La ricerca si basa su un vissuto personale nell’ambito dei rituali della santéria cubana. Queste cerimonie, caratterizzate da fenomeni di possessione, sembrano mettere in crisi ogni ordine esplicativo della nostra tradizione razionale. L’esperienza si è svolta partecipando alle azioni collettive, pur senza conoscerne adeguatamente il senso etnico. Nel tentativo di preservare questo vissuto, il lavoro tenta una descrizione metessica, basata sulla partecipazione come elemento trascendentale per ogni emergere di senso, concentrata sul valore della sola congiunzione inessente che, spartendo le azioni rituali in un gruppo, ne origina la loro stessa essenza. Il fenomeno viene ristabilito sulla base di una percezione acustica: al modello dello stimolo-risposta si sostituisce quello della risonanza, più adatto a esprimere la forza e la reciprocità dei legami rituali, che sono ritmi, danze e canti. L’oggetto di studio è il corpo, inteso non come un estremo della dicotomia cartesiana, ma come l’unico riferimento tangibile che possa manifestare le forme di contagio delle forze rituali e la loro distribuzione nei partecipanti. Corpo come spazio risonante, capace di vibrare e di muoversi prima di ogni intenzionalità e di ogni pensiero. In questo lavoro il rito è una relazione densa di corporeità che mostra la forza delle sue azioni nude.

Il rito sottratto. Una riflessione nuda sulla partecipazione a una festa santéra(2008 Apr 24).

Il rito sottratto. Una riflessione nuda sulla partecipazione a una festa santéra.

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2008-04-24

Abstract

La ricerca si basa su un vissuto personale nell’ambito dei rituali della santéria cubana. Queste cerimonie, caratterizzate da fenomeni di possessione, sembrano mettere in crisi ogni ordine esplicativo della nostra tradizione razionale. L’esperienza si è svolta partecipando alle azioni collettive, pur senza conoscerne adeguatamente il senso etnico. Nel tentativo di preservare questo vissuto, il lavoro tenta una descrizione metessica, basata sulla partecipazione come elemento trascendentale per ogni emergere di senso, concentrata sul valore della sola congiunzione inessente che, spartendo le azioni rituali in un gruppo, ne origina la loro stessa essenza. Il fenomeno viene ristabilito sulla base di una percezione acustica: al modello dello stimolo-risposta si sostituisce quello della risonanza, più adatto a esprimere la forza e la reciprocità dei legami rituali, che sono ritmi, danze e canti. L’oggetto di studio è il corpo, inteso non come un estremo della dicotomia cartesiana, ma come l’unico riferimento tangibile che possa manifestare le forme di contagio delle forze rituali e la loro distribuzione nei partecipanti. Corpo come spazio risonante, capace di vibrare e di muoversi prima di ogni intenzionalità e di ogni pensiero. In questo lavoro il rito è una relazione densa di corporeità che mostra la forza delle sue azioni nude.
24-apr-2008
Studi Filosofici e Scienze della Letteratura
Rhytm
Rite
Cuba
Yoruba
Santeria
Dance
Batà
Nancy
Orishas
Orichas
Trance
Possession
Performance
Resonance
Music
GREPPI, Alessandra
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