Tra gli anni fascisti e gli anni Settanta, il cinema italiano ha raccontato il mondo contadino secondo forme e modi quanto mai vari. Il lavoro intende fornire una mappatura completa dei testi filmici a tema contadino, considerandoli nei diversi contesti che li hanno partoriti: dai documentari del Luce di gestione fascista ai coevi film propagandistici e alle commedie d’evasione; dalle contaminazioni neorealiste ai documentari governativi democristiani, fino all’esperienza del documentarismo etno-antropologico, per arrivare alle più compiute teorizzazioni degli anni Sessanta (Pasolini, Olmi) e Settanta (Bertolucci, i Taviani, ancora Olmi), senza dimenticare esperienze minori, ma degne di nota (Piavoli, Benvenuti) o risemantizzazioni politiche di una certa entità (Orsini, Vancini, Montaldo e altri). Lo studio si interroga anche intorno alla lunga problematica del film come fonte storica, della dignità dell’immagine in movimento nella ricostruzione di una storia, quella del mondo contadino, che necessita di un’assoluta dinamicità nella ricerca e nell’impiego delle fonti.
Contadini e racconto. Il mondo rurale nel cinema italiano dal fascismo agli anni Settanta(2008 Mar 13).
Contadini e racconto. Il mondo rurale nel cinema italiano dal fascismo agli anni Settanta
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2008-03-13
Abstract
Tra gli anni fascisti e gli anni Settanta, il cinema italiano ha raccontato il mondo contadino secondo forme e modi quanto mai vari. Il lavoro intende fornire una mappatura completa dei testi filmici a tema contadino, considerandoli nei diversi contesti che li hanno partoriti: dai documentari del Luce di gestione fascista ai coevi film propagandistici e alle commedie d’evasione; dalle contaminazioni neorealiste ai documentari governativi democristiani, fino all’esperienza del documentarismo etno-antropologico, per arrivare alle più compiute teorizzazioni degli anni Sessanta (Pasolini, Olmi) e Settanta (Bertolucci, i Taviani, ancora Olmi), senza dimenticare esperienze minori, ma degne di nota (Piavoli, Benvenuti) o risemantizzazioni politiche di una certa entità (Orsini, Vancini, Montaldo e altri). Lo studio si interroga anche intorno alla lunga problematica del film come fonte storica, della dignità dell’immagine in movimento nella ricostruzione di una storia, quella del mondo contadino, che necessita di un’assoluta dinamicità nella ricerca e nell’impiego delle fonti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


