambientale delle produzioni, sfruttandone anche le ricadute positive in termini di specializzazione dell'industria europea, per tenere nel debito conto uno dei mutamenti strutturali più importanti dei nostri tempi.
I nuovi termini della politica industriale europea: alcuni elementi di riflessione / Ninni, Augusto. - In: L'INDUSTRIA. - ISSN 0019-7416. - 4:(2008), pp. 643-662.
I nuovi termini della politica industriale europea: alcuni elementi di riflessione
NINNI, Augusto
2008-01-01
Abstract
Il presente articolo presenta alcune riflessioni in materia di politica industriale, definita secondo la definizione stringata di Gallo e Silva (2005) come un "insieme coordinato di interventi di natura non macroeconomia" utile ad includere nel concetto di "politica industriale" anche quello di "politiche per l'industria". Il paragrafo 2 dà conto dei principali cambiamenti avvenuti nella politica industriale europea negli ultimi anni cercando di evidenziare le preferenze dei policy makers e degli stake holders, mentre il paragrafo 3 analizza i recenti cambiamenti avvenuti nella regolazione degli aiuti di stato e annota il significato delle dinamiche intervenute nelle loro destinazioni. Il paragrafo 4 presenta alcune note di riflessione su uno strumento tradizionale della "vecchia" politica industriale, i campioni nazionali, mentre il paragrafo 5 analizza le forma di avvio della "politica industriale sostenibile", la nuova (e promettente) impostazione della politica industriale in Europa ( e che non c'è in Italia). Nelle conclusioni si evidenzia come negli ultimi anni si stia costituendo una "nuova" politica industriale europea, il cui interesse principale è la ricerca di un'azione coordinata fra le varie politiche esistenti. Pur se questa non apporta modifiche sostanziali alla governance della politica industriale e quindi alla ripartizione dei ruoli tra livello centrale e livello decentrato, la ricerca di un coordinamento fra le varie politiche esistenti rappresenta di per sè un fattore di garanzia per i singoli Stati membri. L'obiettivo iniziale generale della politica industriale europea - l'attrazione degli investimenti esteri - si è notevolmente arricchito da questa ricerca di coordinamento, non solo grazie ai miglioramenti concordati nella politica della regolazione e della concorrenza, ma anche in quanto ha aggiunto al tema della creazione della trasmissione della conoscenza anche il tema della sostenibilità energetico-ambientale delle produzioni, sfruttandone anche le ricadute positive in termini di specializzazione dell'industria europea, per tenere nel debito conto uno dei mutamenti strutturali più importanti dei nostri tempi.File | Dimensione | Formato | |
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