OBBIETTIVO La tecnica ibrida ( rivascolarizzazione dei vasi epiaortici e successivo trattamento endovascolare) per la correzione degli aneurismi dell’arco aortico con coinvolgimento della zona 0 può essere considerata una metodica efficace (mortalità e morbilità operatoria accettabili ), in pazienti ad alto rischio chirurgico e anestesiologico. MATERIALI E METODI Descriviamo il caso di un paziente maschio di 56 anni , fumatore e con grave broncopatia cronica ostruttiva, che è giunto alla nostra osservazione per una dilatazione aneurismatica dell’arco aortico ,con estensione assiale massima di 6,5 cm. In sede sottorenale presentava inoltre un secondo aneurisma con diametro massimo di 10,3 cm,. In un primo tempo il paziente è stato sottoposto a trattamento “open” ,con accesso minilaparotomico, dell’aneurisma dell’aorta addominale sottorenale . Dopo 5 mesi è stato sottoposto a trattamento ibrido dell’aneurisma dell’arco aortico con “debrancing” chirurgico dei vasi epiaortici, by pass tra l’aorta ascendente e il tronco anonimo e la carotide sinistra con protesi biforcata in dacron 14 x 7 mm e posizionamento di 2 endoprotesi toraciche (Valiant Medtronic di diametro 42-42 -40-36 mm) con copertura dell’intero arco aortico,senza rivascolarizzazione della succlavia di sinistra, con atterraggio prossimale dell’endoprotesi nella zona 0 (sec la classificazione di Ishimaru). Il paziente in quinta giornata ha presentato una deiscenza della sternotomia che ha richiesto un intervento di correzione secondo la tecnica Robicsek. In sedicesima giornata il paziente è stato dimesso. Il controllo AngioTAC a 2 mesi ha evidenziato il corretto posizionamento dell’endoprotesi con esclusione dell’aneurisma e assenza di endoleak. Abbiamo eseguito una Revisione della letteratura su Pub Med u.s. National Library of Medicine dal 1992 al maggio 2007 , sono stati selezionati i case report e le casistiche di aneurismi dell’arco aortico con coinvolgimento della Zona 0 con rivascolarizzazione dei vasi epiaortici. Si è analizzato nei vari report:,l’eziologia, il timing (trattamento in un unico tempo o in due tempi ),il tipo di rivascolarizzazione dei vasi epiaortici, la monitorizzazione cerebrale intraoperatoria, la copertura della succlavia sinistra con o senza rivascolarizzazione, la morbilità neurologica maggiore, la mortalità operatoria, l’incidenza e il tipo di endoleak e il follow-up RISULTATI Nel periodo 1992 maggio 2007 in letteratura sono stati pubblicati 82 casi di aneurismi dell’arco aortico trattati con tecniche ibride e con coinvolgimento della Zona 0 per l’atterraggio dell’endoprotesi La patologia ateroscelrotica è stata predominante rispetto alla dissecante, l’incidenza è stata rispettivamente del 88,7% contro il 11.3% .In 40 casi (48.8%) Il trattamento ibrido è stato eseguito in un unico tempo, in 42 (51.2%) invece è stata eseguita prima la rivascolarizzazione chirurgica, seguita dalla procedura endovascolare in media dopo 17,6 giorni. In 31 casi (37.8%) è stata eseguita una rivascolarizzazione della succlavia, in 51 (62.2%) è stata eseguita una copertura della succlavia senza rivascolarizzazione. Il banding dell’aorta ascendente è stato eseguito in 17 pazienti (20.7%). La monitorizzazione intraoperatoria dell’attività cerebrale è riportata in 42 pazienti (51.2%). L’accesso per il trattamento endovascolare è stato iliaco /femorale nel 84,7% e anterogrado nel 15,3% Si sono osservati 4 endoleak con una incidenza del 4.8%: 2 di I tipo e 2 di II tipo, in nessun caso è stato necessario effettuare una conversione chirurgica. La morbilità neurologica maggiore è stata del 3.6%, la mortalità operatoria stata del 7.3%. Il follow up medio è stato 10 mesi (1-65 mesi) non è stato descritto nessun caso di conversione chirurgica né di exitus correlati all’aneurisma. CONCLUSUONI Il trattamento ibrido degli aneurismi dell’arco aortico con coinvolgimento della zona 0 ,è una tecnica che può essere utilizzata efficacemente , in pazienti ad alto rischio chirurgico ed anestesiologico

Trattamento ibrido di aneurisma dell’arco aortico con coinvolgimento della zona 0: caso clinico e revisione della letteratura / DE TROIA, Alessandro; F., Mosso; L., Biasi; Azzarone, Matteo; Tecchio, Tiziano; C., Marcato; P., Larini; Salcuni, Pierfranco. - In: ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY. - ISSN 1824-4777. - 14(2007), pp. 148-149.

Trattamento ibrido di aneurisma dell’arco aortico con coinvolgimento della zona 0: caso clinico e revisione della letteratura

DE TROIA, Alessandro;AZZARONE, Matteo;TECCHIO, Tiziano;SALCUNI, Pierfranco
2007

Abstract

OBBIETTIVO La tecnica ibrida ( rivascolarizzazione dei vasi epiaortici e successivo trattamento endovascolare) per la correzione degli aneurismi dell’arco aortico con coinvolgimento della zona 0 può essere considerata una metodica efficace (mortalità e morbilità operatoria accettabili ), in pazienti ad alto rischio chirurgico e anestesiologico. MATERIALI E METODI Descriviamo il caso di un paziente maschio di 56 anni , fumatore e con grave broncopatia cronica ostruttiva, che è giunto alla nostra osservazione per una dilatazione aneurismatica dell’arco aortico ,con estensione assiale massima di 6,5 cm. In sede sottorenale presentava inoltre un secondo aneurisma con diametro massimo di 10,3 cm,. In un primo tempo il paziente è stato sottoposto a trattamento “open” ,con accesso minilaparotomico, dell’aneurisma dell’aorta addominale sottorenale . Dopo 5 mesi è stato sottoposto a trattamento ibrido dell’aneurisma dell’arco aortico con “debrancing” chirurgico dei vasi epiaortici, by pass tra l’aorta ascendente e il tronco anonimo e la carotide sinistra con protesi biforcata in dacron 14 x 7 mm e posizionamento di 2 endoprotesi toraciche (Valiant Medtronic di diametro 42-42 -40-36 mm) con copertura dell’intero arco aortico,senza rivascolarizzazione della succlavia di sinistra, con atterraggio prossimale dell’endoprotesi nella zona 0 (sec la classificazione di Ishimaru). Il paziente in quinta giornata ha presentato una deiscenza della sternotomia che ha richiesto un intervento di correzione secondo la tecnica Robicsek. In sedicesima giornata il paziente è stato dimesso. Il controllo AngioTAC a 2 mesi ha evidenziato il corretto posizionamento dell’endoprotesi con esclusione dell’aneurisma e assenza di endoleak. Abbiamo eseguito una Revisione della letteratura su Pub Med u.s. National Library of Medicine dal 1992 al maggio 2007 , sono stati selezionati i case report e le casistiche di aneurismi dell’arco aortico con coinvolgimento della Zona 0 con rivascolarizzazione dei vasi epiaortici. Si è analizzato nei vari report:,l’eziologia, il timing (trattamento in un unico tempo o in due tempi ),il tipo di rivascolarizzazione dei vasi epiaortici, la monitorizzazione cerebrale intraoperatoria, la copertura della succlavia sinistra con o senza rivascolarizzazione, la morbilità neurologica maggiore, la mortalità operatoria, l’incidenza e il tipo di endoleak e il follow-up RISULTATI Nel periodo 1992 maggio 2007 in letteratura sono stati pubblicati 82 casi di aneurismi dell’arco aortico trattati con tecniche ibride e con coinvolgimento della Zona 0 per l’atterraggio dell’endoprotesi La patologia ateroscelrotica è stata predominante rispetto alla dissecante, l’incidenza è stata rispettivamente del 88,7% contro il 11.3% .In 40 casi (48.8%) Il trattamento ibrido è stato eseguito in un unico tempo, in 42 (51.2%) invece è stata eseguita prima la rivascolarizzazione chirurgica, seguita dalla procedura endovascolare in media dopo 17,6 giorni. In 31 casi (37.8%) è stata eseguita una rivascolarizzazione della succlavia, in 51 (62.2%) è stata eseguita una copertura della succlavia senza rivascolarizzazione. Il banding dell’aorta ascendente è stato eseguito in 17 pazienti (20.7%). La monitorizzazione intraoperatoria dell’attività cerebrale è riportata in 42 pazienti (51.2%). L’accesso per il trattamento endovascolare è stato iliaco /femorale nel 84,7% e anterogrado nel 15,3% Si sono osservati 4 endoleak con una incidenza del 4.8%: 2 di I tipo e 2 di II tipo, in nessun caso è stato necessario effettuare una conversione chirurgica. La morbilità neurologica maggiore è stata del 3.6%, la mortalità operatoria stata del 7.3%. Il follow up medio è stato 10 mesi (1-65 mesi) non è stato descritto nessun caso di conversione chirurgica né di exitus correlati all’aneurisma. CONCLUSUONI Il trattamento ibrido degli aneurismi dell’arco aortico con coinvolgimento della zona 0 ,è una tecnica che può essere utilizzata efficacemente , in pazienti ad alto rischio chirurgico ed anestesiologico
Trattamento ibrido di aneurisma dell’arco aortico con coinvolgimento della zona 0: caso clinico e revisione della letteratura / DE TROIA, Alessandro; F., Mosso; L., Biasi; Azzarone, Matteo; Tecchio, Tiziano; C., Marcato; P., Larini; Salcuni, Pierfranco. - In: ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY. - ISSN 1824-4777. - 14(2007), pp. 148-149.
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