La tesi analizza il rapporto tra tutela dell’ambiente e Costituzione, assumendo la revisione costituzionale del 2022 come punto di emersione di un più ampio mutamento paradigmatico del costituzionalismo contemporaneo. Muovendo dalla constatazione della crisi ecologica globale e dall’inadeguatezza delle categorie giuridiche tradizionali a fronteggiarne la complessità, il lavoro indaga se e in che misura la costituzionalizzazione della tutela ambientale possa essere letta come un fattore di trasformazione della razionalità costituzionale, piuttosto che come una semplice estensione materiale del catalogo dei diritti e dei valori protetti. Nel primo capitolo, la ricerca inquadra il tema sul piano teorico-filosofico, ricostruendo l’evoluzione del rapporto tra diritto e natura, dal paradigma antropocentrico classico alle più recenti elaborazioni ecocentriche. Attraverso l’analisi delle categorie di shallow e deep ecology, del concetto di planetary trust e del ruolo delle generazioni future, viene mostrato come la tutela dell’ambiente imponga una riconsiderazione del tempo giuridico, della funzione dei diritti e del ruolo dello Stato. In questa prospettiva, l’ecocostituzionalismo emerge come tentativo di integrare la dimensione ecologica all’interno del costituzionalismo dei diritti, senza rinunciare alle garanzie proprie dello Stato di diritto. Il secondo capitolo ricostruisce il percorso di emersione e consolidamento della tutela ambientale nel diritto internazionale, europeo e comparato. Dalle conferenze di Stoccolma e Rio fino alla climate litigation e al Green Deal europeo, l’analisi evidenzia come l’ambiente si sia progressivamente affermato quale valore giuridico trasversale. Il confronto con le esperienze costituzionali europee e sudamericane consente di collocare la riforma italiana del 2022 in un contesto più ampio, mettendone in luce tanto le convergenze quanto le specificità, in particolare rispetto al rapporto tra tutela ambientale, iniziativa economica e partecipazione democratica. Il terzo capitolo è dedicato all’analisi della revisione costituzionale del 2022, con particolare attenzione alla modifica degli articoli 9 e 41 della Costituzione. La tesi sostiene che la riforma realizzi una “revisione-bilancio”, che positivizza approdi giurisprudenziali consolidati ma, al contempo, introduce un nuovo impulso programmatico. L’ambiente, inteso in senso ecologico come equilibrio degli ecosistemi, viene qualificato come principio fondamentale, idoneo a orientare il bilanciamento tra diritti costituzionali, il rapporto tra ambiente, lavoro e iniziativa economica e la configurazione dei doveri di solidarietà intergenerazionale. Il quarto capitolo verifica le ricadute concrete di tale paradigma, analizzando il rapporto tra ambiente e iniziativa economica alla luce del “caso Ilva”, l’evoluzione degli strumenti di programmazione e pianificazione e l’impatto della tutela ambientale sui processi decisionali pubblici. Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra potere politico e sapere scientifico e all’integrazione degli interessi delle generazioni future nella democrazia rappresentativa. In conclusione, la tesi sostiene che la tutela costituzionale dell’ambiente rappresenti un paradigma modificativo del costituzionalismo, capace di rigenerare le categorie del diritto pubblico e di ridefinire il rapporto tra libertà, responsabilità e futuro. L’ambiente non emerge più come limite esterno al diritto, ma come una delle condizioni di possibilità della sua stessa esistenza.
Il rapporto tra la tutela dell'ambiente e la Costituzione. Un paradigma modificativo del costituzionalismo contemporaneo / Ferretti, P.. - (2026).
Il rapporto tra la tutela dell'ambiente e la Costituzione. Un paradigma modificativo del costituzionalismo contemporaneo
FERRETTI, PIETRO
2026-01-01
Abstract
La tesi analizza il rapporto tra tutela dell’ambiente e Costituzione, assumendo la revisione costituzionale del 2022 come punto di emersione di un più ampio mutamento paradigmatico del costituzionalismo contemporaneo. Muovendo dalla constatazione della crisi ecologica globale e dall’inadeguatezza delle categorie giuridiche tradizionali a fronteggiarne la complessità, il lavoro indaga se e in che misura la costituzionalizzazione della tutela ambientale possa essere letta come un fattore di trasformazione della razionalità costituzionale, piuttosto che come una semplice estensione materiale del catalogo dei diritti e dei valori protetti. Nel primo capitolo, la ricerca inquadra il tema sul piano teorico-filosofico, ricostruendo l’evoluzione del rapporto tra diritto e natura, dal paradigma antropocentrico classico alle più recenti elaborazioni ecocentriche. Attraverso l’analisi delle categorie di shallow e deep ecology, del concetto di planetary trust e del ruolo delle generazioni future, viene mostrato come la tutela dell’ambiente imponga una riconsiderazione del tempo giuridico, della funzione dei diritti e del ruolo dello Stato. In questa prospettiva, l’ecocostituzionalismo emerge come tentativo di integrare la dimensione ecologica all’interno del costituzionalismo dei diritti, senza rinunciare alle garanzie proprie dello Stato di diritto. Il secondo capitolo ricostruisce il percorso di emersione e consolidamento della tutela ambientale nel diritto internazionale, europeo e comparato. Dalle conferenze di Stoccolma e Rio fino alla climate litigation e al Green Deal europeo, l’analisi evidenzia come l’ambiente si sia progressivamente affermato quale valore giuridico trasversale. Il confronto con le esperienze costituzionali europee e sudamericane consente di collocare la riforma italiana del 2022 in un contesto più ampio, mettendone in luce tanto le convergenze quanto le specificità, in particolare rispetto al rapporto tra tutela ambientale, iniziativa economica e partecipazione democratica. Il terzo capitolo è dedicato all’analisi della revisione costituzionale del 2022, con particolare attenzione alla modifica degli articoli 9 e 41 della Costituzione. La tesi sostiene che la riforma realizzi una “revisione-bilancio”, che positivizza approdi giurisprudenziali consolidati ma, al contempo, introduce un nuovo impulso programmatico. L’ambiente, inteso in senso ecologico come equilibrio degli ecosistemi, viene qualificato come principio fondamentale, idoneo a orientare il bilanciamento tra diritti costituzionali, il rapporto tra ambiente, lavoro e iniziativa economica e la configurazione dei doveri di solidarietà intergenerazionale. Il quarto capitolo verifica le ricadute concrete di tale paradigma, analizzando il rapporto tra ambiente e iniziativa economica alla luce del “caso Ilva”, l’evoluzione degli strumenti di programmazione e pianificazione e l’impatto della tutela ambientale sui processi decisionali pubblici. Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra potere politico e sapere scientifico e all’integrazione degli interessi delle generazioni future nella democrazia rappresentativa. In conclusione, la tesi sostiene che la tutela costituzionale dell’ambiente rappresenti un paradigma modificativo del costituzionalismo, capace di rigenerare le categorie del diritto pubblico e di ridefinire il rapporto tra libertà, responsabilità e futuro. L’ambiente non emerge più come limite esterno al diritto, ma come una delle condizioni di possibilità della sua stessa esistenza.| File | Dimensione | Formato | |
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