La BVD-MD è una patologia sostenuta da un Pestivirus (Bovine Viral Diarrhea Virus o BVDV), caratterizzata da sintomi a carico dell’apparato respiratorio e riproduttivo, di gravità diversa a seconda del biotipo interessato (citopatico o non citopatico). L’infezione della bovina gravida da parte di BVDV non citopatico nei primi quattro mesi di gestazione esita in uno stato di immunotolleranza, il feto cioè non riconosce il virus come estraneo e pertanto non produrrà anticorpi verso questo. Dopo la nascita consegue una situazione di escrezione virale da parte di questo soggetto, definito persistentemente infetto o PI. A causa dell’alta sieroprevalenza per BVDV e poiché la presenza di soggetti PI è causa di attiva circolazione virale, risulta essenziale l’identificazione repentina di questi animali. L’attività sperimentale oggetto di tesi è volta a valutare la diffusione di BVDV in allevamenti Italiani ed è stata approfondita l’applicazione di diverse metodiche di laboratorio per la rilevazione di animali PI, in particolare: ricerca antigene BVD mediante PCR su pool di sangue in toto, indagine sierologica “a spot” per anticorpi verso NS2-3 su parte dei capi presenti in azienda seguita da ricerca antigene BVD sui soggetti sieronegativi mediante ELISA ed infine ricerca antigene BVD mediante Real Time PCR su biopsia cutanea di vitelli neonati.
Metodologie e strategie di intervento nella rilevazione di bovini con infezione persistente da Bovine Viral Diarrhea Virus (BVDV) / Piancastelli, C.. - (2008 Apr).
Metodologie e strategie di intervento nella rilevazione di bovini con infezione persistente da Bovine Viral Diarrhea Virus (BVDV)
PIANCASTELLI, Chiara
2008-04-01
Abstract
La BVD-MD è una patologia sostenuta da un Pestivirus (Bovine Viral Diarrhea Virus o BVDV), caratterizzata da sintomi a carico dell’apparato respiratorio e riproduttivo, di gravità diversa a seconda del biotipo interessato (citopatico o non citopatico). L’infezione della bovina gravida da parte di BVDV non citopatico nei primi quattro mesi di gestazione esita in uno stato di immunotolleranza, il feto cioè non riconosce il virus come estraneo e pertanto non produrrà anticorpi verso questo. Dopo la nascita consegue una situazione di escrezione virale da parte di questo soggetto, definito persistentemente infetto o PI. A causa dell’alta sieroprevalenza per BVDV e poiché la presenza di soggetti PI è causa di attiva circolazione virale, risulta essenziale l’identificazione repentina di questi animali. L’attività sperimentale oggetto di tesi è volta a valutare la diffusione di BVDV in allevamenti Italiani ed è stata approfondita l’applicazione di diverse metodiche di laboratorio per la rilevazione di animali PI, in particolare: ricerca antigene BVD mediante PCR su pool di sangue in toto, indagine sierologica “a spot” per anticorpi verso NS2-3 su parte dei capi presenti in azienda seguita da ricerca antigene BVD sui soggetti sieronegativi mediante ELISA ed infine ricerca antigene BVD mediante Real Time PCR su biopsia cutanea di vitelli neonati.| File | Dimensione | Formato | |
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