Architettura e crescita urbana: il convento di S. Caterina a Parma M. E. Melley La ricerca s’inserisce in uno studio, condotto dalla Facoltà di Architettura di Parma, sulla città e sulle sue trasformazioni. In questa analisi si è affrontato inizialmente uno studio sulla nascita degli ordini monastici e sulle loro sedi mettendo in luce i principali movimenti e le regole di vita che indussero una ristretta cerchia di persone a edificare questi organismi religiosi così complessi: i conventi e i monasteri. Per analizzare al meglio lo sviluppo tipologico dei vari edifici religiosi ed il loro rapporto con la città di Parma si è diviso il territorio cittadino in due settori fisici delimitati dall’asse nord-sud del torrente omonimo. A tale divisione fisica corrisponde una serie di differenze di varia natura: ad est del torrente si stabilisce la prima città romana, la città quadrata, oggi la città “ricca”, mentre ad ovest, l’Oltretorrente, così abitualmente definito, risiede la città “povera” il cui sviluppo viene progressivamente testimoniato dai successivi ampliamenti delle mura a partire dal 1178. Questa analisi in particolare si concentra attorno ad un edificio religioso, il convento di S. Caterina, situato nel settore sud-ovest delimitato a nord dalla via Emilia, ad est dal torrente, a sud e ad ovest dai viali di circonvallazione sorti nel luogo della cinta muraria. La vicenda del complesso religioso è legata a quella del torrente e alla sue esondazioni. Per la data di costruzione ci si riferisce normalmente al 1313, anche se si suppone che già a quella data esistesse una prima parte dell’edificio religioso. Il disegno planimetrico del convento completo dei due chiostri, della chiesa, dell’orto e del muro perimetrale ad ovest e ad est lungo il torrente è raffigurato in modo dettagliato nella planimetria del Cocconcelli del 1811. in tale rappresentazione si può immaginare l’antica forma architettonica del convento il cui cuore era costituito dal chiostro Dall’analisi grafica e proporzionale applicata a questo organismo religioso, dalla sua storia ma soprattutto da ciò che il disegno e la geometria hanno messo in luce, si denota la mancanza di un tipo edilizio stabile, legato a regole fisse; siamo piuttosto di fronte ad un’architettura mutevole, anche se riconoscibile. Il chiostro per esempio, situato quasi sempre a fianco della Chiesa e contornato da portico, è un elemento caratterizzante l’intero complesso religioso, al di là della sua forma geometrica e delle sue dimensioni. Esso funge da cardine distributore del convento e del monastero e costituisce un’idea di architettura che nei secoli ha caratterizzato molti edifici diversi quali gli ospedali, le università ma anche i palazzi signorili.

ARCHITETTURA E CRESCITA URBANA: IL CONVENTO DI S. CATERINA A PARMA / Melley, Maria. - In: PRESENZA TECNICA IN EDILIZIA. - ISSN 2036-9042. - 223:(2007), pp. 34-37.

ARCHITETTURA E CRESCITA URBANA: IL CONVENTO DI S. CATERINA A PARMA

MELLEY, Maria
2007-01-01

Abstract

Architettura e crescita urbana: il convento di S. Caterina a Parma M. E. Melley La ricerca s’inserisce in uno studio, condotto dalla Facoltà di Architettura di Parma, sulla città e sulle sue trasformazioni. In questa analisi si è affrontato inizialmente uno studio sulla nascita degli ordini monastici e sulle loro sedi mettendo in luce i principali movimenti e le regole di vita che indussero una ristretta cerchia di persone a edificare questi organismi religiosi così complessi: i conventi e i monasteri. Per analizzare al meglio lo sviluppo tipologico dei vari edifici religiosi ed il loro rapporto con la città di Parma si è diviso il territorio cittadino in due settori fisici delimitati dall’asse nord-sud del torrente omonimo. A tale divisione fisica corrisponde una serie di differenze di varia natura: ad est del torrente si stabilisce la prima città romana, la città quadrata, oggi la città “ricca”, mentre ad ovest, l’Oltretorrente, così abitualmente definito, risiede la città “povera” il cui sviluppo viene progressivamente testimoniato dai successivi ampliamenti delle mura a partire dal 1178. Questa analisi in particolare si concentra attorno ad un edificio religioso, il convento di S. Caterina, situato nel settore sud-ovest delimitato a nord dalla via Emilia, ad est dal torrente, a sud e ad ovest dai viali di circonvallazione sorti nel luogo della cinta muraria. La vicenda del complesso religioso è legata a quella del torrente e alla sue esondazioni. Per la data di costruzione ci si riferisce normalmente al 1313, anche se si suppone che già a quella data esistesse una prima parte dell’edificio religioso. Il disegno planimetrico del convento completo dei due chiostri, della chiesa, dell’orto e del muro perimetrale ad ovest e ad est lungo il torrente è raffigurato in modo dettagliato nella planimetria del Cocconcelli del 1811. in tale rappresentazione si può immaginare l’antica forma architettonica del convento il cui cuore era costituito dal chiostro Dall’analisi grafica e proporzionale applicata a questo organismo religioso, dalla sua storia ma soprattutto da ciò che il disegno e la geometria hanno messo in luce, si denota la mancanza di un tipo edilizio stabile, legato a regole fisse; siamo piuttosto di fronte ad un’architettura mutevole, anche se riconoscibile. Il chiostro per esempio, situato quasi sempre a fianco della Chiesa e contornato da portico, è un elemento caratterizzante l’intero complesso religioso, al di là della sua forma geometrica e delle sue dimensioni. Esso funge da cardine distributore del convento e del monastero e costituisce un’idea di architettura che nei secoli ha caratterizzato molti edifici diversi quali gli ospedali, le università ma anche i palazzi signorili.
ARCHITETTURA E CRESCITA URBANA: IL CONVENTO DI S. CATERINA A PARMA / Melley, Maria. - In: PRESENZA TECNICA IN EDILIZIA. - ISSN 2036-9042. - 223:(2007), pp. 34-37.
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